La rappresentazione del corpo sta entrando in una nuova fase: dalle piazze dei movimenti di accettazione fisica si passa a un modello in cui il corpo รจ visto come un progetto da gestire. Questo cambiamento, giร visibile sulle passerelle, ha conseguenze pratiche per consumatori, industria della moda e discorso pubblico sulla salute.
Alle ultime sfilate la presenza di modelle plusโsize รจ precipitata: la quota รจ scesa allo 0,3%, contro lo 0,9% rilevato la scorsa primavera. Per gli analisti non si tratta solo di un dato di cronaca sulla moda, ma di un segnale che rimodella i codici estetici e i messaggi sociali collegati al corpo.
Secondo Giulia Ceriani, semiologa e presidente di Baba Consulting, non siamo di fronte all’eliminazione del movimento per l’accettazione corporea, bensรฌ a una sua trasformazione. La narrativa dominante si sposta dall’affermazione del diritto alla diversitร verso una logica incentrata sull’ottimizzazione: il corpo diventa qualcosa da curare, monitorare e migliorare.
Questo spostamento non nasce dal nulla. La storica Gemma Lucy Gibson ricostruisce le origini del fat activism negli anni Sessanta e il ruolo decisivo del web e del femminismo digitale nel diffondere la dissociazione tra peso e vergogna. Quella stagione aveva rotto l’idea che esista un unico modello estetico: un risultato che oggi rischia di essere rimesso in discussione da nuove prioritร .
Il contesto economico gioca una parte centrale. Dopo la crisi del 2008, l’allargamento del potere d’acquisto e l’interesse dei brand portarono a una maggiore inclusivitร nelle campagne e sulle passerelle. Oggi, invece, l’attenzione del mercato sembra concentrarsi su pratiche e prodotti che promettono performance, controllo e sopravvivenza biologica a lungo termine.
Il risultato รจ una miscela ambigua: da una parte non torna la ยซnormaยป di una volta, dall’altra si afferma un nuovo idealismo corporeo basato su salute, gestione e antiโinvecchiamento. Concetti come Health at Every Size, che un tempo volevano spostare il centro dell’attenzione dal peso alla salute complessiva, perdono visibilitร a favore di approcci orientati al dimagrimento e alla longevitร .
- Visibilitร mediatica: meno corpi diversi sulle passerelle significa meno riferimenti quotidiani per chi cerca rappresentazione.
- Consumi e prodotti: crescita dell’offerta dedicata al controllo del corpo (integratori, programmi, tecnologie indossabili).
- Discorso sanitario: rischio di tornare a messaggi moralizzanti sul peso invece di approcci fondati sull’equitร della salute.
- Impatto sociale: la pressione estetica puรฒ ripercuotersi su diritti, lavoro e immagine pubblica delle donne.
Gibson richiama anche un aspetto politico: il ritorno di narrazioni conservatrici e di modelli come le trad wives si intreccia con strategie che ribadiscono come le donne debbano conformarsi a specifici canoni estetici. Per la sociologa, la riduzione apparentemente piccola nella percentuale di modelle plusโsize รจ dunque l’indice di una trasformazione culturale piรน ampia e potenzialmente preoccupante.
Per il pubblico la posta in gioco รจ concreta: cambiamenti nel modo in cui i media rappresentano i corpi influenzano salute mentale, scelte di consumo e politiche pubbliche. Monitorare la direzione presa dall’industria della moda e dal dibattito pubblico significa comprendere se la societร stia davvero ampliando i criteri di inclusione o se stia semplicemente ridefinendo la norma secondo criteri di efficienza e ottimizzazione.
Nei prossimi mesi vale la pena osservare alcuni indicatori: la composizione delle campagne pubblicitarie, il linguaggio adottato dalle istituzioni sanitarie e le offerte commerciali legate al benessere. Anche piccole variazioni statistiche sulle passerelle possono anticipare cambiamenti culturali con effetti duraturi.
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Lorenzo รจ un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




