Assalto A14: quattro arresti, le cosche sospettate dietro reti criminali specializzate

Di : Lorenzo Dalmoro

Condividi con i tuoi amici!

Quattro persone sono state fermate nell’ambito dell’inchiesta sul violento assalto ai portavalori avvenuto sull’A14: l’operazione conferma i sospetti degli investigatori su un collegamento tra i gruppi di assalitori e realtร  mafiose pugliesi. La nuova ondata di arresti riaccende i dubbi sulla sicurezza delle tratte autostradali e sulla capacitร  delle organizzazioni criminali di finanziare operazioni su larga scala.

Porto Recanati, 14 agosto 2026 โ€” I carabinieri del Reparto Operativo del Nucleo Investigativo di Macerata, insieme alla Questura locale e alla Squadra Mobile di Foggia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro soggetti ritenuti coinvolti nel tentato colpo: i foggiani Giuseppe Dโ€™Angelo (54 anni), Andrea Baratto (45), Luigi Ferro (57) e Francesco Caggiano Scelsi (58), tutti indagati per tentata rapina, tentato omicidio e ricettazione, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il fatto ricostruito dagli inquirenti

Secondo la ricostruzione della procura, il pomeriggio del 27 ottobre 2025 un commando di almeno dieci persone ha assaltato due blindati della Vigilanza Mondialpol sull’autostrada nei pressi di Porto Recanati. Gli aggressori, a bordo di cinque autovetture poi risultate rubate, avevano predisposto trappole per impedire l’intervento delle forze dell’ordine: chiodi a tre punte sparsi sulla carreggiata e un mezzo pesante posto trasversalmente per bloccare il traffico.

Scena autostradale con veicoli blindati e segni di assalto
Ricostruzione della scena dell’assalto sull’A14: veicoli blindati e ostacoli sulla carreggiata.

I malviventi, con passamontagna, hanno aperto il fuoco con armi da guerra, tra cui diversi colpi esplosi con kalashnikov, mirando al parabrezza dei mezzi e mettendo a rischio la vita delle guardie giurate. In uno dei furgoni era presente una somma stimata intorno a 2.900.000 euro. Dopo aver costretto i blindati a fermarsi, gli assalitori hanno tentato di far saltare la cassaforte con esplosivi.

Leggi anche  Russia: il micidiale missile ipersonico Oreshnik รจ operativo! L'annuncio shock di Putin.

Tre persone โ€” Savino Pugliese (44), Giuseppe Rubbio (51) e Savino Costantino (56), tutti di Cerignola โ€” erano giร  state arrestate nei giorni successivi all’assalto; le indagini hanno poi portato ai nuovi provvedimenti cautelari.

Perchรฉ per gli investigatori si parla di metodo mafioso

Gli atti d’indagine evidenziano modalitร  operative assimilabili a tecniche paramilitari e una capacitร  intimidatoria che, secondo il gip, รจ riconducibile al sistema mafioso. Tra gli elementi considerati: uso coordinato di armi da guerra, impiego di esplosivo e logistica pianificata per ostacolare soccorsi e forze dell’ordine.

Gli inquirenti sostengono che i gruppi specializzati negli assalti a portavalori e caveau operino sotto la protezione delle cosche pugliesi, le quali fornirebbero armi, finanziamenti anticipati per trasporti e noleggi e coperture logistiche, in cambio di quote significative del bottino. I proventi, sempre secondo l’accusa, verrebbero reinvestiti in altre attivitร  illecite, dalla compravendita di stupefacenti all’acquisizione di locali commerciali.

  • Capo d’imputazione principale: tentata rapina e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso.
  • Mezzi utilizzati: armi da guerra (tra cui AK-47), esplosivi, veicoli rubati, chiodi a tre punte per forzare e bloccare la carreggiata.
  • Danno potenziale: circa 2,9 milioni di euro nel mirino; rischio concreto per la vita delle guardie giurate e per gli utenti dell’autostrada.
  • Supporto investigativo: attivitร  di indagine congiunta tra Carabinieri e Polizia e prosecuzione degli accertamenti per individuare eventuali altri complici e canali finanziari.

La vicenda solleva questioni pratiche sul piano della prevenzione: il coordinamento tra le forze dell’ordine, le misure di protezione sui trasporti di valori e il monitoraggio delle reti che forniscono armi e logistica ai gruppi criminali. Per ora la procura continua ad acquisire elementi per consolidare l’impianto accusatorio e per valutare eventuali sviluppi processuali.

Resta alta l’attenzione sul territorio: le autoritร  sottolineano la necessitร  di estendere l’indagine alle reti economiche che potrebbero riciclare i proventi, in modo da interrompere il circuito di finanziamento che rende possibili operazioni di tale portata.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!

Lascia un commento

Share to...