Aleksandr Sokurov al TFF: “Tutti possono essere registi, ma servono autori veri per innovare!”

Di : Teodoro Montani

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Il cineasta russo: “La mia vita è stata trasformata dalla musica e dalla letteratura, non dal cinema. Il mondo del cinema richiede nuove narrazioni e una ventata di giovinezza”

L’ammirazione per Anna Magnani (“decisamente la migliore“), l’orgoglio di ricevere un riconoscimento italiano (“oggi in Russia è complicato operare nel settore“) e il sogno che ha dato vita a un’opera magnifica del cinema (“non sogno mai, ma in quell’occasione…“): ecco chi è Aleksandr Sokurov, celebre regista russo, vincitore di numerosi premi, inclusa la prestigiosa statuetta del Leone d’Oro a Venezia, presente al Torino Film Festival per ricevere la Stella della Mole.

“Torino è una città che si ama e si sente questo amore nell’aria. Il Festival offre un ambiente favorevole per chi desidera dedicarsi al cinema, il Tff è una rampa di lancio per i giovani“, afferma Sokurov, accolto da un gruppo di appassionati davanti agli studi Rai di via Verdi. “Il cinema di oggi?“, prosegue, “Tutti aspirano a diventare registi e tutti possono riuscirci, è una professione che si apprende. Ciò che manca, però, sono gli sceneggiatori, ne occorrono di più e più giovani. Questa è la vera sfida dell’arte“. “Il film che ha trasformato la mia vita? Quello che mi ha realmente cambiato sono stati la musica e la letteratura, non i film…“.

Sokurov discute del suo “Arca Russa“, un capolavoro ineguagliabile: un singolo piano sequenza che attraversa secoli di storia russa. “È nato da un sogno. Abbiamo impiegato 8 mesi di pre-produzione, coinvolgendo all’incirca 4.500 persone, tra cui duemila comparse“.

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Per concludere, un commento su Torino: “Attualmente lavorare in Russia è difficile, perciò ottenere un premio qui in Italia per me ha un significato ancora maggiore“.

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