Capri corre il rischio di essere travolta dalla sua stessa fama: uno studioso che vive e studia lโisola da decenni mette in guardia sul fatto che lโafflusso incontrollato di visitatori sta alterando paesaggi, percorsi e la vita quotidiana. La questione non รจ retorica: riguarda la gestione dello spazio, la tutela del patrimonio e il futuro economico e ambientale dellโisola.
Mimmo Oliviero, nato nel 1937 e residente a Napoli fino agli anni Ottanta quando si รจ trasferito a Capri, ha dedicato gran parte della sua ricerca agli assetti storici dellโisola. Laureato in architettura, ha lavorato nellโedilizia tecnica e nellโinterior design, e in seguito ha indagato i percorsi perduti e le relazioni tra paesaggio e insediamento.
Dal mito alla vetrina turistica
Nel suo saggio sulla presenza delle sirene nellโimmaginario caprese โ pubblicato da La Conchiglia โ Oliviero ricostruisce come la figura della sirena si sia trasformata nei secoli, da creatura alata dellโantichitร alla donna con la coda di pesce oggi universalmente riconosciuta.
Questa metamorfosi non รจ solo iconografica: la sirena รจ diventata un simbolo usato anche a scopi promozionali. Lโimmagine si รจ spostata dal mito alla comunicazione turistica, fino a fungere da vero e proprio marchio dellโisola.
Perchรฉ conta adesso
Lโossimoro รจ evidente: ciรฒ che ha reso Capri famosa nel mondo โ bellezza, fascino e racconto mediatico โ rischia ora di trasformarsi in fattore di fragilitร . Secondo lo studioso, il fenomeno che piรน preoccupa รจ lโovertourism, cioรจ lโaccumulo di presenze che supera la capacitร di carico ambientale e sociale dellโisola.

Non si tratta solo di numeri: le conseguenze si vedono sui sentieri, sulle coste, nella pressione sui servizi e nella perdita di spazi per la comunitร locale. Lโavvertimento รจ chiaro: senza interventi di governo del fenomeno, il danno potrebbe diventare irreversibile.
Cosa si rischia
- Erosione del territorio: percorsi e scogliere soggetti a usura per il calpestio eccessivo.
- Pressione sulle infrastrutture: servizi pubblici e reti idriche sollecitati oltre misura nelle stagioni di picco.
- Perdita del patrimonio culturale: trasformazione dei luoghi tradizionali in spazi esclusivamente turistici.
- Impatto sulla qualitร della vita: residenti spinti a spostarsi o a perdere funzioni quotidiane in favore del commercio stagionale.
Oliviero sottolinea anche un aspetto meno visibile ma significativo: la mitologia serve ancora come linguaggio per raccontare problemi complessi. Le sirene, oggi, sono una metafora utile per descrivere un richiamo che attrae ma che puรฒ consumare il soggetto attratto.

Un appello alla gestione
La proposta implicita รจ semplice e pratica: non bisogna spegnere lโattrazione di Capri, ma regolarla e pianificarla. Questo richiede scelte politiche, strumenti di governance e una visione che coniughi tutela ambientale e sviluppo economico sostenibile.
Se il richiamo non viene governato, avverte lo studioso, lโisola rischia di perdere quegli elementi che lโhanno resa unica. Il dilemma รจ politico e amministrativo, ma ha impatti concreti per chi abita e per chi visita Capri: dallโintegritร dei sentieri storici alla qualitร dellโesperienza turistica stessa.
In conclusione, la sfida รจ trasformare lโattrattiva in una risorsa gestita: proteggere il paesaggio, preservare i percorsi e assicurare che la bellezza non si consumi per eccesso di visibilitร .
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