Ondata di calore perde forza dopo Ferragosto: weekend ancora afoso, primi temporali sabato

Di : Lorenzo Dalmoro

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La lunga ondata di calore che ha colpito l’Italia dalla fine di luglio sta finalmente perdendo vigore, ma il caldo resta protagonista per il Ferragosto e i primi segnali di peggioramento porteranno temporali violenti dal weekend. Per chi ha programmi all’aperto, cambi nei venti e scrosci in arrivo significano possibili interruzioni e un calo delle temperature previsto nei primi giorni della prossima settimana.

Sabato, giorno di massima affluenza sulle strade e nelle località turistiche, il termometro resterà alto in molte città. Domenica mattina le condizioni rimarranno simili, ma nel pomeriggio aria più fresca atlantica inizierà a sovrapporsi alla massa d’aria calda e umida presente da settimane, scatenando temporali che possono risultare intensi.

  • Previsioni massime per Ferragosto (indicative):

    • Firenze: 38 °C
    • Milano e Bologna: 35 °C
    • Roma: 34 °C
    • Torino: 33 °C
    • Bolzano e Palermo: 32 °C
    • Napoli: 33 °C
    • Bari: 29 °C

  • Quando aspettarsi il peggioramento:

    • Sabato pomeriggio: prime celle temporalesche locali.
    • Domenica pomeriggio: intensificazione dei fenomeni, soprattutto su Alpi, Prealpi, Piemonte, Liguria di Levante, Toscana e pianure venete.
    • Lunedì (17)–martedì (18): fase più acuta con calo diffuso delle temperature.
    • Seguiranno scenari divergenti: alcuni modelli indicano un ritorno del caldo fra martedì e mercoledì, altri un abbassamento già da mercoledì e un calo più esteso da giovedì (20).

Il contrasto tra l’aria atlantica più fresca e la massa calda persistente può generare temporali forti, spesso accompagnati da grandine e raffiche di vento. Le regioni alpine e le aree prealpine sono tra le più a rischio, ma non sono esclusi fenomeni severi anche lungo la costa tirrenica e nelle pianure settentrionali. La presenza di un Mediterraneo più caldo del normale contribuisce a rendere questi eventi particolarmente violenti.

Temporale con fulmini e nuvole scure minacciose
I temporali intensi sono attesi da sabato pomeriggio, soprattutto nelle Alpi e lungo la costa tirrenica.

Il numero di città sotto allerta massima è però in rapida diminuzione: all’inizio del mese erano 19 su 27, oggi il monitoraggio segnala sette capoluoghi in livello più alto (Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria) e per il fine settimana la lista dovrebbe ridursi ulteriormente.

Dietro questa persistenza di tempo caldo c’è una solida area di alta pressione. Un anticiclone mantiene l’aria compressa vicino al suolo: il movimento discendente riscalda le masse d’aria e impedisce il consueto rimescolamento, soffocando la formazione nuvolosa e deviando le perturbazioni atlantiche verso nord delle Alpi. Il risultato è una sorta di “coperchio” che favorisce la formazione di una bolla di calore stazionaria.

Mappa meteorologica con sistema di alta pressione
L’anticiclone mantiene l’aria compressa al suolo, creando una bolla di calore stazionaria.

Questo schema non è una novità, ma la frequenza e la durata degli episodi sono aumentate nelle ultime decadi. Uno studio pubblicato su PNAS nel 2025 ha registrato un incremento delle ondate di calore estive: dagli anni Cinquanta, quando si contava in media un episodio all’anno, si è passati a circa tre per estate. Gli autori collegano questo trend all’accelerazione del riscaldamento artico rispetto ai tropici, che indebolisce la differenza di temperatura tra poli ed equatore e altera le correnti atmosferiche; tuttavia, rimangono incertezze sui meccanismi precisi e i modelli climatici potrebbero sottostimare quanto questi eventi diventeranno lunghi ed estremi.

Il caldo di quest’estate ha interessato gran parte d’Europa. Il Copernicus Climate Change Service, che integra dati satellitari e osservazioni a terra, ha calcolato che la media di giugno e luglio 2026 nell’Europa occidentale è stata la più alta mai osservata: 21,62 °C, cioè 2,79 °C oltre la media climatologica e superiore al record precedente del 2022.

Le implicazioni pratiche sono immediate: maggiore stress sulla rete elettrica per i consumi di climatizzazione, rischi agricoli per colture e allevamenti, e attenzione ai traffici locali durante i temporali. Nei prossimi giorni sarà importante seguire gli aggiornamenti meteorologici locali e adottare precauzioni in caso di fenomeni intensi.

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