Presto nelle sale italiane grazie a Luce Cinecittà
Il regista Gianluca Matarrese, dopo aver riscosso grande interesse con “GEN_” al Sundance Film Festival di quest’anno, dove è stato l’unico rappresentante italiano in concorso, torna per la quarta volta al Festival di Venezia con il suo nuovo lavoro “IL QUIETO VIVERE”. Il film sarà presentato come Evento Speciale Fuori Concorso nelle Giornate degli Autori e sarà successivamente distribuito nelle sale italiane da Luce Cinecittà.
Similmente a quanto visto in “Fuori tutto”, che ha vinto il premio per il Miglior Documentario al Festival di Torino nel 2019, Matarrese sceglie ancora una volta di porre al centro della narrazione la sua famiglia, che lo accompagnerà anche all’evento veneziano. Nel film spiccano le figure delle sue cugine Maria Luisa Magno e Imma Capalbo (legate da vincoli di parentela), di sua madre Carmela Magno, delle zie Concetta e Filomena, dei cugini Sergio Turano e Giorgio Pucci, oltre a tutti gli altri parenti del Cozzo.
«”Il Quieto Vivere” è ispirato a fatti realmente accaduti all’interno della mia famiglia, dichiara Matarrese. In un piccolo villaggio calabrese, dove l’astio e il conflitto sono all’ordine del giorno, racconto lo scontro domestico tra due cognate, Luisa e Imma. Utilizzando un mix di documentario, finzione e teatro, rappresento un mondo chiuso e sorprendentemente reale, dove ogni disputa diventa uno spettacolo e ogni pasto si trasforma in una battaglia. Con una dose di ironia e brutalità, esploro quel delicato equilibrio che precede il crimine, quel momento in cui la tragedia della realtà potrebbe ancora essere scongiurata, forse, attraverso il cinema.».
Ogni nucleo familiare nasconde le proprie forme di infelicità, specialmente quelle dove l’odio permea perché costrette a condividere lo stesso edificio in un remoto villaggio calabrese chiamato il Cozzo. E in queste dinamiche familiari, se si osserva attentamente, emerge sempre qualcuno che vive una condizione di maggior disagio, qualcuno che trama su come liberarsi dei propri nemici. Un esempio è Luisa Magno, una donna di cinquant’anni in perpetuo conflitto con il mondo. Apparentemente in contrasto con i valori tradizionali, Luisa si barcamena tra impieghi precari, l’affetto verso i suoi figli e la nipote, e accesi scontri con la madre, il fratello e la cognata Imma, che rappresenta la sua quotidiana ossessione. Mentre le due donne si confrontano attraverso denunce e insulti, tre zie anziane, a mo’ di coro tragicomico, tentano disperatamente di ristabilire la pace.
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