Via ferrata a Vicoforte: brivido e arte sulla cupola del santuario

Di : Lorenzo Dalmoro

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Salire all’interno della grande cupola del santuario di Vicoforte è diventato un appuntamento sempre più richiesto: l’esperienza combina lo stupore per gli affreschi barocchi con l’adrenalina controllata di una vera e propria via ferrata. Perché conta oggi? Offre un modo nuovo di leggere monumenti storici—dall’arte alla tecnica—e spinge il turismo culturale verso visite immersive e guidate, sicure ma emozionanti.

La progressione lungo le pareti interne non è una scalata estrema ma un percorso esposto e verticale, dove si alternano passaggi stretti, sporgenze e brevi camini che ricordano le sensazioni delle vie dolomitiche, pur svolgendosi su una superficie monumentale. I partecipanti avanzano imbragati, caschi in testa, agganciando e sganciando il moschettone alla linea di sicurezza sotto la guida costante degli istruttori.

La salita

Si percorrono in tutto 266 gradini distribuiti tra scale, rampe, cunicoli e camminamenti che corrono lungo il tamburo della cupola. Arrivati ai circa 52 metri di altezza si toccano con mano le scene dipinte e si ha una prospettiva insolita sugli affreschi e sulle strutture murarie: un incontro ravvicinato con decorazioni che tradizionalmente si vedono solo dal basso.

La voce dei tour leader nelle cuffie accompagna ogni passo, indicando dove mettere mani e piedi e raccontando iconografia, miracoli e significato delle immagini. Non è permesso l’uso libero di attrezzature fotografiche: i telefoni si usano solo in custodie trasparenti fissate al collo per ragioni di sicurezza, un vincolo che limita le inquadrature ma garantisce l’incolumità dell’opera e dei visitatori.

Arte, architettura e numeri impressionanti

La cupola è una delle più grandi d’Europa con asse maggiore vicino ai 37,15 metri e minore di circa 24,80; l’esteso ciclo pittorico copre quasi 6032 metri quadrati e racconta, in un’unica sequenza avvolgente, la storia della salvezza secondo la tradizione cattolica.

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La decorazione barocca, affidata nel Settecento a quadraturisti e figuristi locali, fa da controcanto alla struttura progettata da architetti che si sono succeduti nei secoli: i lavori della cupola portarono la firma di Francesco Gallo, che li condusse tra il 1731 e il 1748, mentre la costruzione del santuario era iniziata alla fine del Cinquecento su progetto di Antonio Vitozzi.

Dal piano della piazza, con i suoi portici e il monumento equestre al committente storico, lo spettacolo illusionistico del soffitto si interpreta meglio: le prospettive affascinano e sorprendono chi si prende il tempo di osservare dal basso dopo l’avventura in quota.

La visita guidata in quota dura circa un’ora e mezza: un tempo breve rispetto ai secoli necessari per erigere l’intero edificio, ma sufficiente per offrire una lettura diversa del monumento.

Pratiche e consigli

La proposta è pensata per visitatori in buona salute fisica: non richiede esperienza alpinistica, ma impone attenzione e rispetto delle istruzioni. Le guide forniscono caschi e imbragature; è obbligatorio seguire le procedure di sicurezza e restare agganciati alla linea metallica durante i passaggi esposti.

Per chi desidera completare la giornata con comfort, alle porte di Mondovì sono disponibili sistemazioni e ristoranti che valorizzano la cucina locale; per un recupero fisico, negli ultimi tempi si è affacciata anche un’offerta di benessere legata ad alcune strutture alberghiere della zona.

  • Siti utili: informazioni e prenotazioni per le visite guidate sono consultabili sui portali turistici locali.
  • Come arrivare: da Torino Porta Nuova il treno per Mondovì impiega circa un’ora; dalla stazione un breve collegamento in autobus porta al centro di Vicoforte.
  • Durata della visita: circa 1 ora e 30 minuti in quota.
  • Equipaggiamento: casco e imbrago forniti; telefoni consentiti solo in custodie trasparenti assicurate al collo.
  • Dove mangiare: locali sotto i portici della piazza e ristoranti nel centro storico offrono piatti tradizionali monregalesi.
  • Dove dormire: strutture ricettive e relais storici nel centro di Mondovì sono la scelta più comoda per prolungare la visita.

Chi pensa di partecipare dovrebbe prenotare con anticipo: la formula guidata è molto richiesta, soprattutto nelle stagioni turistiche. Salire sulla cupola è un modo pratico e coinvolgente per comprendere l’intreccio tra arte, fede e tecnica costruttiva che caratterizza questo luogo unico del Piemonte.

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