Il panorama museale del Cairo si è ampliato con un nuovo colosso espositivo che cambia il modo di vedere l’antico Egitto: a due passi dalle Piramidi di Giza è infatti operativo da pochi mesi il Grand Egyptian Museum, mentre il vecchio Museo Egizio di Piazza Tahrir resta aperto con collezioni rinnovate. Per i visitatori e per la tutela del patrimonio questa svolta è significativa: sposta l’asse culturale verso il plateau delle Piramidi e ricolloca capolavori che fino a ieri erano in deposito.
Un’impronta monumentale sul paesaggio di Giza
L’edificio del nuovo museo non punta al virtuosismo architettonico quanto a una presenza fisica potente e riconoscibile: volumi ampi, piazzali che dominano la vista sulle tombe ed elementi scenografici pensati per introdurre il visitatore al racconto dell’antico Egitto. Nel vasto piazzale spicca un obelisco sospeso e, all’interno dell’atrio, domina una statua colossale dedicata a Ramses II.
La scenografia d’ingresso è studiata come un vero prologo: una lunga scalinata mette in mostra reperti su grande scala suddivisi in sezioni tematiche e conduce, attraverso una passerella morbida, a una grande finestra che si apre direttamente sulle Piramidi di Giza. Quel percorso visivo funge da invito a leggere il museo come parte del paesaggio archeologico circostante, non come un contenitore separato.
Dove trovare Tutankhamon — e perché conviene iniziare da lì
Tra le novità più rilevanti c’è il trasferimento dell’intero corredo di Tutankhamon nel nuovo complesso: 5.395 oggetti distribuiti su dieci sale, molti dei quali non erano esposti nel vecchio museo. L’insieme comprende la famosa maschera funeraria, i sarcofagi sovrapposti e i catafalchi dorati, ma anche un vasto apparato di oggetti di uso quotidiano che restituiscono complessità alla vita materiale dell’epoca.
Un suggerimento pratico per i visitatori: se il programma ufficiale indica la sezione di Tutankhamon come gran finale, valutate di cominciare la visita da lì. L’esperienza è intensa e rischia di essere affaticante se affrontata dopo ore di cammino tra sale ampie; iniziare dal tesoro reale permette di apprezzare con calma i dettagli.
La ragione per cui la tomba del giovane sovrano è sopravvissuta intatta è purtroppo legata a un caso di sotterfugio: scavi e saccheggi condotti su tombe vicine hanno portato a ricoprire la sua con detriti che, paradossalmente, ne hanno preservato il contenuto fino alla scoperta moderna.
Che cosa vedere oltre il Gem
Il panorama culturale del Cairo si è arricchito anche grazie al Museo nazionale della civiltà egiziana (aperto nel 2021), che ospita tra l’altro una sala delle mummie reali, e al tradizionale Museo Egizio di Piazza Tahrir, che non è stato svuotato ma ripensato, con molte opere prima in magazzino ora esposte.
Nel raggio intorno al Cairo meritano attenzione anche siti che non sempre figurano negli itinerari standard dei tour operator. Tra questi, Saqqara offre gioielli meno noti ma di grande valore archeologico, come tombe di alti funzionari e complessi funerari che completano la narrazione delle pratiche sepolcrali egizie.
- Must-see al Grand Egyptian Museum: la sala di Tutankhamon con la maschera e i sarcofagi; le grandi statue all’ingresso; la vista panoramica sulle Piramidi dalla finestratura d’arrivo.
- Altri luoghi da non perdere: la Sala delle Mummie al Museo nazionale della civiltà egiziana; le chiese copte e le moschee della Cittadella (inclusa la Moschea di Alabastro); il Serapeo e la Piramide a Gradoni di Saqqara.
- Tombe consigliate a Saqqara: la Tomba di Mehu, la Tomba di Mereruka, la Tomba Meridionale di Djoser, il complesso di Unas e il Serapeo con i sarcofagi dei tori Api.
Impatto turistico e paesaggistico
Lo spostamento di pezzi di grande richiamo verso il plateau di Giza ha implicazioni pratiche e simboliche: da un lato concentra l’offerta museale laddove si trovano i monumenti più visitati, facilitando percorsi turistici integrati; dall’altro aumenta la responsabilità di preservare lo spazio intorno alle Piramidi, che rischia di subire pressioni urbanistiche con la crescita della città .
Nel centro storico del Cairo la Cittadella conserva invece un tessuto urbano ricco di testimonianze post-faraoniche: le chiese copte e le moschee storiche offrono una prospettiva diversa sulla storia religiosa e sociale dell’Egitto.
Informazioni pratiche
Per chi arriva dall’Italia la compagnia di bandiera mantiene collegamenti regolari, mentre alcuni tour operator propongono formule brevi—come pacchetti di tre notti—ideali per un fine settimana lungo al Cairo.
In sintesi: il nuovo Grand Egyptian Museum ridefinisce l’esperienza di visita al patrimonio egiziano, ampliando l’offerta espositiva e spostando il fulcro dell’attrazione turistica vicino alle Piramidi. Per i viaggiatori questo significa nuove priorità di visita, maggiore attenzione al tempo in museo e l’opportunità di accostare capolavori riconosciuti a percorsi meno affollati come quelli di Saqqara.
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