Maine: Tra Fari e Aragoste, Scopri Spiagge e Lodge Eleganti!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Immaginate di aver viaggiato per cinque giorni lungo la costa ligure, da Ventimiglia a La Spezia. Se al vostro ritorno affermaste di aver “scoperto” il Nord Italia, i vostri amici potrebbero giustamente sorridere. Ecco perché il vostro cronista, nel lanciare questa breve serie di due articoli, evita di affermare “vi spiego il Maine”, preferendo piuttosto “vi narro qualche idea di viaggio lungo la costa del Maine, e solo in parte”.

Il Maine, il più nordorientale degli stati USA, si estende su una superficie di 91.600 kmq, paragonabile alla somma di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e raggiunge una latitudine più settentrionale di Quebec City in Canada. La sua costa, come vedremo, non è solo attrattiva per i turisti ma rappresenta anche la zona più densamente popolata dello Stato, dove la densità media è di 15 abitanti per kmq (a confronto, quella del Piemonte è 167). Abbiamo esplorato circa due terzi di questa costa, rinunciando all’ultimo terzo per motivi di tempo e budget, che finisce a Lubec, la località più orientale degli Stati Uniti, famosa per il suo faro West Quoddy Head Lighthouse, di fronte alla penisola canadese della Nova Scotia.


Il faro di Cape Neddick (foto Berchi)

I fari, con la loro affascinante semplicità, esposti alle intemperie e progettati per salvare vite, sono diventati emblemi iconici e mete di culto, oggetto di passione per molti appassionati e “collezionisti”; e non solo nel Maine. Anche il nostro viaggio sarà punteggiato da numerosi fari, ma inizia con uno radio: la torre di controllo dell’aeroporto Logan di Boston. Questa città del Massachusetts si conferma come il punto di partenza ideale per i viaggiatori europei verso il New England, inclusi noi, poiché prendendo un’auto dall’aeroporto si è già orientati lungo la I-95 North, e dopo un breve tratto attraverso il New Hampshire, si entra nel Maine.

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Pittori a Cape Neddick (foto Berchi)

La nostra prima fermata è a Cape Neddick, un promontorio breve affacciato su un isolotto roccioso che ospita un pittoresco faro. Separati da un breve braccio di mare, è significativo che il primo faro che incontriamo sia emblematico del “guardare ma non toccare”. Su queste rocce color rame che si estendono verso est, alcuni pittori con cavalletti e tavolozze cercano di catturare l’essenza e i colori di questo paesaggio sotto un cielo grigio.


Souvenir (foto Berchi)

Ogunquit, che in lingua algonchina significa “bel posto sul mare”, conferma questa denominazione con una forte attrattiva turistica. La località mantiene un tono distinto e raffinato, con pochissime concessioni a negozi di cianfrusaglie; al contrario, eleganti negozi, resort e guest house indicano la presenza di turisti e vacanzieri facoltosi provenienti da Boston e New York. Anche per chi viaggia con un budget più limitato, ci sono opportunità accessibili per mangiare e dormire, in linea con gli standard statunitensi.


L’imbocco della Marginal Way (foto Berchi)

Tornando a Ogunquit, è impossibile non percorrere il Marginal Way, un sentiero pedonale che in circa mezz’ora porta a Perkins Cove. Questo percorso offre splendidi scorci e un’intensa esperienza marittima. Consigliamo di percorrerlo andata e ritorno, lasciando l’auto nei pressi dell’hotel Sparhawk Oceanfront Resort. La camminata consente di immergersi completamente nelle caratteristiche tipiche della costa del Maine.

Per quanto riguarda il cibo, il lobster, o aragosta, è un vero protagonista qui, tanto che i prezzi sono molto più bassi rispetto a quelli in Italia. In fondo all’articolo troverete alcuni indirizzi e suggerimenti su dove gustare questo e altri deliziosi piatti di mare.


La Footbridge Beach (Maine Office of Tourism)

Dopo aver gustato il nostro primo “lobster roll” a Perkins Cove e fatto ritorno lungo la Marginal Way, con riluttanza saltiamo la visita al locale Museum of American Art e dedichiamo un’ora alla spiaggia di Ogunquit, così vasta da cambiare nome tre volte lungo la sua estensione, diventando Footbridge e Moody Beach. Rinfrancati dalle camminate, riprendiamo l’auto verso Kennebunkport, dove, appena arrivati, esploriamo le affascinanti botteghe di Dock Square.

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A Kennebunkport, come in molti altri luoghi lungo la costa, si nota una predominante assenza di catene commerciali. Quasi tutti i negozi sono gestiti da famiglie; le insegne, variegate e colorate, confermano questa piacevole peculiarità, offrendo al viaggiatore un’esperienza autentica e diversa dal solito.


Ancora sulla grande spiaggia a nord di Ogunquit (foto Berchi)

Dopo aver trovato la nostra stanza al Lodge on the Cove, è già ora di cercare un posto per cenare. Optiamo per The Tides Beach Club dopo un’attenta ricerca e valutazione dei prezzi. Ci vogliono solo quindici minuti di auto per raggiungerlo, un tragitto che descrive perfettamente il fascino della zona, caratterizzata da boschi e stradine che conducono a eleganti case in legno.

Il giorno successivo ci attende Portland, a meno di tre quarti d’ora da Kennebunk. Abituati a lunghi viaggi in auto tipici degli USA e desiderosi di vedere altri fari, decidiamo di prendere la giornata con calma e di visitare prima uno dei fari più famosi della costa, quello di Portland Head.


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