In cima al colle che ospita Mondovì Piazza si nasconde un sorprendente polo della carta stampata: tra palazzi affrescati e vicoli stretti, la città conserva macchinari d’epoca, antichi testi e nuove iniziative editoriali che ne rinnovano l’attrattiva culturale. Per chi arriva oggi, la visita vale non solo per la storia della tipografia piemontese ma anche per le piccole rivoluzioni contemporanee: un relais letterario, editrici locali in crescita e progetti che connettono scuola, turismo e artigianato culturale.
Un quartiere di libri e macchine da stampa
La via centrale, nota come Piazza, è una fascia lunga e stretta sul crinale: non un salotto pedonalizzato, ma un luogo dove auto e passanti convivono, e dove ogni angolo sembra custodire pagine e rilegature. I volumi si trovano ovunque — nelle sale di un museo, nelle stanze di un B&B, negli scaffali di palazzi storici — e raccontano una tradizione tipografica che qui non è mera nostalgia.
Il fulcro è il Museo della Stampa, ospitato nell’antico complesso progettato da Francesco Gallo: torchi, presse, caratteri mobili e inchiostri dialogano con supporti digitali, QR code e proiezioni multimediali. L’esposizione conserva macchine che risalgono a secoli fa, affiancate a contenuti interattivi pensati per le scuole; è un percorso che mette in evidenza il passaggio dalla stampa artigianale alle tecnologie contemporanee.
Tutta l’area è però poco segnalata: chi arriva deve prepararsi a cercare i cartelli. Vale la pena insistere, soprattutto perché Mondovì fu teatro di un primato piemontese: qui venne stampato, nel XV secolo, uno dei primi libri diffusi nella regione.
Un B&B che legge come un romanzo
Nel cuore della via Vico, il Palazzo Fauzone Relais è stato trasformato in un piccolo albergo di charme dove i libri non sono solo oggetti d’arredo ma parte dell’esperienza. Le camere sono tematizzate — dai classici alle fiabe moderne — con arredi studiati per richiamare l’atmosfera dei titoli scelti; alcune suite avranno terrazze private e dettagli pensati per coppie e viaggiatori in cerca di quiete culturale.
Dietro il progetto ci sono due figure del mondo editoriale: Barbara Franco, autrice e curatrice di collane per l’infanzia, e Massimo Pellegrino, che ha recentemente lasciato un ruolo dirigenziale in una grande casa editrice. La loro esperienza ha favorito l’inserimento di volumi contemporanei e editori noti negli spazi del relais, rendendo la struttura un punto di contatto tra lettori, autori e professionisti del settore.
Non si tratta solo di estetica: i libri non sono in prestito, ma a disposizione per la consultazione in loco, mentre le colazioni propongono prodotti del territorio e l’atmosfera è curata con dettagli artigianali e camini che contribuiscono al clima intimo dell’edificio.
Storie locali e patrimonio meno noto
La piazza ospita anche figure come Antonio Rizzi — sacrista, memoria storica del borgo e autore di testi che raccontano confessioni e vicende locali — e luoghi meno visibili al grande pubblico, come la sinagoga barocca di via Vico, fra le più interessanti del Piemonte per valore artistico e per la storia della comunità ebraica locale.
Il Museo della Stampa, oggi gestito da un’officina culturale, ha occupato a lungo il complesso dell’antico Collegio delle Orfane. La trasformazione da edificio religioso a spazio espositivo è un esempio di riuso che conserva tracce materiali — torchi arrugginiti, lastre tipografiche, archivi fotografici — insieme a linguaggi nuovi, come i contenuti multimediali pensati per il pubblico scolastico.
Tra i luoghi nascosti ci sono anche cunicoli e archivi sotto il tribunale, sale affrescate, fontane e bastioni che chi ama l’arte e la storia può scoprire con pazienza, magari accompagnato da guide locali o da letture che mettono ordine nelle tante storie della piazza.
Pratico per il visitatore
- Siti utili: visitcuneese.it | museostampamondovi.it
- Visite alla chiesa della Misericordia: aperta durante le funzioni o su appuntamento tramite lo IAT in piazza Maggiore (tel. 0174 330358); contatto per incontri con il sacrista disponibile su richiesta.
- Come arrivare: da Torino Porta Nuova in treno con Trenitalia — viaggio di circa un’ora; dalla stazione bus parte la funicolare che collega Breo a Mondovì Piazza in pochi minuti (attenzione: da aprile sono previste opere di manutenzione e periodi di chiusura per lavori di messa in sicurezza).
- Dove mangiare: ristoranti e osterie storiche in piazza offrono cucina locale; tra i locali segnalati figurano le cantine nel sottosuolo a pochi passi dal centro.
- Dove dormire: il Palazzo Fauzone Relais propone camere a tema letterario con vista sui colli e colazioni con prodotti tipici.
Per chi cerca un itinerario che unisca storia della stampa, sorrisi locali e un’esperienza sensoriale fatta di pagine e odori di legno antico, Mondovì Piazza rimane una tappa inaspettata ma convincente: un piccolo laboratorio culturale dove il passato tipografico convive con iniziative contemporanee che provano a restituire alla città una nuova centralità nel panorama editoriale piemontese.
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