Viaggiare o meglio spostarsi è anche un modo per immergersi in nuove sensazioni che, come sottolineava il grande Marcel Proust, non sono smorzate dalla routine quotidiana. Montenegro, in particolare durante il periodo del foliage, ma anche prima e dopo, offre una tavolozza di colori e riflessioni che incantano lo sguardo: tonalità di arancione, zafferano, verde scuro e rosso Rubens. Questo piccolo gioiello dei Balcani, con il 2025 alle porte, si proietta verso autunno e inverno, andando oltre le sue spiagge, i golfi, le pittoresche isolette e le coste frastagliate, che negli ultimi cinque anni sono state meta di quasi cinquecento tra imbarcazioni e navi da crociera ogni stagione. La vera essenza del Montenegro si ritrova nel suo ambiente montano, giovane e istruito, con un’età media di 39 anni e il 99% degli adolescenti che frequenta le scuole secondarie, optando per il liceo filologico e scientifico a Podgorica o per la scuola marittima di Kotor, quest’ultima con una lunga tradizione risalente alla “Albania veneziana”, mentre a Bar si predilige l’agronomia.
La magia autunnale e le sfide invernali
L’autunno trasforma il paesaggio in una sinfonia di colori vivaci che incorniciano le strade, perfette ma impegnative, intervallate da una variegata gamma di grigi nuvolosi che invitano alla riflessione. Nonostante i cento sfavillanti casinò, ospitati in altrettanti hotel piccoli e grandi, che attraggono una folla di giocatori d’azzardo tanto impulsivi quanto succubi, il film “007 Casino Royale” di Martin Campbell ha stuzzicato la curiosità dei visitatori stranieri sulla regione, imprimendola nella loro memoria.
Il film e la sua presunta ambientazione montenegrina nascondono però delle curiosità. In realtà, il primo romanzo di Ian Fleming della serie di James Bond, pubblicato nel 1953, si svolge in gran parte in un lussuoso casinò dove 007 sfida Le Chiffre, un agente nemico, in una partita di baccarat ad alto rischio. Fleming non aveva pensato al Montenegro, allora parte della Jugoslavia e sconosciuto nella narrativa internazionale; l’ambientazione nel romanzo era puramente inventata. È stato solo nel secondo film tratto dal romanzo, girato nel 2006 con Daniel Craig nei panni dell’agente segreto, che il torneo di carte viene ipoteticamente situato in Montenegro. Tuttavia, per ragioni logistiche e pratiche, le riprese sono state realizzate principalmente in Repubblica Ceca, a Karlovy Vary e Loket, mentre gli interni del teorico casinò montenegrino sono stati girati a Londra. Grazie al film, tuttavia, il Montenegro è entrato nell’immaginario collettivo (raggiungendo 8 milioni di spettatori in poche settimane). Oggi, un remake potrebbe essere girato nel lussuoso resort One&Only di Herceg-Novi, a seicento metri dalla spiaggia di Denovici, un luogo che attira gli stessi stranieri, spesso frequentatori dei casinò, che in estate si abbronzano indisturbati al sole.
Molti visitatori, tuttavia, restano indifferenti rispetto all’entroterra vario e selvaggio del Montenegro, che si trasforma da una dolce campagna a zone boscose, lacustri, alpine e rocciose, come il Parco Nazionale del Durmitor, segnato da canyon, gole, rapide, cascate e pareti rocciose affollate di escursionisti e alpinisti. Il nome del paese deriva infatti dalle sue montagne. I giocatori d’azzardo meno sedentari, tra le tensioni belliche che soffiano ovunque, si avventurano talvolta nella Maritime Heritage Collection del porto di Tivat, rimanendo affascinati dal sommergibile P-821 Hero, che richiama anch’esso la serie “007”.
Patrimonio culturale e naturale
Il Parco Nazionale di Scutari, istituito nel 1968 per preservare e proteggere il magnifico ambiente del lago e delle sue rive, ha visto il suo piano di conservazione e sviluppo elaborato solo nel 1997, e rappresenta uno dei parchi più belli d’Europa. È interessante notare che due terzi del Lago di Scutari si trovano in Montenegro e il resto in Albania. La nazione, ai tempi di Tito, era un crocevia multiculturale, multireligioso e multietnico; non a caso tutte le scritte e le didascalie nei musei e nei luoghi culturali sono in cirillico e in alfabeto latino. I suoi quattro siti UNESCO, con il Lago di Scutari in prima linea, sono stati attribuiti come stato successore alla Serbia-Montenegro.
