Bologna, 26 marzo 2026 — È stata posata oggi la prima pietra del nuovo centro sportivo gestito da GOfit in via Marzabotto, che sorgerà sull’area dell’ex impianto Cierrebi. L’opera segna l’avvio di un intervento urbano che punta a portare verde, servizi e posti di lavoro, ma lascia ancora aperto il confronto con i comitati di quartiere che avevano sollevato riserve.
La cerimonia è stata breve e senza contestazioni in loco, condizionata anche dal maltempo: il sindaco ha partecipato all’atto simbolico mentre la società spagnola che gestirà la struttura ha illustrato i principali obiettivi del progetto.
Un’operazione pubblico‑privata pensata per il territorio
L’intervento nasce da una convenzione stipulata nel luglio 2025 tra il Comune di Bologna e GOfit, che combina risorse pubbliche e know‑how privato. L’accordo regolamenta l’uso pubblico delle strutture per un periodo di 40 anni a partire dall’apertura, prevedendo assegnazioni e tariffe definite a livello di quartiere.
Secondo il Comune l’obiettivo è duplice: riqualificare un’area oggi in disuso e offrire servizi sportivi e ricreativi pensati per tutte le età, con particolare attenzione all’inclusione.
Servizi, accessi e modalità d’uso
Il nuovo centro promette un’offerta ampia e articolata, con spazi pensati per attività quotidiane e per le esigenze associazionistiche locali. GOfit ha annunciato la collaborazione con partner tecnici per garantire standard elevati nella gestione delle attrezzature e dei corsi.
- Impianti: piscine, palazzetto del basket, due campi polisportivi e un’area racchetta all’aperto.
- Orari e accessi: il palazzetto sarà accessibile nei feriali pomeridiani e mattinate festive; le piscine riserveranno corsie gratuite per le scuole comunali in fasce orarie concordate.
- Attività: oltre 150 corsi settimanali per bambini, giovani, famiglie e anziani, con percorsi gratuiti per studenti e fasce di popolazione fragili segnalate dai servizi sociali.
- Convenzioni sociali: centri estivi convenzionati, 40 ingressi gratuiti per bambini indicati dai servizi educativi, e iniziative pubbliche come eventi e una corsa benefica annuale.
Il Comune ha dichiarato che l’assegnazione degli slot per associazioni e società sportive avverrà tramite avvisi pubblici gestiti dal Quartiere Porto‑Saragozza.
Sostenibilità e spazi pubblici
Uno dei pilastri del progetto è la sostenibilità ambientale: la struttura è progettata seguendo criteri per la certificazione LEED, con soluzioni per il recupero dei materiali di demolizione, il riciclo delle acque grigie e coperture verdi per migliorare l’isolamento e il microclima urbano.
In termini di spazi aperti, è prevista la cessione al Comune di oltre 6.600 metri quadrati di aree verdi e la realizzazione di un parcheggio pubblico di circa 70 posti, pensato per ridurre l’impatto sulle vie circostanti, soprattutto nelle giornate di maggiore afflusso legate agli eventi sportivi.
Ricadute per la comunità
Dal punto di vista sociale ed economico, l’intervento dovrebbe generare nuove opportunità di lavoro sul territorio e ampliare le possibilità di fruizione dello sport come strumento di coesione. GOfit ha inoltre annunciato una collaborazione con l’Università di Bologna per monitorare gli effetti dell’attività fisica sulla popolazione locale, un elemento che punta a fondare le iniziative su evidenze scientifiche.
Tuttavia i comitati di residenti non hanno mancato di segnalare criticità: è stato presentato un esposto formale contro il progetto, segnale che il processo di rigenerazione resta oggetto di partecipazione e confronto pubblico.
Cosa cambia concretamente per i cittadini
- Accesso facilitato a piscine e impianti per scuole e associazioni locali.
- Attività gratuite e agevolate per studenti, persone in condizioni di fragilità e bambini segnalati dai servizi sociali.
- Nuove aree verdi pubbliche e un parcheggio da 70 posti per mitigare la pressione sul quartiere durante gli eventi.
- Durata della concessione: utilizzo pubblico regolato per 40 anni dalla data di apertura.
Il progetto, secondo l’amministrazione, rappresenta un passo verso la riqualificazione sostenibile del quartiere e la valorizzazione dell’attività sportiva come bene pubblico. Restano aperte le questioni sul piano partecipativo e sulle tempistiche esatte di apertura; le parti coinvolte affermano che i prossimi mesi saranno dedicati agli ulteriori passaggi autorizzativi e alla messa in sicurezza del cantiere.
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