Congedo parentale paritario bloccato: governo evita il confronto

Di : Lorenzo Dalmoro

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Il Parlamento ha respinto questa settimana una proposta di legge delle opposizioni che avrebbe reso piรน simmetrico il congedo parentale tra madri e padri: la maggioranza di centrodestra ha motivato il no con lโ€™assenza di coperture finanziarie ritenute adeguate. La decisione riapre il confronto sul ruolo dello Stato nel favorire la condivisione dei compiti di cura e sulle conseguenze economiche e sociali per famiglie e lavoro.

La norma, promossa dallโ€™opposizione e prima firmataria Elly Schlein, aveva raccolto un raro fronte comune delle forze di minoranza โ€” dal Movimento 5 Stelle a +Europa โ€” ma รจ stata bocciata in base a un parere della Ragioneria di Stato, che ha evidenziato lโ€™assenza di precise fonti di finanziamento.

Cosa prevede oggi il sistema italiano

Attualmente il quadro italiano si appoggia a tre strumenti distinti:

  • Congedo di maternitร : obbligatorio, cinque mesi complessivi con indennitร  generalmente allโ€™80% della retribuzione (spesso integrata dai contratti collettivi).
  • Congedo di paternitร : obbligatorio ma molto breve, oggi pari a 10 giorni pagati al 100% e utilizzabili fra i due mesi prima e i cinque mesi dopo la nascita.
  • Congedo parentale: facoltativo, fino a 10 mesi (11 in alcuni casi) fruibili entro i primi 14 anni del figlio; tre mesi sono riservati esclusivamente alla madre e tre esclusivamente al padre, con indennitร  variabile tra il 30% e lโ€™80% a seconda del periodo.

Queste regole valgono per i lavoratori dipendenti; per le partite IVA e le libere professioniste le norme sono piรน frammentarie: le madri possono talvolta accedere a forme di tutela non obbligatorie, mentre i padri autonomi sono per lo piรน esclusi da indennitร  paragonabili.

Le proposte delle opposizioni e il confronto europeo

Il testo bocciato puntava a due modifiche centrali: estendere il congedo di paternitร  da 10 giorni a cinque mesi, utilizzabili entro i 18 mesi dalla nascita, e garantire per entrambi i genitori unโ€™indennitร  pari al 100% della retribuzione. Lโ€™intervento sarebbe stato esteso anche ai lavoratori autonomi.

Nel contesto europeo, simili politiche esistono giร : in Spagna ogni genitore dispone di quattro mesi pagati al 100% dopo la nascita; in Francia il congedo di paternitร  รจ stato esteso a 28 giorni nel 2021, mentre il congedo di maternitร  รจ generalmente piรน lungo rispetto allโ€™Italia.

Quanto costerebbe

Secondo le stime presentate, lโ€™intervento avrebbe richiesto circa 3,7 miliardi nel 2026, cifra destinata ad aumentare fino a circa 4,5 miliardi annui da qui al 2035. Si tratta di un onere considerato rilevante in rapporto allโ€™ultima legge di bilancio, valutata complessivamente intorno ai 20 miliardi.

La Ragioneria ha sottolineato che il testo non indicava misure precise per reperire tali risorse: non bastavano formulazioni generiche come la rimodulazione di ยซsussidi dannosi per lโ€™ambienteยป; per questo la commissione Bilancio ha espresso parere negativo e ha chiesto la soppressione del provvedimento.

Reazioni politiche e implicazioni pratiche

Le opposizioni hanno chiesto un rinvio del voto per cercare garanzie finanziarie alternative, ma la maggioranza ha respinto la richiesta e ha poi approvato la soppressione del testo. Schlein ha sollecitato la premier a rivedere la posizione del governo, senza esito.

Oltre alla contesa politica, il tema ha ricadute concrete sul mercato del lavoro: la brevitร  del congedo obbligatorio per i padri contribuisce a mantenere il peso principale della cura sulle donne, favorendo interruzioni di carriera e penalizzazioni salariali. Un congedo piรน lungo e ben retribuito per i padri รจ visto da molti esperti come uno strumento per ridurre la disparitร  di genere e rendere piรน sostenibile la partecipazione femminile al lavoro dopo la nascita dei figli.

  • Per le coppie: maggiore condivisione della cura potrebbe ridurre lโ€™impatto occupazionale sulle madri.
  • Per le imprese: misure piรน generose richiedono adattamenti organizzativi e possibilitร  di sostegno pubblico per i costi.
  • Per il bilancio pubblico: lโ€™aumento della spesa deve essere bilanciato con scelte di finanziamento chiare per evitare squilibri.

Il voto di questa settimana rimette al centro la domanda politica ed economica: รจ possibile conciliare un rafforzamento dei diritti di cura con la sostenibilitร  finanziaria dello Stato? La risposta determinerร  le prossime mosse parlamentari e il modo in cui lโ€™Italia si allineerร , o meno, alle pratiche adottate in altri Paesi europei.

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