Manifattura e logistica: imprenditori applaudono De Pascale, chiedono meno burocrazia e più servizi

Di : Lorenzo Dalmoro

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14 agosto 2026 — La Regione Emilia-Romagna apre il cantiere su urbanistica, logistica ed edilizia sociale con una promessa di semplificazione che rischia però di restare sulla carta se non cambiano tempi e strumenti. Le richieste arrivate dagli imprenditori e dagli esperti puntano a trasformare annunci e intenti in interventi concreti con impatti immediati su imprese, famiglie e territorio.

Quali cambiamenti propone la Regione

Il presidente Michele de Pascale ha indicato la revisione della legge urbanistica come priorità, con l’obiettivo di snellire procedure sui piccoli Comuni e introdurre misure per l’affitto calmierato e una più capillare presenza di edilizia residenziale sociale su tutte le province della regione. L’idea è di conciliare sviluppo economico e politiche abitative, ma per le associazioni di categoria la partita si gioca sulla concretezza delle misure e sui tempi di attuazione.

“Burocrazia troppo lenta”

Burocrazia eccessiva e iter autorizzativi frammentati sono al centro delle critiche. Secondo Maurizio Croci, presidente di Ance Emilia-Romagna, le imprese si trovano ad affrontare decine di permessi per un singolo intervento, ostacolando sia l’ampliamento degli stabilimenti sia gli investimenti nell’housing sociale.

Documenti burocratici accumulati su una scrivania di ufficio
La burocrazia eccessiva rappresenta uno dei principali ostacoli per le imprese regionali

La conseguenza è una catena di ritardi: cantieri che non partono, progetti bloccati e opportunità di finanziamento non sfruttate. Per questo le richieste principali riguardano una semplificazione del percorso dei Pug (Piani urbanistici generali) e una maggiore coerenza tra i diversi soggetti pubblici coinvolti.

  • Snellire le autorizzazioni per ridurre tempi e costi per imprese e Comuni.
  • Estendere l’Ers a tutte le province, non solo nei contesti economicamente più forti.
  • Introdurre strumenti per l’affitto calmierato rivolti anche a lavoratori e famiglie con bisogni reali.
  • Favorire investimenti nella manifattura con procedure più agili e finanziamenti mirati.
  • Coordinare infrastrutture e poli logistici con una regia pubblica efficace.

Logistica: serve una regia pubblica

Dal fronte logistico arriva l’allarme sulla mancanza di pianificazione. Marco Marcatili, presidente del Caab, solleva la necessità di una governance pubblica capace di mettere ordine tra interporto, porto di Ravenna e gli aeroporti regionali, così da trasformare la posizione geografica della regione in vantaggio competitivo e non in potenziale freno allo sviluppo della filiera.

Containers e attrezzature portuali in un terminal logistico
Il porto di Ravenna e i poli logistici regionali richiedono una governance coordinata

La debole integrazione della logistica ha avuto effetti sulla capacità di esportazione soprattutto nei settori dell’ortofrutta e dell’agroalimentare, dove territori come Padova e Verona hanno creato catene più performanti. Per Marcatili la Regione è chiamata a fare da regista per recuperare terreno e valorizzare la manifattura locale.

Misure concrete o solo promesse?

Luca Dondi dell’Orologio (Patrigest, ex Nomisma) richiama alla responsabilità: non basta annunciare, servono progetti realizzabili e misurabili. Sottolinea la necessità di costruire condizioni di competitività attraverso il dialogo tra istituzioni, territorio e mondo accademico, e di adottare una visione strategica che vada oltre interventi isolati.

Secondo Dondi, la vera sfida è mettere insieme competenze e risorse in una prospettiva di medio-lungo periodo, evitando soluzioni tampone che non generano ricadute economiche durature.

Se la Regione riuscirà a tradurre le proposte in regole chiare e tempi certi, l’effetto sarà tangibile: cantieri più rapidi, più posti di lavoro, accesso facilitato a case a canone moderato per chi lavora e investimenti produttivi più efficaci. In assenza di interventi strutturali, invece, il rischio è che rimanga solo il dibattito politico, con perdite per imprese e cittadini.

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