Dal 4 al 7 giugno Fès ospita la 29ª edizione del Festival Mondiale della Musica Sacra, appuntamento che da oltre trent’anni mette in scena a ritmo di spiritualità il dialogo fra tradizioni religiose e culturali. In un momento in cui la diplomazia culturale è tornata al centro del dibattito internazionale, l’evento conferma il ruolo della città marocchina come piattaforma per la convivenza e l’incontro fra pubblici diversi.
Nato nel 1994 per promuovere pace e tolleranza, il festival ha conquistato un posto di rilievo nel panorama internazionale: nel 2001 l’UNESCO lo ha inserito tra i principali appuntamenti culturali mondiali. Ogni anno attira circa centomila spettatori e alterna concerti, cerimonie tradizionali e tavole rotonde su temi spirituali e sociali.
La programmazione 2026 riunisce artisti provenienti da 15 Paesi e mette in campo una pluralità di linguaggi: dalle melodie dei dervisci turchi ai canti cristiani, dalle pratiche sufi alle ritmiche dei gnaoua, eredità sonora delle comunità africane in Marocco. Sul palco sono già salite leggende internazionali — da interpreti della world music a nomi della scena classica e folk — mentre la direzione artistica cerca ogni anno di bilanciare nomi di richiamo e voci locali.
Luoghi e formato degli eventi
I concerti si svolgono in più punti della città, spesso con scenografie che valorizzano il patrimonio architettonico. Le mura della medina diventano facciate luminose che accompagnano le performance serali; la grande piazza davanti a Bab El Makina ospita gli spettacoli a pagamento, mentre le esibizioni gratuite si concentrano vicino a Bab Boujloud, ingresso principale per i visitatori che si addentrano nel cuore della città.
La medina di Fès, considerata la più estesa e articolata del mondo musulmano, fa da cornice: un dedalo di botteghe artigiane — tintori, conciatori, maestri dell’intaglio e tessitori — che forniscono al festival un contesto sensoriale unico. Intorno a Bab Boujloud si trovano anche alloggi economici, ristoranti e negozi di antiquariato, aspetti rilevanti per chi arriva in città durante gli spettacoli.
Le serate sufi e i riti collettivi
Tra i momenti più caratteristici ci sono le performance di confraternite sufi, spesso indicate come le serate più intense del programma. Le cerimonie, che combinano canti sacri, percussioni e sequenze ripetute di preghiera, culminano in passaggi corali e in stati di estasi collettiva: elementi che per i partecipanti rappresentano tanto un’esperienza spirituale quanto uno spettacolo culturale.
Una delle confraternite più note è quella degli aïssawa, fondata a fine Quattrocento nella regione di Meknès. I loro riti, ospitati in alcuni giardini storici come quello di Dar Tazi, si svolgono a notte fonda e possono protrarsi fino alle prime ore del mattino, creando un’atmosfera intensa e partecipata.
Altri concerti e incontri vengono allestiti in spazi storici come Dar Batha, l’ex residenza reale trasformata in museo, dove si alternano proposte più intime e percorsi espositivi legati all’artigianato e alla musica tradizionale marocchina.
Punti chiave
- Quando: 4–7 giugno, 29ª edizione.
- Dove: vari siti nella medina di Fès, fra cui Bab El Makina, Bab Boujloud, Dar Tazi e Dar Batha.
- Partecipazione: artisti da 15 Paesi nel 2026; circa 100.000 spettatori ogni anno.
- Obiettivo: promuovere tolleranza, dialogo interreligioso e scambi culturali.
- Rilevanza: inserito dall’UNESCO tra i festival internazionali più importanti (2001).
Nel corso degli anni il festival ha ospitato interpreti di caratura internazionale — nomi che hanno contribuito a dare visibilità globale all’iniziativa — e ha instaurato collaborazioni con rassegne europee, come lo scambio con MITO Settembre Musica avviato nel 2011, che ha portato produzioni condivise tra Fès, Torino e Milano.
Per la città e per l’economia locale l’evento rappresenta oggi più di una vetrina culturale: è un volano per il turismo, per gli artigiani e per le attività ricettive. Sul piano simbolico, nel clima geopolitico attuale, la manifestazione mantiene la sua funzione di luogo dove differenze religiose e culturali si raccontano attraverso la musica, con ricadute concrete sulla coesione sociale e sull’immagine internazionale del Marocco.
Informazioni pratiche
- Date: 4–7 giugno (programma dettagliato disponibile presso i canali ufficiali del festival e degli enti turistici marocchini).
- Tipologie di evento: spettacoli a pagamento e gratuiti, riti notturni, dibattiti su pace e spiritualità.
- Luoghi principali: Bab El Makina (ingressi a pagamento), Bab Boujloud (spettacoli gratuiti), Dar Tazi, Dar Batha.
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