Il comico Massimo Bagnato è stato arrestato a Roma dopo essere stato sorpreso sotto l’abitazione della sua ex compagna: il fermo è avvenuto lunedì sera e il giorno successivo si è svolta l’udienza per giudizio direttissimo. Il provvedimento giudiziario e le accuse di stalking rischiano di avere ripercussioni immediate sulla sua attività professionale.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti intervenuti, Bagnato è stato trovato in stato di forte agitazione e avrebbe pronunciato frasi rivolte alla donna con toni minacciosi. Per questo motivo i poliziotti lo hanno portato in caserma e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La denuncia era stata presentata dopo la fine della relazione, avvenuta ad aprile dopo dieci anni insieme. La vittima ha raccontato che, da allora, l’uomo l’avrebbe seguita ripetutamente e insistito per ottenere chiarimenti sulla loro situazione, con comportamenti che avrebbero alterato le sue abitudini quotidiane e causato forte apprensione, spingendola a rivolgersi alle forze dell’ordine per presunti atti persecutori.
All’udienza svolta il giorno dopo l’arresto il giudice ha disposto la liberazione dell’imputato ma ha immediatamente imposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati. In pratica, Bagnato non può mettersi nelle vicinanze né stabilire contatti con la donna finché la misura rimane in vigore.
- Aprile – Fine della relazione dopo circa dieci anni.
- Da aprile – Denunce di pedinamenti e pressanti richieste di chiarimento da parte della donna.
- Lunedì sera – Arresto a Roma mentre sostava davanti all’abitazione della ex compagna; agente riferiscono agitazione e insulti.
- Martedì – Udienza per giudizio direttissimo; rilascio con divieto di avvicinamento.
La misura cautelare può avere conseguenze pratiche anche sul piano lavorativo. Entrambi risultano legati a Rai Radio 2: la posizione che Bagnato ricopre presso la radio potrebbe essere temporaneamente sospesa qualora il divieto gli impedisse di svolgere le sue mansioni o accedere a luoghi di lavoro condivisi con la vittima.
Dal punto di vista procedurale, il ricorso al giudizio direttissimo indica che il procedimento è entrato nella fase dibattimentale in tempi rapidi, evitando la fase preliminare. Nei prossimi giorni gli inquirenti potranno raccogliere ulteriori elementi e valutare eventuali sviluppi processuali: la misura può essere confermata, modificata o revocata, e l’accertamento definitivo sulla responsabilità si svolgerà con le fasi successive del processo.
Le autorità mantengono il riserbo sulle indagini in corso; al momento non sono stati resi noti dettagli oltre quelli riferiti in aula dagli agenti intervenuti.
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