Lussemburgo: Orcolat entra in scena con Fogolar e il Consiglio

Di : Marcelina Vescovi

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A Bettembourg una mostra fotografica riporta al centro dell’attenzione il terremoto che colpì il Friuli nel 1976, proponendo uno sguardo sulla ricostruzione e sul legame tra la regione e le sue comunità all’estero. L’inaugurazione ha messo in luce il valore delle immagini come strumento di memoria collettiva e di dialogo interculturale, a cinquant’anni da quei giorni che segnarono l’avvio di una nuova fase per il territorio.

La cerimonia si è svolta al Castello di Bettembourg, dove il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha partecipato insieme al presidente del Fogolar Furlan, Stefano Milani, all’apertura dell’esposizione. L’iniziativa è stata promossa dal Fogolar con il sostegno dell’Ente Friuli nel Mondo e si basa su materiale fotografico conservato dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia.

Una mostra tra memoria e ricostruzione

Le immagini raccolte raccontano non solo la devastazione, ma anche le azioni di solidarietà, l’impegno per la ricostruzione e il ritorno a una vita quotidiana ricostruita pezzo dopo pezzo. Riflettono inoltre il ruolo giocato dalle comunità friulane all’estero nel sostenere il territorio natale, intrecciando storie personali e collettive.

Per gli organizzatori l’esposizione ha una duplice funzione: conservare fonti visive coerenti per la ricerca storica e mantenere vivo il ricordo nelle nuove generazioni, molti dei cui legami con il Friuli sono mediati dall’esperienza migratoria.

Perché questa mostra è rilevante oggi

Il cinquantesimo anniversario rende l’evento un’occasione di riflessione sul patrimonio culturale e sulla resilienza delle comunità. In un’epoca in cui la conservazione digitale e l’accesso agli archivi sono temi cruciali, l’esposizione evidenzia l’importanza di tutelare testimonianze visive per studio e prevenzione.

  • Temi principali: danni e ricostruzione, aiuti internazionali, vita quotidiana dopo il sisma.
  • Provenienza delle immagini: archivi storici del Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia.
  • Organizzazione: iniziativa promossa dal Fogolar Furlan con il sostegno dell’Ente Friuli nel Mondo.
  • Obiettivo culturale: collegare le comunità friulane nel mondo con la memoria storica della regione.

La mostra offre quindi spunti concreti per storici, cittadini interessati alla propria identità culturale e amministrazioni locali impegnate nella gestione del rischio e nella conservazione del patrimonio. La selezione fotografica funge da ponte tra passato e presente, mostrando come la memoria collettiva possa informare scelte future.

Restano al centro dell’attenzione il valore dell’archivio e la necessità di progetti che traducano la memoria in conoscenza accessibile: la rassegna al Castello di Bettembourg è un passo in questa direzione, collegando il territorio friulano alle sue comunità disseminate oltre confine.

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