Sull’ingresso della Casa Rossa di Anacapri una scritta in greco richiama un’idea antica di ozio e riposo: un monito che, paradossalmente, apre a un cambiamento concreto del rapporto tra cultura e lavoro. Nel cuore dell’isola, un progetto locale ha trasformato visite e sale espositive in opportunità occupazionali per persone con fragilità, offrendo un modello operativo che vale anche oltre l’estate turistica.
La facciata color rosso pompeiano si affaccia su via Giuseppe Orlandi, una delle strade che dal porto conduce ai punti più frequentati dell’isola: Villa San Michele e la seggiovia per il Monte Solaro. Sopra la porta, l’antica battuta su Capri — richiamata dallo storico Svetonio come “Apragopolis”, la città del dolce far niente — introduce il visitatore in uno spazio che, oggi, mescola storia e inclusione lavorativa.
Guide, musei e nuova occupazione
All’interno della Casa Rossa incontriamo Kevin Perri e Lorenzo Zora, soci lavoratori della cooperativa La Sciuscella. Kevin, con la maglietta che porta il logo del carrubo scelto come simbolo, accompagna i visitatori tra le tele della pinacoteca collegando i dipinti ai luoghi dell’isola. Parla con calma, alterna italiano e qualche parola in inglese, e mostra la terrazza dalla quale si vedono i tetti di Anacapri e il profilo del mare.

Lorenzo preferisce raccontare la storia dell’edificio: la torre aragonese inglobata nella struttura, i reperti arrivati da Villa Jovis e dalla Villa di Gradola, e la figura del colonnello americano che volle la casa, John Clay MacKowen, autore della costruzione tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
I due svolgono ruoli diversi ma complementari: biglietteria, accoglienza, gestione delle audioguide, laboratori e supporto all’organizzazione degli eventi, attività che mantengono ritmo e professionalità anche fuori dalla stagione di punta.
Da corso formativo a contratto stabile
Il progetto è nato a partire da un percorso formativo avviato nel 2019 e sostenuto dal Comune di Anacapri, con l’obiettivo di integrare persone con e senza disabilità nel settore turistico-museale. Nonostante il periodo critico del Covid, l’esperimento è proseguito: nel 2020 alcuni partecipanti sono stati assunti con un contratto a tempo indeterminato per la gestione della Casa Rossa, oggi parte dei Musei di Capri.
Sara Oliviero, storica dell’arte dei Musei di Capri e responsabile della Casa Rossa, ricostruisce il percorso formativo: oltre alla conoscenza delle opere, i corsi hanno incluso elementi pratici come la gestione dello stress, tecniche di orientamento, esercizi per la memoria, organizzazione dei tempi e inglese per l’accoglienza internazionale. Nei mesi meno turistici si svolgono anche laboratori manuali, artistici e teatrali pensati per consolidare competenze e autonomia.
- Anno di avvio: corso iniziale nel 2019, attività continuativa dal 2020.
- Struttura: Casa Rossa, uno dei siti dei Musei di Capri.
- Cooperativa: La Sciuscella, attiva nella gestione museale e nei servizi ai visitatori.
- Organico: 13 persone totali, 4 assunzioni a tempo indeterminato.
- Progetto 2026: avvio di tirocini retribuiti per 9 persone con disabilità, finalizzati all’inserimento lavorativo nelle imprese dell’isola.
Secondo Ersilia Gragnaniello, presidente della cooperativa, il filo conduttore è stato modificare lo sguardo: valorizzare le capacità delle persone piuttosto che concentrarsi sui limiti. Questo approccio ha favorito crescita di autonomia, partecipazione sociale e inserimento nel tessuto lavorativo di Anacapri.
Un’idea replicabile
Il caso della Casa Rossa mostra come il patrimonio culturale possa diventare leva concreta per inclusione e occupazione locale. Per le amministrazioni e per i gestori museali, l’esperienza segnala due elementi chiave: la formazione mirata — che non si limita alla conoscenza delle opere ma comprende abilità trasversali — e la progettazione di mansioni adattate alle qualità individuali.
I numeri restano contenuti, ma la logica è significativa: offrire contratti stabili e percorsi di tirocinio retribuito crea un circolo virtuoso che avvantaggia i lavoratori, i visitatori e l’economia dell’isola. In un contesto dove il turismo resta volubile, impostare servizi culturali con una prospettiva sociale contribuisce a distribuire i benefici dell’afflusso stagionale lungo tutto l’anno.
Oltre a conservare collezioni e memorie dell’isola, la Casa Rossa dimostra che anche luoghi nati per il “dolce far niente” possono trasformarsi in spazi di dignità lavorativa e cittadinanza attiva.
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Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




