Venezia: candidati sindaco si scontrano sulla sfida più urgente per i residenti

Di : Lorenzo Dalmoro

Condividi con i tuoi amici!

Un display in una vetrina vicino al ponte di Rialto segnala oggi poco meno di 48mila residenti nel cuore storico di Venezia: un numero che sintetizza un fenomeno in atto da decenni e che è tornato centrale nella campagna elettorale in vista delle urne del 24 e 25 maggio. La riduzione della popolazione non è solo statistica: influenza servizi, mercato immobiliare e la vita quotidiana di chi vive nella laguna.

Chi corre e perché la posta in gioco è alta

Nel capoluogo veneto sono in lizza otto aspiranti sindaci, ma la sfida vera è fra due candidati con chance concrete: Andrea Martella, esponente del Partito Democratico sostenuto da un ampio schieramento di centrosinistra e forze civiche, e Simone Venturini, assessore uscente della giunta di centrodestra guidata da Luigi Brugnaro. Dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra e una Regione governata a lungo dalla Lega, un cambiamento di segno opposto sarebbe rilevante a livello politico e simbolico.

Negli ultimi giorni utili per i sondaggi — prima del divieto di pubblicazione previsto dalla legge — le rilevazioni davano Martella in vantaggio di qualche punto su Venturini, ma il risultato rimane incerto e dipenderà molto dall’affluenza e dalla capacità dei candidati di presentare soluzioni concrete alla crisi della residenza.

Le cause dello spopolamento

Nel 1977 la popolazione del centro storico superava i 100mila; nel 2005 era scesa già sotto i 63mila. Oggi il conteggio pubblico mostra poco meno di 48mila residenti. Dietro questo trend ci sono più fattori interconnessi.

Una recente raccolta di studi promossa dalla Fondazione Gianni Pellicani, nel quadro del progetto “Ri-Pensare Venezia”, individua tra le principali ragioni:

Leggi anche  Elezioni Marche 2020: Scopri i risultati e come hanno votato!

  • Aumento degli affitti brevi e della conversione di appartamenti in strutture ricettive;
  • Costi di vita e abitazione molto alti rispetto alle possibilità di reddito locale;
  • Sostituzione dei negozi di quartiere con attività orientate al turismo;
  • Occupazione fortemente dipendente dal settore turistico, con salari e prospettive limitati per i giovani.

Secondo gli autori, questa pressione organizzativa e infrastrutturale mette in crisi tanto la quotidianità dei residenti quanto l’esperienza dei visitatori, e rischia di trasformare Venezia in un semplice luogo di transito piuttosto che in una città viva.

Le proposte dei principali candidati

Entrambi i contendenti hanno posto al centro del programma la questione dell’abitare, ma con approcci diversi e sovrapposizioni significative.

Andrea Martella propone un articolato piano casa che punta a ricollocare abitanti e famiglie attraverso misure coordinate: la creazione di un’agenzia per la casa che metta in contatto domanda e offerta, interventi di riqualificazione del patrimonio pubblico e limiti all’espansione degli affitti turistici. Il suo obiettivo dichiarato è rendere la città nuovamente attrattiva per chi vuole viverci, intervenendo su lavoro, servizi locali, sanità e trasporti.

Simone Venturini, dall’esperienza amministrativa sul turismo e la residenza, sostiene da parte sua l’importanza di migliorare la qualità della vita attraverso servizi mirati piuttosto che sussidi generalizzati. Ha già avviato un progetto operativo, finanziato per tre anni con tre milioni di euro, che ha aperto sportelli informativi a Mestre e a Cannaregio per affiancare chi cerca casa e chi offre alloggi. Nel suo programma figura anche l’attrazione di studenti, ricercatori e lavoratori digitali e il completamento di opere infrastrutturali per rendere più efficiente la mobilità urbana.

  • Misure comuni: agenzie per l’abitare, riqualificazione di alloggi popolari, gestione dei flussi turistici.
  • Differenze: Martella enfatizza la regolazione degli affitti brevi e l’uso mirato delle entrate turistiche; Venturini punta su qualità dei servizi e su iniziative già avviate dall’amministrazione uscente.

Impatto pratico per i cittadini

Le proposte non riguardano solo politiche astratte: coinvolgono chi cerca casa, chi affitta, i lavoratori del settore turistico e gli esercizi commerciali tradizionali. Se vincesse chi spinge per una stretta sugli affitti turistici, il mercato immobiliare potrebbe riassorbire unità abitative destinate alla residenza; se prevalesse l’approccio orientato ai servizi, il nodo sarebbe costruire un’offerta di lavoro e servizi che trattenga le famiglie e i giovani.

Un altro attore della partita è Matteo Secchi, fondatore del sito Venessia.com e ideatore del contatore visibile a San Bortolomio: sostenitore di Martella, è anche candidato in lista civica e porta in campagna l’urgenza di misurare e comunicare lo stato reale della popolazione.

Perché conta ora

Le elezioni del 24-25 maggio decideranno non soltanto chi guiderà la città ma anche quale mix di strumenti verrà adottato per provare a invertire una tendenza demografica che avanza da oltre mezzo secolo. La scelta avrà conseguenze concrete su servizi, trasporti, mercato immobiliare e sull’identità stessa di Venezia.

La posta in gioco è chiara: trasformare la laguna in un luogo dove si possa ancora vivere, lavorare e crescere una comunità, oppure lasciarla sempre più orientata esclusivamente al turismo internazionale. Gli esiti delle urne diranno quale strada verrà privilegiata nei prossimi anni.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!

Lascia un commento

Share to...