Il deposito della Cineteca del Friuli a Gemona ha raggiunto il massimo spazio consentito dalla normativa: nei locali climatizzati sono conservati circa 700 titoli su pellicola in nitrato di cellulosa, un materiale storicamente fondamentale ma anche altamente pericoloso. La questione è subito diventata pratica oltre che culturale: serve più spazio per tutelare il patrimonio filmico senza compromettere la sicurezza.
Perché il tema è urgente
Il nitrato di cellulosa, impiegato nelle pellicole fino ai primi anni Cinquanta, è noto per la sua fragilità chimica e per la tendenza ad autocombustione se non conservato in ambienti specifici. Per questo motivo le copie custodite nei magazzini della Cineteca viaggiano in condizioni di temperatura e umidità strettamente controllate, con procedure di sicurezza antincendio più stringenti rispetto ai depositi ordinari.
Raggiungere il limite legale di capienza non è solo un problema logistico: mette in evidenza il rischio di accumulo nelle scorte, rallenta le attività di restauro e digitalizzazione e obbliga a valutare soluzioni strutturali per non disperdere o danneggiare un patrimonio culturale unico.
La proposta: un nuovo deposito specializzato
Tra le ipotesi al vaglio c’è l’ampliamento del sito attuale, inaugurato nel 2008, con la costruzione di una struttura ad hoc per le pellicole in nitrato. Questo tipo di edificio prevederebbe locali isolati, sistemi antincendio dedicati e ambienti di conservazione a rischio controllato, pensati appositamente per questo materiale.
Nel frattempo, i laboratori della Cineteca continuano l’attività di restauro e digitalizzazione, operazioni indispensabili per trasferire i contenuti su supporti più stabili e renderli fruibili al pubblico senza mettere a repentaglio gli originali.
Chi ha partecipato al sopralluogo
La questione è stata affrontata durante la visita a Gemona di una delegazione regionale guidata dal vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil, e dall’assessore alle Finanze, Barbara Zilli. All’incontro hanno preso parte i fondatori della Cineteca, Livio Jacob e Piera Patat, e il sindaco di Gemona, Roberto Revelant.
- Numero di titoli: circa 700 pellicole in nitrato
- Materiale: nitrato di cellulosa, usato fino ai primi anni ’50
- Situazione attuale: deposito climatizzato al limite di capienza legale
- Soluzione proposta: ampliamento con un nuovo deposito specifico per il nitrato
- Attività in corso: restauro e digitalizzazione nei laboratori della Cineteca
| Elemento | Stato attuale | Azioni previste |
|---|---|---|
| Capacità deposito | Al limite consentito dalla legge | Progettazione di un ampliamento dedicato |
| Conservazione | Cellari climatizzati e controlli ambientali | Nuovi spazi con sistemi antincendio specializzati |
| Valore culturale | Collezione storica utilizzata per eventi come le Giornate del Cinema Muto | Restauro, digitalizzazione e maggiore accessibilità |
La Cineteca del Friuli è riconosciuta dalla Regione come ente preposto alla conservazione del patrimonio cinematografico locale e svolge un ruolo chiave nelle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Qualsiasi decisione sui nuovi spazi coinvolgerà dunque non solo aspetti tecnici e finanziari, ma anche la programmazione culturale regionale.
Nei prossimi mesi si attendono studi di fattibilità e proposte progettuali che indichino tempi e risorse necessarie. Per la comunità culturale regionale la sfida è duplice: mettere in sicurezza materiali insostituibili e garantire che il patrimonio cinematografico resti accessibile alle future generazioni.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




