Una figura femminile poco nota riemerge dalla storia della Carnia del Settecento: una vedova che, grazie all’istruzione e alla determinazione, prende in mano impresa e famiglia. Oggi Mursia ripubblica il romanzo con cui Raffaella Cargnelutti ha avviato il suo racconto della regione, un testo che torna utile per comprendere ruoli, scambi e identità locali ancora rilevanti nel presente.
Il libro ripropone la vicenda di Maria Staulino Mussinano, donna realmente esistita e protagonista di un ritratto letterario che mette al centro il sapere femminile in un’epoca in cui l’analfabetismo tra le donne era la regola. Vedova di un mercante, Maria assume la direzione dell’attività commerciale familiare in un contesto sociale che tradizionalmente delegava tali responsabilità agli uomini.
Un commercio di confine
La narrazione è ambientata nella seconda metà del Settecento, quando la Carnia era attraversata da una fitta rete di commercianti noti come cramars. Questi mercanti alpini non solo trasportavano merci, ma veicolavano idee, contatti e pratiche economiche fra le valli friulane e l’Europa.
Nel romanzo emergono i ritmi delle partenze, i rischi dei viaggi transalpini e il peso dei sacrifici quotidiani: elementi che spiegano perché la montagna abbia saputo costruire, con metodi pragmatici, un forte senso di autonomia economica e culturale.
Perché questo libro conta oggi
L’uscita della nuova edizione non è solo un recupero letterario: offre uno spunto per riflettere sul ruolo della donna nel lavoro e nella memoria locale. In un momento in cui il patrimonio culturale e le storie regionali tornano al centro del dibattito pubblico, il romanzo mette in luce la continuità tra passato e presente.
- Storia sociale: illustra come le comunità alpine abbiano costruito reti economiche solide.
- Rappresentazione femminile: restituisce voce a una donna istruita che sfida norme e aspettative.
- Documentazione: combina ricostruzione storica e narrativa senza scadere nell’aneddotico.
Raffaella Cargnelutti, critico e storica dell’arte originaria di Tolmezzo, ha affiancato alla ricerca accademica una produzione narrativa costante e documentata. La sua carriera letteraria ha indagato, romanzo dopo romanzo, aspetti poco noti della storia friulana: dalla deportazione ai lager fino alle vicende della seconda guerra mondiale, con particolare attenzione alle esperienze femminili.
Tra i titoli che hanno consolidato il suo percorso ci sono opere dedicate a figure e avvenimenti radicati nel territorio, tra cui volumi che hanno ottenuto riconoscimenti e segnalazioni in concorsi letterari nazionali.
Il romanzo come fonte e racconto
L’opera si distingue per una scrittura misurata, capace di rendere palpabili le condizioni materiali e le relazioni sociali dell’epoca. Il ritratto di Maria — scelta di farsi raffigurare con un libro tra le mani — funziona da simbolo: il sapere come strumento di autonomia, la cultura come presidio di identità.
Oltre al profilo personale dell’eroina, il testo restituisce un quadro collettivo: famiglie che reggono negozi, comunità che si organizzano attorno al lavoro, donne che, quando le circostanze lo impongono, escono dagli spazi privati per governare attività pubbliche.
Per i lettori interessati a storia locale e narrativa storica, la nuova edizione rappresenta dunque una occasione per riscoprire una pagina poco conosciuta della Carnia e per interrogarsi sul modo in cui memoria e territorio continuano a influenzare l’identità contemporanea.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




