Bologna in lutto: addio a Beppe Savoldi, mito del gol e simbolo rossoblù

Di : Lorenzo Dalmoro

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È morto a 79 anni Giuseppe Savoldi, figura centrale del calcio italiano degli anni Settanta e Ottanta: un attaccante capace di trasformare ogni incursione in area in un evento sportivo. La sua scomparsa riguarda da vicino Bologna, Napoli e Atalanta, club con cui ha lasciato un segno evidente nella memoria dei tifosi.

Una carriera decisa dal gol e da scelte che fecero storia

Nato a Gorlago, in provincia di Bergamo, il 21 gennaio 1947, Savoldi è stato uno degli attaccanti più temuti del campionato italiano. Giocatore di fiuto, rapido nell’inserimento e sorprendente nel gioco aereo nonostante la statura, ha raccolto risultati e numeri che ancora oggi evocano il suo nome tra gli specialisti del gol.

Nel 1975 il suo trasferimento a Napoli segnò un’epoca: la cifra pagata all’epoca — 2 miliardi di lire — ne fece un caso mediatico e gli valsero il soprannome che lo accompagnò per anni.

Il rapporto con Bologna e la dimensione locale

È però con il Bologna che il legame è più profondo. Le stagioni in rossoblù hanno costruito la sua immagine pubblica: lì Savoldi è diventato simbolo di continuità e concretezza sotto porta, apprezzato dagli appassionati per la lucidità negli ultimi metri e per la correttezza fuori dal campo.

Negli anni successivi alla carriera agonistica rimase legato alla sua Bergamo: gestiva un negozio e partecipava alla vita cittadina, senza rinunciare al confronto con la stampa e con le società cittadine quando veniva invitato a commentare eventi calcistici.

Palmarès e riconoscimenti

  • Coppe Italia: tre titoli, distribuiti tra Bologna e Napoli;
  • Coppe di Lega Italo‑Inglese: due successi, raggiunti con entrambe le maglie;
  • Capocannoniere di Serie A: stagione 1972-73;
  • Trasferimento-record del 1975: passaggio a Napoli per 2 miliardi di lire.

Nel complesso della sua carriera si contano oltre 160 reti in Serie A e più di cento marcature con il Bologna in tutte le competizioni, cifre che sintetizzano la sua costanza a livelli di eccellenza.

Oltre il campo: commentatore e figura pubblica

Savoldi non fu solo un centravanti. Negli anni successivi all’attività agonistica esplorò il ruolo di commentatore televisivo, mostrando una visione attenta e mai banale delle dinamiche tattiche. Chi lo conosceva sottolineava la sua disponibilità e la capacità di rispondere con precisione anche a domande tecniche e acute.

Ha mantenuto un basso profilo personale, preferendo la riservatezza ai riflettori pur restando figura di riferimento per due piazze — Bologna e Napoli — che considerava care.

Reazioni e commemorazioni

Il Bologna Fc 1909 ha espresso cordoglio per la perdita di un ex giocatore che contribuì ai traguardi storici del club, ricordando i suoi gol decisivi nelle competizioni nazionali e internazionali. Anche l’amministrazione comunale si è unita al lutto: il sindaco di Bologna ha annunciato che la città «troverà il modo migliore per ricordarlo» e ha rivolto alla famiglia le condoglianze dell’ente.

La scomparsa di Savoldi richiama all’attenzione il valore delle sue imprese sportive e la transizione di molti protagonisti di allora verso ruoli meno esposti ma altrettanto significativi per la comunità calcistica.

Resta la memoria di un attaccante concreto, capace di incidere in maniera duratura sui club per i quali ha segnato; e la promessa, da parte delle società e della città, di onorarne la memoria con iniziative che saranno annunciate nelle prossime settimane.

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