Da Bachelot Collection, opere di fotografi celebri come Brian Blake, Mario Giacomelli, Alfredo Eisenstaedt, Nan Goldin, Dorothea Lange. Disponibile fino al 5 ottobre
La società, i miti e le emozioni che hanno segnato la storia dal XX secolo fino ai giorni nostri sono il fulcro di una mostra fotografica di rilievo, ospitata fino al 5 ottobre al primo piano del Museo del Risorgimento.
Dallo storico scatto di Brian Blake a Pablo Picasso durante una corrida, alle visioni moderne di Paul Graham che cattura gli invisibili della società americana, la mostra presenta opere originali appartenenti alla Collezione di Florence e Damien Bachelot.
“È stata una vera rivelazione scoprire questa collezione a Parigi,” afferma la curatrice Tiziana Bonomo. “I Bachelot hanno una predilezione per la fotografia umanista, che si concentra sull’individuo all’interno del suo contesto sociale quotidiano. L’esposizione attraversa i capisaldi della fotografia globale, tra cui i giganti della fotografia francese e americana e artisti contemporanei che spesso si discostano dai canoni tradizionali. La loro espressione varia dal linguaggio fotografico all’uso innovativo delle immagini; se il Novecento mostra una certa coerenza stilistica, l’era contemporanea si distingue per l’uso del colore e per un impatto visuale quasi cinematografico, dove ogni fotografo esprime una marcata individualità.”
Quattro aree tematiche
La rassegna è strutturata in quattro aree tematiche: Miti, Emozioni, Società e Attualità. Si possono ammirare ritratti iconici di figure storiche come Albert Einstein e Ernest Hemingway, accanto a un insolito lightbox con Brigitte Bardot, creato da Elio Sorci, fotografo emblema della “Dolce Vita”. Vi sono inoltre ritratti di vita quotidiana, immortalati da maestri del calibro di Dorothea Lange, Saul Leiter, William Klein, Susan Meiselas, Elliott Erwitt, Nan Goldin e Mohamed Borouissa.
Nella sezione Società emergono le opere di fotografi che differiscono notevolmente tra loro, come quella degli anni Ottanta di Pierre Molinier, che rappresenta un edonismo estremo e teatrale, e diventa un gesto di ribellione. Qui è esposto anche l’unico italiano della mostra, Mario Giacomelli.
Nelle Emozioni, l’immagine del 1948 di Lella di Boubat cattura uno sguardo rivolto all’orizzonte, i capelli al vento e una camicetta che lascia intravedere il reggiseno, evocando un’immagine di innocenza e purezza, un’espressione spontanea e intensa, proiettata verso il futuro e capace di superare i confini temporali e storici dello scatto.
Il ritratto delle nuove generazioni
L’opera di Judith Joy Ross riflette l’impegno sociale e politico, offrendo un ritratto genuino delle giovani generazioni degli anni Novanta e delle tensioni che hanno caratterizzato la società di quel periodo.
In sinergia con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, la mostra include anche un video che esplora il patrimonio di 17.000 documenti fotografici conservati dal museo, con particolare attenzione ai ritratti di figure del Risorgimento come la Contessa di Castiglione, pioniera nell’uso della fotografia per costruire e diffondere la propria immagine nel XIX secolo.
“Il Museo,” commenta la presidente Luisa Papotti, “è aperto a ospitare eventi esterni, ma selezioniamo quelli che valorizzano le nostre collezioni. Questa occasione ci permette di riflettere sul significato delle nostre collezioni fotografiche, che ammontano a circa 17.000 opere, dai primi anni dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento.”
Per informazioni: https://www.museorisorgimentotorino.it.
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