A Metz, due novità rendono la città più interessante del solito per gli amanti dell’arte e del design: al Centre Pompidou‑Metz è in corso una mostra che celebra il centenario di François Morellet, mentre la recente apertura dell’hotel progettato da Philippe Starck ha appena ottenuto un riconoscimento al Salone del Mobile 2026. Queste due iniziative mettono in luce come passato e contemporaneo dialoghino oggi più che mai nella città lorenese.
La retrospettiva intitolata “Morellet 100 per Cent”, curata da Michel Gauthier e visitabile fino a fine settembre, propone un percorso ampio e non convenzionale attraverso l’opera dell’artista francese: dalla produzione giovanile figurativa fino alle installazioni luminose e cinetiche che anticipano molte pratiche della digital art contemporanea.
Il montaggio espositivo gioca sulla dualità: razionalità geometrica e azzardo provocatorio convivono e si rispondono. Sono esposti lavori compresi tra il 1941 e il 2016 — quasi cento pezzi che evidenziano l’evoluzione stilistica di Morellet, con richiami a figure come Piet Mondrian sul fronte della rigore compositivo e a Francis Picabia per la spinta verso la rottura delle regole.
Tra gli oggetti più sorprendenti della mostra ci sono le installazioni luminose: composizioni che si accendono e si spengono su ritmi non prevedibili, sincronizzate in modo da fornire al visitatore un’esperienza percettiva attiva. Alcune opere costituiscono veri e propri precedenti della data‑art, perché la loro fruizione dipende dalla partecipazione e dal movimento dello spettatore.
La scelta di esporre 99 opere all’interno e il centesimo intervento en plein air — un murales che si vede attraverso una fessura appositamente creata al terzo piano del Centre — crea un dialogo visivo con la città: la sagoma della cattedrale fa da sfondo e trasforma la visita in un’esperienza che fonde museo e paesaggio urbano.
Morellet rimane un artista di contrasto: ha assorbito stimoli dalle avanguardie (Cobra, espressionismo informale) e dalle ricerche ottico‑cinetiche di Vasarely e Max Bill, ma ha sempre cercato un vocabolario personale fatto di ritmo, luce e misura.
Per chi vuole completare l’offerta culturale, il Centre Pompidou‑Metz ospita parallelamente altri progetti interessanti, tra cui una retrospettiva di Louise Nevelson e una mostra che mette a confronto approcci molto diversi come quelli di Maurizio Cattelan.
Dal punto di vista urbano, Metz non è solo musei: il centro storico mostra stratificazioni architettoniche che vanno dal romano al nouveau‑déco, mentre le rive della Mosella e della Seille offrono passeggiate panoramiche. E proprio nella skyline cittadina si inserisce la nuova creatura di Starck, l’hotel Maison Heler, concepito come un oggetto scultoreo che rielabora elementi narrativi dal romanzo inventato dall’architetto.
L’hotel ha spiccato per il suo linguaggio di arredo e per il progetto del ristorante al nono piano con vetrate dal carattere onirico — firmate dalla figlia di Starck — e ha ricevuto un premio come miglior intervento di design in ambito alberghiero al Salone del Mobile 2026. La struttura è già meta di visitatori che scelgono Metz anche per soggiornare e scoprire questi dettagli simbolici.
Per orientarsi sul posto, di seguito un riepilogo pratico con informazioni utili e contatti.
- Siti ufficiali: atout‑france.fr; tourisme‑metz.com; garesetconnexions.sncf/it/stazioni‑servizi/metz
- Mostra: “Morellet 100 per Cent” al Centre Pompidou‑Metz, aperta fino a fine settembre (curatore: Michel Gauthier).
- Come arrivare: opzione più rapida da Piemonte e Lombardia è volare su Lussemburgo (compagnie low cost e nazionali) e prendere il tram gratuito alla stazione di Luxembourg (circa 22 minuti) quindi il collegamento ferroviario diretto per Metz in ~55 minuti. Alternativa: collegamento ferroviario via Basilea e Strasburgo (cambio), con tempi complessivi intorno a 8–9 ore.
- Alloggio consigliato: Hotel La Citadelle Metz Gallery (ex struttura militare convertita con galleria d’arte), Maison Heler (progetto di Philippe Starck, due ristoranti: “La Maison de Manfred” al nono piano e “La Cuisine de Rose” al pianterreno).
- Ristorazione: nella Ville Impériale, vicino alla stazione, il ristorante “Emile e Lola” (Mercure Metz Centre) e la brasserie “Le 11” in Place du Roi Georges (tel. +33 03 72 72 94 50).
Perché vale la pena andare ora: l’esposizione su Morellet non è una semplice raccolta antologica, ma una lettura che rivela come molte pratiche di oggi — dall’interattività luminosa alle ricerche sul dato visivo — trovino radici già nel secolo scorso. Un’occasione per capire i legami tra modernismo geometrico e le tendenze digitali contemporanee, guardando al contempo a una città che reinventa i suoi spazi con progetti di design internazionali.
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