Una chiesa piena, lacrime e parole che mettono al centro una domanda: come impedire che la violenza domestica resti normalizzata nella quotidianità? A Bergamo, amici e familiari hanno reso l’ultimo saluto a Valentina Sarto, uccisa la scorsa settimana, trasformando il funerale in un monito collettivo contro gli abusi.
La cerimonia si è svolta nella parrocchia di Borgo Santa Caterina, dove centinaia di persone hanno partecipato alle esequie officiate da don Pasquale Pezzoli e don Giampaolo Tironi. All’ingresso della chiesa la famiglia ha atteso il feretro per lunghi, intensi abbracci: la madre Lia e il fratello Simone si sono chinati sulla bara in un momento di commozione profonda.
Secondo quanto ricostruito, Valentina, 41 anni, è stata trovata senza vita nell’abitazione della coppia in via Pescaria a Bergamo. L’accusa è che sia stata accoltellata dal marito, Vincenzo Dongellini, originario di Sassoleone (Casalfiumanese), con numerose ferite.
All’esterno della parrocchia si sono radunati anche molti clienti e tifosi dell’Atalanta che frequentavano il piccolo locale, il “Baretto”, dove Valentina lavorava. Alla fine della funzione, l’emozione è salita ancora: un’amica, Francesca, ha cantato la canzone “Gli angeli” mentre il feretro usciva tra applausi sommessi e silenzi carichi di dolore.
I messaggi letti da amigas e conoscenti hanno ricordato una donna descritta come piena di speranze e desiderosa di vivere, nonostante le difficoltà che la affliggevano. Le parole delle amiche Silvia e Stefania hanno richiamato la sua determinazione silenziosa: “Sei stata la nostra sorellina”, hanno detto, invitando a non dimenticare la sua storia.
Il parroco ha richiamato l’attenzione della comunità su un punto che è diventato il filo conduttore del funerale: la violenza non comincia solo con il gesto estremo, ma spesso si annida nelle parole e negli atteggiamenti quotidiani. Una riflessione rivolta a chi assiste, incapace a volte di trovare strumenti adeguati per intervenire prima che sia troppo tardi.
- Vittima: Valentina Sarto, 41 anni
- Accusato: Vincenzo Dongellini, marito, originario di Sassoleone
- Luogo del fatto: abitazione in via Pescaria, Bergamo
- Funerale: parrocchia di Borgo Santa Caterina; celebranti don Pasquale Pezzoli e don Giampaolo Tironi
- Momenti chiave: testimonianze delle amiche, canto commosso di un’amica all’uscita del feretro
Tra i presenti anche la sindaca Elena Carnevali, a testimonianza dell’attenzione istituzionale sulla vicenda. Fuori dalla chiesa, il clima era quello di una comunità attonita che si interroga sulle misure di prevenzione e sul sostegno alle vittime.
Il caso riaccende questioni pratiche e politiche: come migliorare la rete di protezione per chi vive situazioni di tensione domestica? Quali segnali leggere prima che degenerino? Senza entrare in ipotesi sulle indagini in corso, il funerale ha chiarito che il dolore privato si è trasformato in un richiamo pubblico a non abbassare lo sguardo.
La città, intanto, resta in lutto. Le indagini da parte delle autorità proseguono per chiarire tutti i passaggi della tragedia, mentre familiari e amici continuano a raccogliere ricordi e messaggi per mantenere viva la memoria di Valentina.
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