Napoli contro Airbnb: il comune sfida gli affitti brevi con nuove regole!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Limitazione degli Affitti Brevi a Napoli

Seguendo l’esempio di cittร  come Bologna, Firenze, Venezia e Roma, anche Napoli ha deciso di adottare misure per regolare la crescita degli affitti brevi nel suo centro storico. La scorsa settimana, il consiglio comunale ha approvato un nuovo regolamento che mira a controllare questo fenomeno. A differenza di altre cittร , il regolamento napoletano รจ frutto di un lungo processo di analisi legali e urbanistiche, volto a minimizzare il rischio di impugnazioni da parte delle associazioni di proprietari di immobili.

Stando ai dati forniti da Inside Airbnb, un’iniziativa indipendente che valuta l’impatto degli affitti brevi, Napoli conta piรน di 10.000 alloggi di questo tipo, con un incremento dell’800% negli ultimi nove anni. La maggior parte di questi si trova nel centro storico, specialmente nei Quartieri Spagnoli e nella zona della Sanitร , aree densamente popolate.

Il fenomeno dei bed and breakfast ha visto una rapida espansione a Napoli, spesso senza rispettare i criteri legali necessari, inclusi gli spazi minimi richiesti per ospite. Molte strutture risultano irregolari e il loro numero varia, raggiungendo fino a 14.000 unitร  nei mesi estivi.

Giร  nel 2023, il sindaco Gaetano Manfredi aveva espresso la necessitร  di contenere gli affitti brevi per preservare la qualitร  della vita nei quartieri centrali. Nel suo ruolo di presidente dell’ANCI, l’associazione dei comuni italiani, Manfredi ha discusso a lungo con altri sindaci la possibilitร  di ottenere dal governo maggiore autonomia per i comuni in questa materia, ma senza successo. Di conseguenza, molti regolamenti sono stati indeboliti o annullati a seguito di ricorsi presso i tribunali amministrativi regionali.

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Altri regolamenti comunali hanno tentato di parificare gli affitti brevi a vere e proprie attivitร  commerciali, come gli hotel, aumentando cosรฌ le richieste e le sanzioni per gli alloggi. Tuttavia, a Napoli si รจ scelto un approccio diverso: gli affitti brevi resteranno classificati come residenziali, ma dovranno essere registrati come โ€œresidenze per usi turisticiโ€. Per trasformare un appartamento in tale categoria, sarร  necessario presentare una pratica edilizia specifica e non solo una comunicazione agli uffici competenti.

Prossimamente, si prevede di modificare il piano regolatore comunale per stabilire un limite alla percentuale di affitti brevi nel centro storico. Anche se la soglia di tolleranza non รจ stata ancora definita, si ipotizza che non supererร  il 30% degli alloggi totali, lasciando la maggioranza delle abitazioni a uso residenziale.

Per il momento, non รจ prevista una sospensione del rilascio delle licenze, una decisione che potrebbe portare a contenziosi legali. L’obiettivo รจ monitorare l’espansione degli affitti brevi e intervenire, se necessario, con misure fiscali non ancora specificate. Secondo Repubblica Napoli, questa strategia rappresenterebbe un compromesso tra la libertร  totale per i proprietari e l’imposizione di divieti piรน severi.

Agostino Ingenito, presidente dell’ABBAC, l’associazione dei bed & breakfast e affittacamere della Campania, ha elogiato l’approccio innovativo del comune, pur sottolineando che il settore รจ giร  fortemente regolato e che la richiesta di una pratica edilizia potrebbe non essere conforme alle normative regionali della Campania. Fino ad ora, non sono stati presentati ricorsi contro il nuovo regolamento.

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