Mohammad Hannoun: la Cassazione revoca l’arresto dell’attivista accusato di finanziare Hamas

Di : Lorenzo Dalmoro

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La Corte di Cassazione ha annullato l’arresto di Mohammad Hannoun, fondatore dell’associazione di solidarietà con il popolo palestinese, e ha rimandato la decisione sul provvedimento cautelare alla sezione del tribunale del Riesame di Genova. La pronuncia trasferisce il caso al vaglio del Riesame, mentre Hannoun resta detenuto nel carcere di Terni in attesa del nuovo giudizio.

La decisione della Cassazione interviene su un’inchiesta che aveva portato lo scorso dicembre all’arresto di sette persone, accusate di aver finanziato il movimento islamista. Con il rinvio alla magistratura del Riesame, si riapre la partita sulle misure restrittive che coinvolgono il fondatore dell’associazione e altri tre indagati ancora in carcere.

Chi è Mohammad Hannoun

Hannoun, 63 anni, è un attivista di origine palestinese noto per l’impegno pubblico in favore della popolazione di Gaza e della Cisgiordania. Vive in Italia dal 1983 e ha fondato l’organizzazione che raccoglieva fondi per progetti di assistenza: la Onlus è finita nel mirino delle autorità giudiziarie più volte nel corso degli anni.

Alla fine degli anni Novanta la Procura di Genova raccolse sospetti su possibili legami con soggetti vicini a Hamas, ma quelle accuse furono in seguito archiviate. Nonostante l’archiviazione, le attività dell’associazione rimasero oggetto di attenzione da parte di uffici giudiziari e organismi antiriciclaggio, sia in Italia sia all’estero.

Periodo Evento Stato attuale
Fine anni ’90 Sospetti su possibili legami con gruppi estremisti Indagine archiviata
2021–2023 Segnalazioni internazionali e blocco di conti bancari Conti congelati da alcune banche
7 ottobre 2023 Escalation degli scontri in Medio Oriente; mobilitazioni in Italia Hannoun presente a numerose manifestazioni
Dicembre (anno scorso) Arresto con altre sei persone per presunto finanziamento a gruppi terroristici Custodia cautelare
Oggi Cassazione annulla l’arresto e rinvia al Riesame di Genova Hannoun resta detenuto in attesa della decisione

Negli ultimi anni più istituti finanziari e operatori di pagamento avevano bloccato trasferimenti e conti correnti legati all’associazione, a seguito di segnalazioni provenienti dall’estero. Tra il 2021 e il 2023, queste misure hanno inciso sull’attività della Onlus, che comunque ha sempre respinto le accuse di finanziamento a finalità terroristiche.

Le accuse e la difesa

Gli inquirenti sostengono che raccolte fondi pubblicizzate come aiuti umanitari sarebbero servite a sostenere organizzazioni illegali. Hannoun ha negato con fermezza ogni addebito, ripetendo che le donazioni erano destinate esclusivamente a progetti assistenziali.

Ora la palla passa al tribunale del Riesame di Genova: il collegio dovrà valutare la fondatezza delle misure cautelari sulla base degli elementi raccolti e decidere se confermare o revocare la detenzione.

Le implicazioni della vicenda vanno oltre il singolo procedimento. Da un lato solleva interrogativi sul rapporto tra intelligence internazionale e provvedimenti bancari; dall’altro richiama l’attenzione sulla tutela delle attività filantropiche in contesti politicamente sensibili. Anche la comunità di Genova, dove Hannoun risiede da decenni, segue con attenzione gli sviluppi.

  • Prossima tappa processuale: udienza al Riesame di Genova per rivedere le misure cautelari.
  • Effetto pratico immediato: Hannoun rimane in carcere a Terni fino alla decisione.
  • Rischi sulla società civile: possibili conseguenze sui controlli bancari e sulle donazioni a organizzazioni non profit.

Non ci sono al momento nuove scadenze pubbliche comunicate dalla Procura; il pronunciamento del Riesame determinerà il prossimo passo, sia sul fronte della libertà personale di Hannoun sia sull’eventuale prosecuzione delle indagini nei confronti degli altri indagati.

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