Il 21 dicembre del 1375, esattamente 650 anni fa, si spegneva Giovanni Boccaccio all’età di 62 anni. Questo illustre personaggio, noto per la sua professione di mercante, banchiere e diplomatico, con una formazione in diritto, è entrato nella storia principalmente come letterato del stil novo, avendo appreso la lingua volgare sotto l’insegnamento del poeta Cino da Pistoia e avendo stretto amicizia con Dante Alighieri. La sua fama è dovuta soprattutto al ‘Decameron’, un’opera composta da cento novelle raccontate, secondo la finzione narrativa, da sette donne e tre uomini rifugiatisi nella campagna toscana per sfuggire alla peste che nel 1348 devastò Firenze. Quest’opera ha consolidato la posizione di Boccaccio come uno dei padri della letteratura italiana, accanto a figure del calibro di Dante e Petrarca, e lo ha identificato come un precursore dell’umanesimo. È anche grazie a lui se oggi chiamiamo l’opera di Dante ‘Divina Commedia’.
Boccaccio e il suo ‘Decameron’ hanno ispirato numerosi autori europei, tra cui spicca l’inglese Geoffrey Chaucer con i suoi ‘Racconti di Canterbury’. L’opera ha avuto un grande impatto anche nel mondo del cinema, esemplificato dal film di Pier Paolo Pasolini del 1971 intitolato appunto ‘Il Decameron’ e dal film ‘Boccaccio ’70’ del 1962, che si ispira al libro con quattro novelle dirette da registi del calibro di De Sica, Visconti, Fellini e Monicelli. Altri adattamenti includono il film muto ‘Il Decameron’ del 1912 diretto e interpretato da Gennaro Righelli, l’erotico ‘Decamerone ‘300’ di Renato Savino nel 1972 e, più recentemente, ‘Maraviglioso Boccaccio’ dei fratelli Taviani nel 2015, nonché la serie Netflix ‘The Decameron’ prevista per il 2024.
Nonostante non sia certa la sua città natale (se Firenze o Certaldo nel 1313), è noto che Boccaccio trascorse gran parte della sua vita a Certaldo, un borgo medievale di 15.000 abitanti situato su una collina della Val d’Elsa. Dal 1363, quando malattie come la gotta, la scabbia e l’idropisia minarono gravemente la sua salute, si stabilì definitivamente in questo luogo. La casa di famiglia di Boccaccio, dove il padre era mercante e agente di cambio, si trova qui e il poeta vi è anche sepolto. Oggi, il museo dedicato a Boccaccio è gestito dall’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio e si trova nel centro storico di Certaldo, preservato come ai tempi del poeta. La casa dove lo scrittore morì, danneggiata da un bombardamento alleato nel 1944 e successivamente ricostruita, ospita ora il museo e la biblioteca dedicati a lui. Il museo presenta esibizioni di scarpette trecentesche e medaglie create nel 1975 per commemorare il sesto centenario della sua morte, oltre a un affresco di Pietro Benvenuti che lo ritrae al lavoro e la copia del suo ritratto più antico. La biblioteca conserva circa 3500 volumi, incluse alcune delle prime edizioni a stampa del ‘Decameron’ e edizioni tradotte in quasi tutte le lingue, oltre a una mostra sul ‘Tractatus Geographicus’, un’opera di Boccaccio che esplora la geografia in una prospettiva mitologica e storica.
Per volontà di Boccaccio, fu sepolto a Certaldo nella chiesa dedicata oggi ai Santi Jacopo e Filippo, che ospita un museo di arte sacra. La sua tomba originaria fu distrutta alla fine del XVIII secolo a seguito della legge leopoldina che vietava le sepolture all’interno delle chiese, un evento lamentato da Lord Byron nel IV canto del ‘Childe Harold’s Pilgrimage’. Nel 1949, dopo studi approfonditi, la tomba fu ricollocata nella chiesa con una nuova lapide in marmo scolpita da Mario Moschi, ma ciò che resta delle sue spoglie si trova sotto una piccola mattonella bianca, vicino alla lapide, in un vero e proprio scherzo boccacesco.
Ogni anno, il comune di Certaldo assegna il Premio Letterario Giovanni Boccaccio a figure di spicco della letteratura e del giornalismo italiani.
INFORMAZIONI
– Visit Certaldo
– Visit Tuscany
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