La serata conclusiva della sesta edizione del Festival Organistico Sestense ha trasformato l’antica Abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis in un piccolo teatro di memoria e suono: gli interventi del monsignor Giancarlo Stival e le improvvisazioni dell’organista Gabriele Agrimonti hanno riconsegnato alla comunità un patrimonio recentemente restaurato. L’evento, oltre a celebrare l’arte sacra e la musica, sottolinea l’importanza attuale della conservazione e della fruizione culturale dal vivo.
L’abate monsignor Giancarlo Stival ha guidato il pubblico attraverso la storia degli affreschi che ora rifioriscono sulle superfici dell’abbazia, spiegandone iconografia e significato dopo i lavori di restauro. Le sue spiegazioni hanno messo in luce dettagli visivi e simbolici spesso invisibili a uno sguardo distratto, restituendo contesto a pitture e architetture che abitano la chiesa da secoli.
L’altra protagonista della serata è stata la musica: l’organista Gabriele Agrimonti, noto per il suo ruolo a San Luigi dei Francesi, ha proposto cinque improvvisazioni inedite. Grazie alle riprese video curate da Andrea e Daniele Trevisanut, proiettate su uno schermo collocato alla base dell’altare, gli spettatori hanno potuto osservare da vicino il gesto e la tecnica dell’esecutore, normalmente nascosti dalla posizione del grande organo restaurato.
La partecipazione è stata intensa: la chiesa, un tempo riservata ai monaci, è risultata gremita, segno che iniziative come questa riescono a richiamare un pubblico eterogeneo interessato sia alla musica che al patrimonio locale.
Il festival, curato dai direttori artistici Alberto Gaspardo e Marco Baradello, è reso possibile anche da un sostegno articolato. Tra i sostenitori istituzionali e le realtà coinvolte emergono nomi e competenze che hanno contribuito alla buona riuscita dell’appuntamento.
- Ministero della Cultura
- Regione Friuli Venezia Giulia
- Fondazione Friuli
- Accademia Musicale Naonis
- Associazione Pro Sesto e Abbazia Benedettina Santa Maria in Silvis
- Premiata fabbrica organi Cavalier Francesco Zanin (restauro dell’organo)
- Andrea e Daniele Trevisanut (riprese e allestimento tecnico)
Una considerazione pratica emersa durante la serata — sottolineata dallo stesso maestro Gaspardo — riguarda l’acustica: la struttura antica dell’abbazia diffonde il suono in modo capillare, confermando che le scelte costruttive dei predecessori continuano a funzionare anche oggi. È un promemoria concreto del valore dell’architettura storica nella fruizione culturale contemporanea.
Per il territorio l’evento ha alcune ricadute immediate e tangibili:
- Valorizzazione del patrimonio: restauri visibili che riaccendono l’interesse pubblico;
- Promozione culturale: eventi che attraggono residenti e visitatori;
- Formazione musicale: occasioni per ascoltare interpreti di alto livello dal vivo;
- Collaborazioni locali: sinergie tra istituzioni, fondazioni e imprese artigiane.
La chiusura della rassegna ha lasciato l’impressione di una comunità che sa riconoscere e sostenere la qualità: dall’organizzazione al pubblico, passando per i restauratori e i tecnici, la serata ha confermato che il lavoro congiunto su patrimonio e arti può ancora produrre occasioni memorabili.
In tempi in cui la fruizione culturale è spesso digitale e dispersiva, iniziative come questa dimostrano il valore insostituibile dell’esperienza dal vivo e la capacità degli spazi storici di raccontare il presente.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