Il lago è alimentato dalle falde acquifere e dai fiumi Moraca e Rijeka Crnojevica, rendendolo un luogo ideale per i birdwatchers, con oltre 280 specie documentate, alcune delle quali oggi stanziali a causa del riscaldamento globale. La sua ricca flora e fauna hanno contribuito a renderlo un sito Ramsar nel 2006, insieme al fiume Buna.
È comunque in autunno e in inverno, quando la stagione balneare sfuma e le spiagge sabbiose di Ulcinji, dominate dai minareti delle sue storiche moschee, profumano di lavanda e sono caratterizzate da cocomeri, e l’isolotto di pescatori di Sveti Stefan, trasformato in un esclusivo resort ancora in disputa tra lo stato montenegrino e l’operatore turistico Adriatic Properties, che il Montenegro offre il meglio di sé: autentico, ruvido, interessante.
Emozionante è anche la Kotor Serpentine, la spettacolare strada dei cento tornanti che parte dalla Baia di Kotor e si snoda attorno al Monte Lovcen fino a raggiungere l’antica capitale del paese, Cetinje. Questo stretto nastro asfaltato, benché perfettamente mantenuto, ha una lunghezza totale di 38 km e per percorrerlo ci vogliono circa un’ora e mezza, considerando che nonostante sia conosciuta come la strada dei cento tornanti, solo i primi venticinque sono effettivamente numerati. La vista è mozzafiato, simile alla ripida e tortuosa ascesa al passo del Maloia tra l’Engadina e la Val Bregaglia. I suoi tornanti sono frequentati sia da turisti che da crocieristi, perché passano vicino al villaggio di Njeguši, famoso per il suo prosciutto affumicato Njeguški pršut, che per dolcezza e bontà supera il prosciutto sloveno, lo speck altoatesino e il nostro San Daniele. Meno affollate, a 15 km da Kolasin, le baite rurali del villaggio di Gornje Lipovo accolgono i viandanti con grande ospitalità e tavolate imbandite di piatti caserecci: polenta concia di patate, farina, formaggio fresco, panna (il popolare Kačamak), gulash serbo-ungaro, pane fatto in casa, peperoni sotto aceto e prosciutto affumicato.
Un patrimonio da scoprire
Ancora più selvaggio nel cuore del paese, tra i fiumi Tara e Lim, si trova il Parco Nazionale di Biogradska Gora, l’unica foresta pluviale di tutta l’Europa. “Copre una superficie di circa 54 chilometri quadrati, ed è stato istituito nel 1952, sebbene la sua storia inizi quando Kolasin fu liberata dal controllo turco e l’immensa area fu donata al Principe Nikola Petrovič II nel 1878. Rimasto incantato, la proclamò sua riserva di caccia e tale rimase fino alla Prima Guerra Mondiale quando il sovrano venne cacciato. Morirà in Francia nel 1916 ma le sue spoglie sono ritornate nella terra natale nel 1989, proprio a Cetinje dove il museo a lui dedicato è arredato con mobili originali dell’ottocento e animali imbalsamati, nonostante sia stato saccheggiato durante la Seconda Guerra Mondiale. Grazie alla vecchia reale e privilegiata declinazione, la foresta si è preservata ed è rimasta quasi intatta fino a oggi: fa anche parte del programma UNESCO ‘Man and the Biosphere Programme’ perché conta 2mila specie di piante, rare e protette, ed è popolata da orsi, rospi, linci, falchi e lupi”, sottolinea la guida Nicola Grdinič.
INFO
– montenegro.travel
– nparkovi.me
– budva.travel
– kolasin.me
– catsmuseum.org
ARRIVARE
Da Roma Fiumicino in un’ora di volo con airmontenegro.com a Podgorica e poi auto a noleggio
MANGIARE E DORMIRE
A Kolasin, l’Hotel Bianca Resort and Spa e a Budva l’Hotel Maestral Resort&Casino offrono un’elegante sistemazione. Klisura è una casa rurale (tel.+38269238329) dove Miomir Dulović propone piatti caserec
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