Due piccole storie di fondovalle raccontano due facce dell’Alpi: una custodisce secoli di storia religiosa e viticola, l’altra mostra come il paesaggio alpino si stia trasformando, con colture inattese che emergono grazie a microclimi e risorse idriche. Sono episodi che oggi parlano di patrimonio, economia locale e di come il clima stia rimodellando ciò che è coltivabile in quota.
Novacella (BZ): un’abbazia che fa anche vino
Lungo la bassa Val d’Isarco, a pochi minuti dallo svincolo autostradale di Bressanone, si trova l’Abbazia di Novacella, fondata nel XII secolo. Il complesso monastico ha accumulato nei secoli una collezione di arte e libri, ma è noto soprattutto per la sua attività viticola, tra le più longeve delle Alpi.
Architettura gotica, una chiesa barocca e una biblioteca in stile rococò che conserva centinaia di migliaia di volumi convivono con cantine che producono vini legati al territorio. I vigneti dell’abbazia sfruttano suoli morenici e forti escursioni termiche: alcune parcelle arrivano fino a 900 metri di altitudine, contribuendo a profili aromatici distinti.
Dal punto di vista ambientale, l’abbazia ha adottato pratiche orientate alla riduzione dell’impatto climatico già da alcuni decenni, puntando su gestione del suolo e pratiche agricole sostenibili.
Con la bella stagione sono ripresi i percorsi di visita: il giardino storico — che comprende un orto officinale — la biblioteca, la chiesa e una passeggiata tra i filari che si conclude con una degustazione guidata. Esiste anche una formula ampliata che consente accessi a spazi abitualmente chiusi al pubblico e una selezione più ampia di etichette per la degustazione.
| Elemento | Novacella (BZ) | Montjovet (AO) |
|---|---|---|
| Tipo | Complesso monastico e cantina | Azienda olivicola su fondovalle alpino |
| Origine / anno | Abbazia fondata nel 1142 | Les Cents Oliviers, iniziativa dal 2019 |
| Prodotto principale | Vino | Olio extravergine |
| Altitudine coltivazioni | Vigneti fino a ~900 m | Ulivi su un ettaro collinare; esposizione sudovest |
| Caratteristica ambientale | Suoli morenici, ampie escursioni termiche | Irrigazione con acqua da ghiacciaio (Verra), microclima in cambiamento |
| Visite | Itinerari culturali e degustazioni; opzione ampliata | Produzione limitata, assaggi disponibili in locali locali |
Montjovet (AO): l’olivo che guarda al Monte Rosa
In Valle d’Aosta, su una collina tra la bassa e la media valle, si è sviluppata un’esperienza agricola apparentemente anomala: 150 piante di olivo messe a dimora su un ettaro che apparteneva ai nonni di chi oggi cura l’azienda.
La realtà si chiama Les Cents Oliviers, avviata nel 2019 da Rudy Perronet, guida alpina di professione e assaggiatore. Il prodotto porta un nome evocativo, “Huile des Glaciers – Olio dei Ghiacciai”, che riflette un elemento concreto: l’irrigazione proviene dalle acque provenienti dal ghiacciaio di Verra, sul Monte Rosa.
Non si tratta solo di una trovata; la produzione è limitata e le bottiglie vengono spesso esaurite rapidamente. Degustatori e ristoratori locali hanno iniziato a includere quest’olio nelle loro proposte, segnale che il territorio può mettere a punto qualità organolettiche di rilievo.
Questo episodio va interpretato con cautela: l’espansione dell’olivicoltura in aree storicamente non vocate può dipendere tanto dall’aumento delle temperature quanto da risorse idriche locali, ma comporta anche interrogativi su gestione dell’acqua, conservazione del paesaggio terrazzato e sostenibilità a lungo termine.
- Origine delle acque: ghiacciaio di Verra, che alimenta la rete irriguo locale.
- Estensione: circa un ettaro con 150 olivi.
- Produzione: quantitativi contenuti, rapida esauribilità sul mercato locale.
- Contesto: sperimentazione agricola in un’area alpina in evoluzione climatica.
La comparazione tra i due casi è significativa: da una parte, un luogo che per secoli ha plasmato economia e identità culturale attorno a pratiche consolidate e che oggi integra sostenibilità nella gestione; dall’altra, un progetto recente che sfrutta un microclima e risorse idriche straordinarie, mettendo in luce come le Alpi diventino sempre più teatro di innovazioni agricole, talvolta fragili e soggette a variabili ambientali.
Per il lettore interessato a turismo culturale e gastronomico, queste storie indicano due tendenze rilevanti: la conservazione del patrimonio produttivo tradizionale e la nascita di nuove produzioni legate ai cambiamenti climatici. Entrambe impongono scelte di tutela del territorio e di trasparenza sulle pratiche agricole, elementi che determineranno la sostenibilità e la qualità delle produzioni alpine nei prossimi anni.
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Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




