Dalai Lama compie 90 anni: «Il prossimo Lama nascerà fuori dalla Cina»

Di : Teodoro Montani

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Durante le celebrazioni per il suo novantesimo compleanno, il Dalai Lama ha confermato che l’istituzione spirituale tibetana continuerà a esistere dopo di lui, dissipando così anni di dubbi e congetture riguardo alla fine della linea dei lama. Questa è la prima volta che Tenzin Gyatso, la quattordicesima reincarnazione del Dalai Lama, nega la possibilità che la sua reincarnazione sia l’ultima. «L’istituzione del Dalai Lama andrà avanti», ha affermato in una dichiarazione video durante una sessione di preghiera a Dharamshala, in India. Questa affermazione non solo ha un forte significato simbolico, ma riaccende anche le tensioni con la Cina riguardo al futuro del buddhismo tibetano.

La figura del Dalai Lama

Riconosciuto come reincarnazione del Dalai Lama a soli due anni nel 1937 e ufficialmente intronizzato nel 1940, Tenzin Gyatso è visto come l’incarnazione terrena di Avalokiteśvara, il bodhisattva della compassione, e da secoli è il principale punto di riferimento spirituale per i buddhisti tibetani. Dopo l’occupazione del Tibet da parte delle truppe cinesi nel 1959, fu costretto a rifugiarsi in India, dove stabilì un governo tibetano in esilio a Dharamshala. Da allora, ha guidato una campagna non violenta per l’autonomia culturale del Tibet, promuovendo il dialogo, la non violenza e i diritti umani, che gli hanno valso il Premio Nobel per la Pace nel 1989. Oggi, a novant’anni, è una delle personalità religiose più stimate a livello globale.

Le dichiarazioni durante il convegno religioso

La comunicazione sul suo successore è stata fatta in occasione di un raduno spirituale alla vigilia del suo compleanno, di fronte a monaci e leader buddhisti tibetani. Il Dalai Lama ha precisato che la selezione del suo successore dovrà avvenire “secondo le antiche tradizioni buddhiste” e sarà supervisionata solamente dal Gaden Phodrang Trust, l’ente da lui fondato. Ciò sottolinea chiaramente che nessuna autorità politica o statale, in particolare il governo cinese, potrà influenzare il processo di riconoscimento del nuovo Dalai Lama. Questo è un chiaro segnale a favore della libertà religiosa e un tentativo di assicurare un futuro spirituale stabile e rispettoso delle tradizioni.

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Il futuro Dalai Lama nascerà fuori dalla Cina

Uno degli aspetti più significativi del suo discorso riguarda il luogo di nascita del futuro Dalai Lama: “sarà al di fuori della Cina”, ha affermato Tenzin Gyatso. Questa dichiarazione categorica è intesa a scongiurare ogni tentativo da parte di Pechino di imporre una reincarnazione “ufficiale” all’interno dei propri confini. «Solo una reincarnazione riconosciuta liberamente sarà considerata legittima», ha dichiarato. La sua posizione mira a salvaguardare l’autenticità dell’istituzione dal manipolo politico, assicurando che la guida spirituale sia selezionata secondo criteri veramente religiosi e non imposti.

Lo scontro con Pechino

Il governo cinese, che vede nel Dalai Lama una figura separatista, ha ribadito la sua intenzione di controllare il processo di reincarnazione. Infatti, secondo la legislazione cinese, le autorità statali hanno il diritto di approvare ogni reincarnazione religiosa riconosciuta pubblicamente. Si teme dunque la possibilità di una doppia successione: una “ufficiale”, riconosciuta da Pechino e insediata in Tibet, e un’altra, riconosciuta dal popolo tibetano in esilio e dalla comunità buddhista internazionale. Una tale divisione potrebbe portare a conseguenze non solo geopolitiche, ma anche spirituali e identitarie di vasta portata.

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