Coira riaccende l’interesse per la scuola d’arte grigionese proprio ora: tra anniversari, nuove mostre e un percorso rinnovato nei musei cittadini, la piccola capitale dei Grigioni mette in luce nomi famosi e opere meno note accessibili con poche ore di viaggio dall’Italia. Perchรฉ oggi conta: offre una lettura diretta del Novecento svizzero e mostra come collezioni private e istituzioni riscoprano temi che parlano ancora alla nostra contemporaneitร .
All’interno della chiesa di San Martino, le tre grandi vetrate della Nativitร di Augusto Giacometti rivelano un effetto studiato per il mezzogiorno: i raggi solari allo zenit attraversano i blu profondi e i rossi intensi, ampliando la percezione dello spazio nella navata. Realizzate nel 1919, queste lastre di vetro mettono in evidenza l’uso della grisaglia, una tecnica che oscura parti del vetro per intensificare il contrasto con le superfici non dipinte e accentuare la direzione della luce.
La Collezione e la Villa Planta
Il Museo d’Arte dei Grigioni, ospitato nella villa de Planta โ edificio in stile neorinascimentale che conserva anche un’estetica d’epoca โ propone un dialogo tra generazioni: i dipinti solari di Giovanni Giacometti sono affiancati ai lavori piรน moderni di Alberto e Diego. Dieci anni fa la collezione si รจ ampliata con un nuovo padiglione contemporaneo progettato dallo studio Barozzi Veiga, riconosciuto anche dal Royal Institute of British Architects.
Quest’anno l’anniversario della morte di Alberto Giacometti ha riportato l’attenzione sulle sale a lui dedicate: sculture slanciate e inquietanti convivevano nei decenni con fotografie e schizzi che mostrano altre fasi della sua ricerca, compresa una stagione giร segnata da esiti post-surrealisti e assemblaggi simbolici.
Fratelli, atelier e natura
Diego Giacometti, meno noto al pubblico italiano, seguรฌ il fratello a Parigi giovanissimo: insieme aprirono uno studio in rue Hippolyte-Maindron e realizzarono commissioni congiunte. Nel corso della Seconda guerra mondiale Diego concentrรฒ il proprio lavoro su figure di animali โ soggetti che rimandano alla natura della Val Bregaglia e alla formazione giovanile.
Accanto alle collezioni dedicate ai Giacometti, il museo ospita mostre temporanee che fanno da ponte con altri protagonisti dell’arte svizzera e internazionale.
Spazi contemporanei e colori alpini
Il nuovo volume espositivo, in buona parte sotterraneo, contiene anche una sala dedicata a Ludwig Kirchner, la cui tavolozza vivida e i paesaggi alpini squillanti dialogano con la geografia della regione: le creste innevate all’orizzonte diventano spesso soggetto e sfondo delle tele, ricordando quanto il paesaggio abbia modellato la pittura grigionese del Novecento.
La cittร , attraversata dalla Plessur e lambita dal Reno Anteriore, conserva un nucleo monumentale in cui passato e contemporaneo si incrociano: parchi, sculture pubbliche e unโagenda culturale fitta, che vale la pena esplorare anche a piedi.
Il Forum Wรผrth e la mostra sul cibo
Nel sobborgo meridionale, il Forum Wรผrth propone una mappa diversa: la collezione privata di Reinold Wรผrth, vasta e variegata, รจ la base per l’attuale mostra tematica intitolata “Mele, Pere e altri vegetali”. Il progetto indaga come il cibo attraversi cultura, economia e arte, offrendo opere storiche e contemporanee che affrontano il tema dall’iconografia delle nature morte fino a interpretazioni concettuali.
Artisti di estrazione differente โ da movimenti espressionisti a nomi contemporanei โ dialogano nella mostra, trasformando il tema gastronomico in una lente per leggere pratiche produttive, rituali e impatti ambientali.
- Dove vedere: Museo d’Arte dei Grigioni (Villa Planta) e Forum Wรผrth per le mostre temporanee.
- Evento in evidenza: esposizione “Mele, Pere e altri vegetali” al Forum Wรผrth, con opere che mettono in relazione cibo, societร e ambiente.
- Per chi viene dall’Italia: collegamenti ferroviari via Bellinzona; da Milano circa 1h30 fino a Bellinzona, quindi servizio di autolinee postali attraverso il San Bernardino fino a Coira.
- Approfondimenti: sale su Alberto Giacometti, collezioni storiche e sezioni dedicate a Kirchner; ovunque, un dialogo tra paesaggio e produzione artistica.
Coira conferma cosรฌ la sua vocazione a essere un centro culturale che racconta il Novecento svizzero fuori dai circuiti piรน battuti. La visita ai musei permette di seguire un filo cronologico e tematico che mette in luce continuitร e rotture: dalla vetrata liturgica alla sperimentazione scultorea, dalla pittura di paesaggio alle ricerche contemporanee.
Pratiche
Per raggiungere Coira: treni EuroCity o regionali fino a Bellinzona; da qui le autolinee attraversano il Passo del San Bernardino e conducono alla stazione di Coira in circa due ore e mezza. Consultare gli orari aggiornati del traffico ferroviario svizzero per pianificare il viaggio.
Sistemazione e ristorazione: l’offerta cittadina va da hotel centrali prossimi al ponte sulla Plessur a locande tradizionali che servono piatti tipici grigionesi. Tra le proposte della cittร , spiccano locali con cucina locale elaborata e bistrot dalla selezione regionale.
Coira non รจ soltanto una tappa museale: รจ un luogo dove storia, paesaggio e collezionismo privato si incontrano, offrendo una lettura aggiornata e concreta dell’arte svizzera del secolo scorso e delle sue ereditร contemporanee.
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Lorenzo รจ un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




