Il legame inaspettato tra Camogli e Tristan Da Cunha
Immaginare un collegamento tra le pittoresche abitazioni colorate di Camogli, affacciate sulle acque del Mar Ligure, e un’isola vulcanica nell’Atlantico meridionale potrebbe sembrare improbabile. Tuttavia, esiste un profondo legame tra questo tranquillo borgo ligure e l’isola di Tristan Da Cunha, situata a oltre 2.000 chilometri dall’isola di Sant’Elena e a più di 2.700 chilometri da Città del Capo.
L’isola di Tristan Da Cunha fu avvistata per la prima volta nel 1506 dal navigatore portoghese Tristão da Cunha, che le diede il proprio nome. Rimase disabitata fino al XVII secolo, quando divenne una stazione per le navi olandesi e successivamente americane durante i loro viaggi attraverso l’oceano. Durante il periodo napoleonico, l’isola fu occupata dai britannici per prevenire eventuali aiuti ai francesi nel caso tentassero di liberare Napoleone, allora esiliato sull’isola di Sant’Elena. La rinascita di Tristan da Cunha avvenne verso la fine del XIX secolo.
Il 3 agosto 1892, il brigantino “Italia” della marina mercantile, partito da Londra con destinazione il Sud Africa e un carico di carbone, sotto il comando del Capitano Perasso di Chiavari, fu colpito da un incendio il 28 settembre mentre si trovava in pieno oceano Atlantico. L’equipaggio italiano non ebbe altra scelta se non quella di dirigere verso Tristan Da Cunha, l’isola più vicina. Dopo essersi arenati sulle sue coste rocciose, gli italiani ricevettero un’accoglienza calorosa dai pochi abitanti dell’isola. Utilizzando i resti del brigantino, l’equipaggio iniziò a costruire infrastrutture per sdebitarsi dell’ospitalità ricevuta.
Due membri dell’equipaggio originari di Camogli, Andrea Repetto e Gaetano Lavarello, si stabilirono sull’isola formando delle famiglie. Vissero di pesca, integrandosi con gli altri abitanti, provenienti da diverse parti del mondo. Negli anni, Repetto e Lavarello assunsero ruoli di rilievo nel governo dell’isola e i loro discendenti continuarono a parlare un dialetto derivato dal ligure, mescolato con l’inglese, lingua ufficiale del posto. Nel 1961, l’eruzione del vulcano sull’isola costrinse i liguri a un temporaneo esilio in Inghilterra.
Dal 1971, Tristan Da Cunha è dotata di un piccolo ospedale, chiamato Camogli Hospital, e la comunità di discendenza ligure mantiene stretti legami con la loro lontana terra d’origine. Questa è la storia di come i “mainà” di Camogli abbiano saputo adattarsi e prosperare in un ambiente così remoto e diverso dal loro nativo borgo marinaro.
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