L’uomo dei sogni smaschera le fragilità: la commedia che sorprende

Di : Teodoro Montani

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Un nuovo spettacolo milanese mette al centro un disturbo del sonno spesso sottovalutato e lo trasforma in teatro: dal 24 febbraio al 1° marzo, “L’uomo dei sogni” porta in scena la linea sottile tra incubo e realtà, con implicazioni immediate sulla salute mentale e sugli effetti dei dispositivi digitali sul riposo. La produzione, nata dall’esperienza personale del regista e interprete, propone una riflessione contemporanea che interessa spettatori di ogni età.

Giampiero Rappa firma testo, regia e interpreta il protagonista in uno spettacolo che mescola surrealismo e commedia drammatica: la pièce affronta le parasonnie, forme di disturbi del sonno in cui confusione, paralisi e visioni notturne sfumano nella veglia. L’esito è un racconto teatrale che intreccia momenti divertenti e sequenze emozionali, pensato anche come tentativo di elaborazione personale.

Dalla vita al palcoscenico

Rappa racconta di aver conosciuto a fondo quel disagio fin dall’infanzia e di aver deciso di trasformarlo in materiale drammaturgico. La scrittura dello spettacolo, dice, ha avuto un effetto quasi terapeutico: da quando ha iniziato il lavoro creativo le manifestazioni notturne si sono attenuate.

La tournée è partita l’anno scorso da altre città e ora riparte da Milano: la produzione è sostenuta da Viola produzioni, con il sostegno del produttore Alessandro Longobardi. Il riscontro del pubblico e delle sale, secondo la compagnia, è stato positivo, segno che il tema trova risonanza contemporanea.

Trama e struttura scenica

Il protagonista, Giovanni (alias Joe Black), è un fumettista la cui realtà quotidiana si confonde con sogni e allucinazioni. Lo spettatore non riesce a distinguere con certezza quale episodio sia onirico e quale reale: il ribaltamento continua per tutta la durata, in un gioco di specchi che mette in crisi la percezione.

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Due figure — interpretate da Rappa e da Lisa Galantini — assumono ruoli mutevoli e spingono il protagonista verso una presa di coscienza. La comparsa della figlia, tornata dalla Nuova Zelanda, scatena ulteriori tensioni: il confronto riporta in superficie ciò che non è stato detto tra loro, con esiti a volte comici, a volte commoventi.

  • Temi principali: disturbi del sonno, memoria familiare, rabbia repressa e processo di guarigione.
  • Genere: commedia drammatica con elementi surreali.
  • Cast e ruoli: Giampiero Rappa (autore, regista e attore), Lisa Galantini, con produzione di Viola produzioni.
  • Date e luogo: Teatro Parenti, Milano — dal 24 febbraio al 1° marzo; incontro con esperti il 27 febbraio.

Un dialogo con la scienza

Il 27 febbraio, dopo la rappresentazione, è previsto un breve confronto con la dottoressa Vincenza Castronovo, psicologa clinica e psicoterapeuta del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele. L’incontro punta a collocare la narrazione teatrale nel quadro clinico più ampio: Castronovo interverrà soprattutto sul crescente impatto dei disturbi del sonno nei giovani e sul ruolo degli schermi e della sovraesposizione digitale nel peggiorare la qualità del riposo.

Secondo gli specialisti, la privazione del sonno e l’alterazione del ritmo sonno-veglia possono avere conseguenze profonde sul benessere cognitivo ed emotivo; portare questi temi in teatro significa stimolare una riflessione pubblica e pratica, oltre che estetica.

Rappa sottolinea che, pur partendo da un materiale intimo, la messinscena vuole restare collettiva: il teatro diventa il luogo dove i singoli temi — rimpianti, rapporti famigliari, rabbia sopita — possono essere messi in scena e condivisi. Lo sguardo è volutamente ambivalente, capace di alternare sarcasmo e tenerezza.

In fondo, osserva l’autore, il teatro offre la possibilità di sondare confini: tra sogno e veglia, tra dolore privato e ricerca di una cura. “L’uomo dei sogni” si propone come un tentativo di trasformare un’esperienza personale in uno spazio pubblico di confronto, senza semplificazioni.

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