FameLab Trieste: astrofisica e scienza degli alimenti vincono e rinnovano la divulgazione

Di : Marcelina Vescovi

Condividi con i tuoi amici!

Il 23 aprile Trieste ha ospitato la tappa locale di FameLab: due giovani ricercatori si sono imposti sul palco del Teatro Miela e porteranno la città alla gara nazionale, con la possibilità di approdare poi alla finale internazionale di novembre. L’evento ha messo al centro non solo contenuti scientifici, ma anche la capacità di renderli accessibili al pubblico — una competenza sempre più rilevante per il dialogo tra ricerca e società.

L’iniziativa, promossa dall’Immaginario Scientifico insieme all’Università di Trieste, all’Università di Udine, alla SISSA e al Comune di Trieste nel quadro del protocollo Trieste Città della Conoscenza, ha riunito 18 partecipanti, ciascuno con soli tre minuti per comunicare un tema complesso in modo chiaro e coinvolgente. Il teatro era pieno: il format punta proprio a dimostrare che la scienza può essere immediata e comprensibile senza perdere rigore.

La serata è stata condotta da Simone Kodermaz, fisico e violinista, vincitore della prima edizione triestina del 2013, che ha guidato i concorrenti e il pubblico tra spiegazioni tecniche e momenti più leggeri.

  • Pietro Monti-Guarnieri — primo classificato: dottorando in fisica delle astroparticelle all’Università di Trieste e INFN Trieste; ha parlato degli effetti dei raggi cosmici sull’atmosfera, dalle possibili interazioni con la formazione delle nuvole fino alle applicazioni pratiche come la tomografia muonica.
  • Roberta Pratolino — seconda classificata: dottoranda all’Università di Udine; ha esplorato le frontiere della food science, parlando di proteine ibride e sperimentazioni alimentari, accompagnando la spiegazione con immagini quotidiane per rendere il tema immediato.
  • Terzo posto e premio del pubblico: Smritirekha Talukdar (Area Science Park), che ha collegato neuroscienze e transizione energetica in un intervento centrato sulla neuroplasticità e sulle alternative ai combustibili fossili.

La giuria, chiamata a valutare chiarezza, accuratezza e capacità comunicativa, era composta da Nicola Bressi (Museo Civico di Storia Naturale di Trieste), Vieri Candelise (Università di Trieste), Giulia Casasole (SISSA) e Valeria Filì (Università di Udine).

Perché questo conta oggi: la vittoria a FameLab non è solo un riconoscimento personale, ma una piattaforma che può amplificare il messaggio scientifico. I due vincitori rappresenteranno Trieste alla finale nazionale in autunno; il campione italiano accederà quindi alla competizione mondiale prevista per novembre, dove si confronterà con comunicatori scientifici di altri Paesi.

L’esito della serata sottolinea due tendenze: da un lato la crescente attenzione verso la divulgazione efficace, dall’altro l’importanza di discipline molto diverse — dalla fisica delle particelle alla biotecnologia alimentare — nel dibattito pubblico su clima, salute e tecnologia. Per il pubblico locale è stata anche l’occasione per vedere come la ricerca universitaria si traduca in narrazioni concrete e rilevanti.

Atmosfera, voto e programmi ora guardano avanti: i vincitori si preparano ai prossimi appuntamenti, mentre la comunità scientifica e culturale cittadina continua a puntare sulla comunicazione come strumento di avvicinamento tra laboratori e società.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!
Leggi anche  Pino Daniele a Napoli: scopri la mostra esclusiva a Palazzo Reale fino al 6 luglio!

Lascia un commento

Share to...