CAFC sceglie Beatrice Follador: nuova presidente pronta a cambiare rotta

Di : Marcelina Vescovi

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Per la prima volta nella sua storia il Consorzio CAFC ha scelto il presidente con un vero e proprio voto di scheda, una svolta che interrompe la pratica dell’acclamazione e riflette la spaccatura politica emersa nella maggioranza regionale. La decisione apre una nuova fase per la gestione del servizio idrico in Friuli Venezia Giulia, con possibili ripercussioni su investimenti e processi di aggregazione societaria.

Un’assemblea inedita: voto segreto e numeri

L’assemblea dei soci, convocata dopo un rinvio per consentire alle forze politiche di trovare un’intesa, ha visto la partecipazione di 142 soci su 156, pari al 98,21% delle azioni. I soci sono esclusivamente enti locali: i 155 Comuni serviti dal consorzio e la Comunità di montagna della Carnia.

Per la prima volta il presidente e i membri del Consiglio di amministrazione non sono stati nominati per acclamazione su una lista condivisa, ma eletti tramite scheda, a seguito del mancato accordo tra le forze del centrodestra: Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno sostenuto la candidatura di Beatrice Follador, mentre la Lega ha appoggiato la proposta alternativa di Federica De Mattia.

Chi è stato eletto e cosa cambia

La votazione ha designato i cinque componenti del nuovo CdA; risultano eletti:

  • Fabio Santin
  • Augusto Burtulo
  • Michela Nodale
  • Michele Tibald
  • Beatrice Follador

Il nuovo CdA ha poi indicato Beatrice Follador, 51 anni, biologa di Magnano in Riviera ed ex assessore del Comune di Tarcento, come presidente. Il mandato è triennale; Follador subentra a Salvatore Benigno, che ha guidato il Consorzio per gli ultimi tre mandati.

La nomina assume rilievo pratico: CAFC è la principale società pubblica che gestisce il Servizio Idrico Integrato in oltre 140 comuni della regione, quindi le scelte del nuovo vertice influiranno direttamente su progetti d’investimento e sulle operazioni di fusione e coordinamento tra gestori locali.

Reazioni politiche: richieste di unità e trasparenza

Dal centrosinistra sono arrivate valutazioni di carattere istituzionale: Luca Braidotti, segretario provinciale del PD di Udine, ha sottolineato la necessità di superare le divisioni politiche e di concentrare l’attività del Consorzio sul servizio idrico, evitando iniziative estranee al mandato pubblico.

Anche Franco Lenarduzzi, sindaco di Ruda e coordinatore regionale della consulta dei piccoli Comuni di ANCI FVG, ha evidenziato l’importanza che il ruolo di opposizione sia rappresentato in assemblea e ha definito la scelta del nuovo CdA come un segnale di equilibrio utile per rilanciare le politiche del CAFC a vantaggio dei territori.

Perché la nomina conta oggi

La gestione del servizio idrico è al centro di investimenti rilevanti e di processi di riorganizzazione del settore. Con un nuovo presidente e un CdA scelti tramite votazione, il Consorzio può assumere orientamenti diversi su priorità operative, trasparenza e dialogo con i Comuni soci. Le tensioni politiche che hanno preceduto la votazione rendono però cruciale la capacità di trovare convergenze rapide.

  • Durata del mandato: 3 anni
  • Partecipazione all’assemblea: 142 soci su 156 (98,21% delle azioni)
  • Composizione soci: 155 Comuni + Comunità di montagna della Carnia
  • Implicazioni immediate: indirizzi su investimenti, fusioni societarie e gestione quotidiana del servizio idrico

Nei prossimi mesi sarà quindi utile seguire le prime decisioni operative del nuovo Consiglio e gli indirizzi che il presidente Follador proporrà per gli interventi sull’infrastruttura idrica e per i rapporti con gli enti locali, in un contesto politico regionale che resta soggetto a negoziazioni e verifiche tra le forze di maggioranza.

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