L’interprete de “La donna della domenica” al 43TFF: “Mastroianni era imponente. Detesto la violenza, ma ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Le donne non dovrebbero provocare”
“Una sera sono stata ospite a casa di Agnelli. Era un individuo affascinante e carismatico, molto cortese ed elegante. Ci trovavamo nel suo giardino e ricordo con chiarezza la raffinatezza della sua abitazione. Prima di allora, non avevo mai realmente considerato l’importanza dell’industria automobilistica per la città”.
Queste sono state le parole di Jacqueline Bisset a margine della proiezione del film “La donna della domenica” mostrato nella sezione Zibaldone del 43TFF.
La sovrana di Torino al TFF
Il film di Luigi Comencini trasformò Bisset in un simbolo e l’attrice inglese ha sempre mantenuto un posto speciale nei cuori dei torinesi, che la considerano “la sovrana di Torino”, come ha espresso il direttore del Museo del Cinema, Giulio Base.
“Non esageriamo, non sono una sovrana” ha risposto con modestia la Bisset, mantenendo un tono tipicamente sobrio. “Torino è stata una rivelazione per me, era magnifica. C’erano tutti questi piccoli caffè e le persone erano sempre vestite con eleganza. È stato molto piacevole tornare, ricordo ancora quei meravigliosi giorni estivi mentre lavoravo al film. Tornare qui è stato gratificante, vorrei poter restare ancora. Amo l’Italia in generale e vorrei imparare meglio la lingua, la prossima volta forse saprò dire qualche frase in più”.
Anna Carla Dosio: elegante, ma non seducente
Tuttavia, l’attrice non si è mai identificata completamente con il personaggio dell’aristocratica torinese Anna Carla Dosio. “Arrivai a Roma nel 1974 per provare i costumi. Anna Carla era elegante ma non seducente. Ho avuto difficoltà a immedesimarmi in questo ruolo. Non mi sentivo a mio agio. Non avrei mai preso un caffè con lei”.
“Comencini era un regista molto serio – ha proseguito Bisset – deciso, con idee chiare. Ero entusiasta di lavorare con lui a questo film dopo aver visto Pinocchio. Riusciva a mantenere un legame tra l’infanzia e l’età adulta”.
Mastroianni? Era intimidatorio
Non poteva mancare un ricordo dei suoi colleghi sul set de La donna della domenica: “I miei colleghi erano Jean-Louis Xavier Trintignant e Marcello Mastroianni. Con Jean Louis avevo un ottimo rapporto. Mastroianni era celebre e affascinante, e poiché non parlavo una parola di italiano, mi sentivo davvero intimidita. Avevo molte speranze ma anche molte paure”.
Quest’anno il TFF si è arricchito di film diretti da registe, ma Bisset non ha mai considerato l’idea di passare dietro la macchina da presa: “Sono una persona molto meticolosa, già dirigo la mia casa praticamente. Forse sarei stata una buona regista perché sono una perfezionista, ma forse sarei diventata un mostro nel gestire ogni dettaglio”.
Certi uomini sono indegni, ma le donne non dovrebbero provocare
Pur essendo un’icona di stile ed erotismo, Bisset si distacca dalle idee tradizionali di femminismo, specialmente da quelle attuali: “Sono riuscita a sopravvivere senza subire violenze, ho affrontato situazioni difficili ma ne sono uscita grazie al mio comportamento. La vita a volte è crudele. Non tollero l’idea dello stupro, certi uomini non hanno dignità, ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Uomini e donne oggi si espongono quasi nudi davanti alle telecamere su internet: per me questo è un errore. Non hanno ricevuto un’educazione adeguata. Ritengo che oggi le madri trascorrano ancora meno tempo con i propri figli e ciò contribuisce a un mix di narcisismo e insicurezza. L’ossessione per i social media è un errore. Un “no” è un “no”, ma vedo questa ambivalenza nelle persone, tanta insicurezza che è allarmante. Può capitare che un uomo si ecciti, ma anche le donne non dovrebbero provocare. Se un cane fa i bisogni sul tappeto, non si allontana il cane, ma si insegna al cane a farli fuori”.
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