Friuli Venezia Giulia: la destra rischia la maggioranza!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Durante l’ultima domenica in Friuli Venezia Giulia, gli esponenti della Lega, di Forza Italia e della lista civica associata al presidente Massimiliano Fedriga hanno presentato le loro dimissioni condizionate: se non si troverà una soluzione alla disputa con Fratelli d’Italia, altro componente dell’alleanza di governo che recentemente ha mostrato disaccordi, specialmente riguardo la possibile ricandidatura di Fedriga per un terzo mandato dopo i successi del 2018 e del 2023. Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono mostrati contrari, mentre la Lega, partito di Fedriga, è a favore.

L’inizio ufficiale della contesa risale a un’intervista rilasciata al Gazzettino dal ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Ciriani, di Fratelli d’Italia, che ha espresso un giudizio molto severo sulla gestione dell’ospedale di Pordenone, inaugurato a dicembre e tuttora inattivo in attesa di completare il trasferimento delle attrezzature. Ciriani ha criticato l’anticipo dell’inaugurazione, definendolo «uno scherzo».

Tuttavia, secondo quanto riportato da diversi media, le dichiarazioni di Ciriani potrebbero essere state solo un pretesto. La vera origine della crisi sembra essere legata a motivazioni più politiche, ovvero la possibilità di un terzo mandato per Fedriga.

La tempistica non è casuale. Questo lunedì, 19 maggio, il Consiglio dei ministri dovrebbe discutere l’impugnazione di una legge passata dalla provincia autonoma di Trento che permetterebbe al presidente Maurizio Fugatti di ricandidarsi per un terzo mandato. Anche il Friuli Venezia Giulia, come il Trentino, gode di una maggiore autonomia rispetto ad altre regioni, quindi un’impugnazione contro il Trentino potrebbe avere ripercussioni anche su Fedriga.

Su quest’ultimo punto, però, Fratelli d’Italia sembra irremovibile nel non considerare deroghe, nemmeno per le regioni autonome. Il governo ha già manifestato opposizione a una legge simile approvata dalla Campania. «Nel nostro progetto di legge sul premierato abbiamo stabilito un limite di due mandati e la Corte costituzionale ha confermato che si tratta di un principio fondamentale: credo che questo limite debba essere rispettato in tutte le regioni», ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami. Fedriga, per contro, sostiene che la sentenza della Corte costituzionale non esclude la possibilità per le regioni autonome di autodeterminarsi.

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Fedriga ha comunicato che si riserverà due giorni per riflettere sul da farsi. Martedì a Venezia, parteciperà a un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzato dalla conferenza delle regioni, della quale è presidente. Qui avrà l’opportunità di cercare una soluzione per aggirare, almeno in parte, il divieto di un terzo mandato. Una normativa del Friuli Venezia Giulia prevede infatti che il presidente possa concorrere per una terza volta se il consiglio regionale dovesse sciogliersi prima della metà del mandato, iniziato nell’aprile del 2023.

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