Spari a Roma: sospettato identificato, movente e rischi per la città

Di : Lorenzo Dalmoro

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Mercoledì la polizia ha fermato a Roma un 21enne ritenuto l’autore dei colpi sparati durante una manifestazione del 25 aprile al parco Schuster: l’episodio riapre il tema della sicurezza nelle celebrazioni pubbliche e della circolazione di armi, anche non letali, nelle aree cittadine. L’indagato ha ammesso di aver fatto fuoco con una pistola ad aria compressa e ora si trova in custodia cautelare con accuse gravi.

Secondo gli investigatori l’uomo, identificato grazie alle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, sarebbe arrivato in scooter e avrebbe sparato a breve distanza contro due partecipanti alla manifestazione, entrambi riconoscibili dai fazzoletti dell’ANPI al collo. Le vittime hanno riportato ferite non gravi e sono state medicati sul posto.

La ricostruzione delle forze dell’ordine indica che il 21enne ha confessato l’azione e che è stato portato nel carcere romano di Regina Coeli con le ipotesi di reato di tentato omicidio e di porto e detenzione illegale di armi.

Durante le perquisizioni domiciliari, scattate il giorno prima dell’arresto, sono stati sequestrati coltelli, munizioni e due pistole da tiro regolarmente denunciate: la licenza per uso sportivo collegata a quelle armi è stata ritirata. Non è stato invece ritrovato l’arma ad aria compressa usata il 25 aprile; l’indagato ha dichiarato di averla gettata.

  • Data dell’evento: 25 aprile, parco Schuster (Ostiense, Roma)
  • Presunte vittime: due persone, ferite lievi e medicate sul posto
  • Strumenti rinvenuti: coltelli, munizioni, due pistole (con concessione sportiva poi ritirata)
  • Arma usata nell’episodio: pistola ad aria compressa (non ritrovata)
  • Luogo di detenzione: carcere di Regina Coeli

Gli investigatori sono risaliti al sospetto analizzando i filmati di sorveglianza: in un video si vede un uomo scendere da uno scooter bianco, estrarre una pistola e sparare a distanza ravvicinata; sul selciato sono stati recuperati piccoli pallini bianchi, tipici dei proiettili per armi ad aria compressa. Le immagini hanno permesso anche di ricostruire la targa del mezzo e il percorso che dall’abitazione del fermato conduce al parco.

Il giovane vive con la madre in un quartiere a sud di Roma, non lontano dal luogo della sparatoria. Fonti investigative lo descrivono come studente di architettura, collaboratore di un’agenzia immobiliare e fattorino nei weekend. Non risultano precedenti per reati violenti, mentre risulta la passione per il tiro sportivo e la frequenza a un poligono.

Sul piano istituzionale e comunitario la vicenda ha suscitato dure reazioni. Il presidente della comunità ebraica di Roma ha espresso «sgomento e indignazione» e ha preso le distanze da qualunque atto violento; anche il museo della Brigata Ebraica di Milano ha smentito che l’indagato fosse affiliato, definendo inaccettabile l’uso del nome dell’associazione per giustificare episodi di violenza.

Le autorità continuano le indagini: gli inquirenti stanno cercando di rintracciare l’arma ad aria compressa e valutano possibili motivazioni del gesto senza lanciare ipotesi definitive. Sul piano pratico, il caso riporta al centro il dibattito sui controlli sulle armi — comprese quelle sportive o non letali — e sulle misure di sicurezza per manifestazioni pubbliche che commemorano eventi sensibili.

Elemento Stato attuale
Indagato 21 anni, arrestato e in custodia cautelare
Accuse Tentato omicidio; porto e detenzione illegale di armi
Arma principale Pistola ad aria compressa (non recuperata)
Sequestri Coltelli, munizioni, due pistole regolarmente denunciate (licenza ritirata)
Proseguimento Indagini in corso; verifiche su motivazioni e reti relazionali

Per i cittadini e gli organizzatori di eventi pubblici le conseguenze sono concrete: le forze di polizia potrebbero ridefinire i piani di presidio per le commemorazioni, mentre le istituzioni valuteranno eventuali interventi normativi sui controlli delle armi sportive. Nel breve termine, la priorità degli inquirenti resta la ricerca dell’arma mancante e la ricostruzione completa delle responsabilità.

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