A 79 anni Antonia Mazzoni ha realizzato un sogno rimasto sospeso per tutta la vita: laurearsi. La sua storia — di chi ha insegnato per decenni, ha continuato a fare volontariato e ha scelto la ricerca sul territorio locale — è un promemoria pratico sul valore dello studio continuo e sul peso delle radici culturali per una comunità.
Antonia ha festeggiato il traguardo accogliendo la corona d’alloro: preferisce essere chiamata maestra, ruolo che definisce ancora centrale nella sua identità nonostante la pensione. «L’insegnamento mi ha formato tanto quanto io ho formato i bambini», racconta, ricordando come la professione le abbia insegnato pazienza, ascolto e cura.
Un sogno rimandato, ora ripreso
La decisione di tornare sui libri è nata da un desiderio mai sopito: studiare all’università non era stato possibile da giovane per ragioni economiche familiari. «I miei genitori non potevano permetterselo», spiega Antonia. L’occasione è arrivata grazie anche alla spinta di un familiare: sua figlia, iscritta a Beni Culturali a Ravenna, l’ha incoraggiata a provarci.
Così, in età avanzata, ha intrapreso un percorso accademico che l’ha portata a discutere una tesi sulla storia delle risorse idriche locali, una materia che combina memoria, ambiente e patrimonio.
La tesi: acqua, sorgenti e infrastrutture locali
Per la sua ricerca Antonia ha approfondito il tema delle acque e sorgenti nella Terra di Meldola. Nel lavoro ha ricostruito la vicenda dell’acquedotto costruito da Traiano nel 109 d.C. e successivamente ristrutturato da Teodorico nel 502 d.C., che trasportava acqua da Meldola fino a Ravenna e al porto di Classe.
Un secondo capitolo è stato dedicato al canale Doria, esempio di opera idraulica costruita dall’uomo che ha avuto effetti concreti sulla vita economica e sociale del territorio.
La tesi coniuga ricerca storica e attenzione al paesaggio: conoscere queste infrastrutture significa capire processi antichi che ancora oggi influenzano risorse e comunità locali.
Volontariato e impegno sociale
La laurea è solo l’ultimo atto di un impegno più lungo. Dopo la pensione Antonia non si è fermata: ha portato avanti progetti di lettura nelle scuole primarie e attività di alfabetizzazione per alunni stranieri.
Negli ultimi tre anni ha lavorato con la Caritas nella scuola di lingua italiana per adulti immigrati, sottolineando come l’insegnamento rimanga per lei uno strumento di inclusione sociale.
- Età: 79 anni
- Professione: insegnante elementare in pensione (40 anni di servizio)
- Tesi: “Acque e sorgenti nella Terra di Meldola”
- Temi chiave: acquedotto traianeo, restauro teodoriciano, canale Doria
- Volontariato: progetti di lettura, alfabetizzazione per stranieri, scuola di lingua Caritas
Antonia rivolge un invito a tutte le età: non rassegnarsi, coltivare un desiderio importante e impegnarsi per raggiungerlo. «Ai giovani dico: se avete un sogno, cercate di realizzarlo», afferma, mentre ai coetanei raccomanda di restare attivi e curiosi.
La sua storia, semplice e concreta, mette in luce due questioni di interesse pubblico: il ruolo del lavoro educativo nella costruzione del capitale sociale e l’importanza di politiche e percorsi che facilitino l’accesso allo studio lungo tutto l’arco della vita.
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