Tasse di soggiorno: scopri le città più costose, tre sono italiane!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Molti viaggiatori organizzano con cura ogni aspetto delle loro vacanze: cercano il volo più economico, selezionano hotel che offrono la colazione e acquistano pass per i trasporti pubblici. Tuttavia, spesso trascurano un piccolo dettaglio che può incrementare notevolmente la spesa totale del viaggio: la tassa di soggiorno. Questo tributo locale, che si applica per ogni notte trascorsa in un alloggio turistico o, come sta diventando sempre più comune, anche per l’ingresso in alcune città, può variare significativamente da un luogo all’altro.

Oggi, è essenziale essere informati sull’ammontare della tassa turistica, motivo per cui Holidu, un portale europeo specializzato nelle prenotazioni di case vacanza, ha condotto uno studio dettagliato sulle città che impongono le tasse di soggiorno più elevate. I risultati dell’indagine hanno evidenziato una predominanza delle città americane in questa lista, anche se alcune città italiane non sono da meno.




Le città americane al vertice

Los Angeles si trova in cima alla lista, notoria per il suo clima soleggiato e le star del cinema. Dietro l’attrattiva di Venice Beach e le luci scintillanti di Hollywood, si cela una tassa turistica impetuosa: il 15,5% del totale della prenotazione. Questo significa che per un alloggio medio di 260 dollari a notte, il costo aggiuntivo è di oltre 40 dollari al giorno, arrivando a superare i 280 dollari in una settimana. Poco distante, New York richiede una quota simile: tra tasse fisse e percentuali, il costo giornaliero raggiunge quasi i 32 dollari. Washington D.C., Las Vegas e Montréal completano le prime cinque posizioni, dimostrando come molte metropoli vedano nel turismo una leva strategica di finanziamento urbano.




Confronti interessanti in Europa

Amsterdam guida la classifica europea come la città con la tassa turistica più elevata, che può raggiungere il 12,5% del costo dell’alloggio, traducendosi in una media di 18,45 euro a notte per i visitatori. Questo non è un caso: la città da tempo combatte l’overtourism anche attraverso il portafoglio dei suoi visitatori. Subito dopo, un quartetto di città greche — Atene, Rodi, Heraklion e Salonicco — applica una tassa fissa nota come “tassa di resilienza climatica”, che si aggira sugli 8 euro a notte per persona, intesa a supportare l’adattamento climatico nelle zone più vulnerabili del paese.




In sesta posizione tra le città europee si posiziona Berlino, che ha aumentato la propria tassa turistica al 7,5% dal gennaio 2025. Subito dopo, troviamo le città italiane. Milano e Roma occupano rispettivamente il settimo e l’ottavo posto nella classifica europea, ma si fanno strada anche nella Top 20 mondiale: Milano al 18° posto e Roma al 19°, insieme a Firenze. Nella città lombarda, gli ospiti di hotel di lusso pagano fino a 7 euro a notte, una tariffa aggiustata in previsione dell’Anno Giubilare, che vedrà un aumento anche per altre tipologie di alloggi come gli affitti brevi e le case vacanza, dove la tassa sarà di circa 6,30 euro a notte.




© R. Ian Lloyd / Masterfile 

Le città italiane con le tasse più alte

A Roma, la tassa varia a seconda della categoria dell’alloggio. Nei cinque stelle, si arriva a 10 euro a persona per notte, mentre negli alloggi più economici la tassa scende fino a 4 euro. Questo sistema è pensato per bilanciare l’afflusso turistico e reinvestire nelle infrastrutture della capitale, in vista di futuri eventi e di un incremento costante dei flussi turistici internazionali. Subito dopo Milano e Roma, troviamo Firenze e Bologna. Anche queste città hanno rivisto le loro tariffe negli ultimi anni. A Firenze, i pernottamenti nei cinque stelle costano fino a 8 euro a notte, mentre a Bologna è stato adottato un sistema a scaglioni che varia in base al prezzo della camera, potendo arrivare fino a 7 euro a notte.




Venezia: un caso esemplare

La città di Venezia ha superato il concetto tradizionale di tassa di soggiorno introducendo, a partire dal 2024, una tassa d’ingresso, pensata per scoraggiare il turismo giornaliero e preservare l’equilibrio delicato della città. Chi arriva a Venezia senza pernottare paga da 3 a 10 euro al giorno, a seconda del periodo. Questa misura innovativa è osservata con interesse da altre destinazioni europee che stanno considerando politiche simili.




Prossime tasse in vista

Anche altre città, non solo quelle già menzionate, si preparano a introdurre tasse turistiche. Edimburgo, per esempio, prevede di implementare una tassa di soggiorno dal 2026, pari al 5% del costo dell’alloggio. Anche la Thailandia si appresta a introdurre una tassa d’ingresso per tutti i turisti stranieri entro la fine del 2025, pari a 300 baht (circa 7,50 euro), finalizzata al finanziamento di un fondo per l’assicurazione sanitaria e al miglioramento delle infrastrutture turistiche. È evidente che la tassa turistica non è più un dettaglio trascurabile nel budget di viaggio. Anche se spesso sottovalutata, può influenzare significativamente il costo finale di una vacanza. Basta fare due calcoli: una famiglia di quattro persone che soggiorna per cinque notti in una città come Roma o Amsterdam può finire per pagare oltre 200 euro in più. Moltiplicando questa cifra per milioni di visitatori all’anno, si comprende perché sempre più amministrazioni locali decidano di sfruttare questo strumento. Holidu offre un calcolatore online che aiuta a stimare con precisione quanto si pagherà di tassa nella propria destinazione, in base alla durata del soggiorno e al tipo di alloggio.

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