Dal 18 aprile al 17 maggio Arles si trasforma in un laboratorio internazionale del disegno: la quarta edizione del Festival du Dessin mette l’Italia al centro con la sezione “Viva l’Italie”, una vetrina che ricuce passato e presente per mostrare il ruolo primario del tratto nello sviluppo creativo. Per chi segue arti visive e cultura, è un’occasione per vedere come il disegno continui a influenzare cinema, illustrazione e architettura oggi.
Il sindaco Patrick de Carolis ha spiegato che il programma punta a evidenziare il disegno come gesto originario — la prima traduzione visiva di un’idea che poi si sviluppa in opere più complesse. A sostenere la rassegna c’è anche Éric Cantona in veste di mecenate, segnale di un’attenzione che travalica i confini strettamente artistici.
La mostra principale mette in relazione maestri storici e autori contemporanei attraverso prestiti da importanti collezioni. Al centro c’è la storica eredità di Piranesi, ma il percorso arriva fino agli incisori, agli illustratori e ai fumettisti che hanno segnato il Novecento e il presente italiano.
Tra i nuclei espositivi più attesi spiccano le opere della Collezione Ramo di Milano, che raccontano il ruolo del disegno in movimenti come il Futurismo e l’Arte Povera, e propongono autori del calibro di Giorgio de Chirico, Alberto Savinio e Giorgio Morandi.
- Artisti e correnti in mostra: Piranesi, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Dino Buzzati, Guido Crepax, Lorenzo Mattotti; Futurismo; Arte Povera; de Chirico, Morandi.
- Internazionale: opere selezionate da collezioni francesi e straniere, con nomi come Géricault, Léger, Hodler e Tinguely.
- Coinvolgimento scolastico: progetti realizzati dagli studenti delle scuole locali, con lavori esposti insieme ai grandi nomi.
Il programma non si limita ai contenuti esposti: mette in luce il legame tra immagine e territorio. I disegni di architetture antiche dialogano idealmente con i paesaggi della regione — dal delta del Rodano alla Camargue — offrendo un confronto tra rappresentazione storica e natura contemporanea.
Arles oltre il Festival du Dessin
La primavera-estate culturale di Arles è fitta. Dal 6 luglio al 4 ottobre 2026 riprende il festival fotografico Rencontres de la Photo, che quest’anno celebra la sua 57ª edizione. La città ospita inoltre progetti a lungo termine come la Luma — la fondazione voluta da Maja Hoffmann e progettata da Frank Gehry — e inaugura nuove sedi espositive: il Fondo dell’artista Jean‑Marc Bustamante apre una sede rinnovata l’8 luglio nell’antica chiesa di Sainte‑Croix, con la mostra inaugurale “Bustamante negli specchi”.
La coincidenza di aperture e rassegne rende Arles un centro espositivo molto denso durante l’estate: appuntamenti che si sovrappongono e che attraggono pubblico internazionale, operatori culturali e collezionisti.
Da un punto di vista storico, la città conserva una forte identità romana che convive con il patrimonio medievale e moderno. I principali monumenti — dall’anfiteatro alle terme, dal chiostro di St‑Trophime al Museo Réattu — trasformano gli spazi urbani in scenari espositivi, mantenendo vive pratiche di fruizione pubblica tipiche di Arles.
Per chi va:
- Quando: Festival du Dessin, 18 aprile–17 maggio 2026.
- Come arrivare: percorsi stradali diretti dalla costa italiana (A10 fino a Ventimiglia e poi A8/strade principali verso Salon‑de‑Provence e Arles); da Torino circa 416 km, intorno a 5 ore e mezza di guida, a seconda del traffico.
- Dove dormire: opzioni di charme nelle immediate vicinanze (Les Baux, Fontvieille) o soluzioni in centro storico per chi preferisce muoversi a piedi.
- Dove mangiare: ristoranti di cucina provenzale nel cuore della città, con proposte tradizionali e locali.
Particolarmente suggestivo è visitare gli spazi monumentali che fanno da cornice al calendario culturale: Les Arènes, il Teatro antico, gli Alyscamps e il Museo Réattu sono tappe che raccontano la lunga stratificazione storica di Arles. Il chiostro di St‑Trophime, con il suo portale riccamente scolpito, rimane uno dei punti focali dell’itinerario cittadino.
In sintesi, il Festival du Dessin 2026 presenta un duplice interesse: da un lato valorizza la centralità del tratto nel processo creativo, dall’altro rafforza il ruolo di Arles come crocevia europeo per le arti visive. Per chi lavora nel settore o per il pubblico curioso, è un’occasione per aggiornarsi su tendenze e scoperte che avranno ricadute nelle pratiche culturali dei prossimi anni.
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Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




