Cannabis light: tribunali smontano il divieto governativo

Di : Lorenzo Dalmoro

Condividi con i tuoi amici!

Le restrizioni introdotte dal governo sul commercio della cannabis light hanno acceso un braccio di ferro tra esecutivo, magistratura e settore produttivo: mentre il decreto del 2025 vieta la vendita di infiorescenze e derivati, i periti giudiziari continuano a riscontrare livelli di THC troppo bassi per parlare di effetti droganti. La questione approda ora alla Corte costituzionale, con ricadute concrete su negozi, aziende agricole e sulle azioni delle forze dellโ€™ordine.

Negli ultimi due anni la normativa italiana ha oscillato tra aperture e serrate. Dal 2016 la coltivazione di canapa industriale era consentita entro soglie di THC indicate dallโ€™Unione europea (tra lo 0,2% e lo 0,6%). Nel 2023 il ministro della Salute ha inserito i prodotti a base di CBD in una categoria piรน restrittiva; nel 2025 il governo ha poi emanato un decreto โ€” noto come decreto sicurezza โ€” che ha vietato la produzione, la distribuzione e la vendita di infiorescenze di canapa e loro derivati.

Le analisi scientifiche nei processi

Ogni volta che carichi sequestrati finiscono nei laboratori disposti da procure e tribunali, i risultati sono ricorrenti: i livelli di THC riscontrati non giustificano unโ€™โ€œefficacia droganteโ€. Questo dato tecnico ha spinto magistrati a disporre la restituzione della merce in numerosi casi e a sollevare dubbi sulla legittimitร  del divieto assoluto previsto dal decreto.

Avvocati difensori e rappresentanti del comparto sostengono che la norma si basa su una ยซpresunzione di pericolositร ยป non supportata dalle evidenze scientifiche e incompatibile con il quadro normativo europeo. Da parte loro, i giudici che hanno esaminato i singoli sequestri chiedono alla Corte costituzionale di dirimere il contrasto tra normativa nazionale e diritto dellโ€™Unione.

Leggi anche  Milano, scandalo urbanistico: sei arresti ordinati dal tribunale!

Numeri e ricadute pratiche

Il provvedimento ha generato unโ€™ondata di sequestri, indagini e danni economici: negozi chiusi, aziende agricole in difficoltร  e dipendenti licenziati. Molte delle contestazioni penali sono perรฒ rientrate dopo le analisi, con conseguenti dissequestri e archiviazioni.

  • Osservatorio del settore: su 29 inchieste monitorate, 18 hanno portato alla restituzione dei beni sequestrati; ci sono state 6 archiviazioni e 1 assoluzione documentata.
  • Episodi significativi: nel Bresciano un commerciante era stato arrestato per il possesso di infiorescenze; รจ stato poi rimesso in libertร  in occasione della prima udienza.
  • Effetto pratico nei controlli: negli ultimi mesi i sequestri sono diminuiti, probabilmente perchรฉ le forze dellโ€™ordine evitano azioni destinate a essere annullate dai tribunali.

Il ricorso alla Consulta e le questioni aperte

Piรน giudici di merito hanno sollevato la questione di legittimitร  costituzionale dellโ€™articolo che vieta la detenzione e la vendita delle infiorescenze, sostenendo che la norma non tenga conto delle analisi scientifiche nรฉ del diritto europeo che disciplina la canapa. Il caso arrivato dalla provincia di Brescia รจ uno degli ultimi motivi che hanno spinto a presentare il ricorso; altre istanze erano state giร  inoltrate da magistrati di Brindisi e Trani.

La prima udienza davanti alla Corte รจ stata fissata per ottobre: lโ€™esito potrebbe chiarire se il divieto del 2025 debba essere mantenuto cosรฌ comโ€™รจ, modificato o annullato. Una decisione della Consulta non riguarderร  solo questioni giuridiche astratte, ma avrร  effetti immediati sul mercato, sui procedimenti penali in corso e sulla strategia di controllo delle forze dellโ€™ordine.

Perchรฉ conta per il cittadino comune

Oltre allโ€™impatto su imprese e lavoratori, la controversia interessa i consumatori e il sistema giudiziario: dalla disponibilitร  di prodotti a base di CBD alle risorse impiegate nelle indagini e nei processi, fino al principio giuridico che definisce cosa possa essere considerato effettivamente pericoloso per la salute pubblica.

In mancanza di una soluzione normativa chiara, la situazione resterร  frammentata: decisioni locali dei tribunali, interventi saltuari delle forze dellโ€™ordine e ripercussioni economiche per un settore che chiede regole stabili e certezza del diritto.

Per riassumere lo stato attuale:

  • Normativa vigente: divieto generale introdotto nel 2025 contro infiorescenze e derivati; restrizione giร  ampliata nel 2023.
  • Posizione scientifica: periti spesso trovano livelli di THC non idonei a determinare effetti droganti.
  • Situazione giudiziaria: ricorsi alla Corte costituzionale e prima udienza fissata per ottobre.
  • Conseguenze pratiche: calo dei sequestri recenti e numerosi dissequestri e archiviazioni.

Nei prossimi mesi la pronuncia della Consulta sarร  la mappa che definirร  il futuro immediato del settore: una sentenza favorevole potrebbe ripristinare spazi di mercato e normalizzare i controlli; una conferma del divieto imporrebbe scenari di adeguamento e possibili nuovi ricorsi. Per aziende, consumatori e operatori delle forze dellโ€™ordine la posta in gioco รจ quindi concreta e ha effetti tangibili nel breve termine.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!

Lascia un commento

Share to...