Yves Saint Laurent 90 anni: come vivere Marrakech in 48 ore tra musei e giardini

Di : Lorenzo Dalmoro

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Nel 1966 Yves Saint Laurent arrivรฒ a Marrakech e, insieme al suo compagno Pierre Bergรฉ, trovรฒ un paesaggio che avrebbe alimentato per decenni la sua immaginazione creativa. Sessantโ€™anni dopo, la cittร  non รจ soltanto un luogo di pellegrinaggio per gli appassionati di moda: รจ lโ€™esempio piรน evidente di come lโ€™incontro tra un artista e una cittร  possa trasformare il volto di un territorio e la sua economia culturale.

Allโ€™epoca Marrakech era ancora lontana dal turismo di massa: una capitale meridionale ricca di tradizioni berbere, crocevia di carovane e mercato di mestieri antichi. Piazza Djemaa el-Fna era un teatro popolare di storie, musiche e artigianato; le botteghe della Medina diffondevano profumi di spezie e lane tinte a mano che catturavano lo sguardo e lโ€™olfatto.

Un incontro che cambiรฒ la cittร 

Lโ€™arrivo di Saint Laurent non fu un fenomeno isolato: coincise con lโ€™interesse europeo per il Marocco, ma la sua presenza accelerรฒ trasformazioni concrete. Dopo aver acquistato un riad nella Medina โ€” la celebre casa soprannominata poi โ€œCasa del Serpenteโ€ โ€” e piรน tardi una dimora al Jardin Majorelle, lo stilista e Bergรฉ sfiorarono la scena locale con salotti che mescolavano celebritร , artisti e figure della controcultura.

Questi incontri privati, spesso frequentati da personalitร  internazionali, contribuirono a rendere Marrakech una meta ambita per designer, fotografi e viaggiatori facoltosi. Le antiche abitazioni furono ristrutturate, riad convertiti in boutique hotel e il tessuto urbano subรฌ una progressiva riqualificazione che ha cambiato tanto il mercato immobiliare quanto lโ€™offerta culturale.

Tra ereditร  culturale e turismo

La musealizzazione dei luoghi legati allo stilista ha fissato la memoria di quegli anni: il Musรฉe Yves Saint Laurent ai Jardin Majorelle (aperto nel 2017) raccoglie collezioni di abiti, bozzetti e oggetti che raccontano il rapporto tra la moda e il paesaggio marocchino. Accanto, il Musรฉe Pierre Bergรฉ des arts berbรจres espone una vasta selezione di artigianato tradizionale, ricordando le radici nordafricane che ispirarono molte linee dello stilista.

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Ma la metamorfosi ha un doppio lato. Da un punto di vista positivo, la valorizzazione ha portato attenzione internazionale, investimenti e opportunitร  per settori dellโ€™ospitalitร  e dellโ€™artigianato. Dallโ€™altro, lโ€™acquisto massiccio di riad da parte di stranieri e la crescita dei prezzi hanno sollevato interrogativi su sostenibilitร , autenticitร  e accesso degli abitanti locali agli spazi storici.

Allโ€™origine di questa trasformazione ci sono scelte individuali e flussi culturali: il magnetismo esercitato dalla luce, dai colori e dalle tradizioni marocchine attirati da Saint Laurent fu lo stesso che affascinรฒ in precedenza pittori come Matisse o Delacroix, e che oggi continua a nutrire lโ€™immaginario turistico.

Itinerario in breve: due giorni sulle tracce di Saint Laurent

Per chi vuole capire come Marrakech abbia ispirato lo stilista, ecco un percorso sintetico che combina luoghi simbolici e mercati tradizionali.

  • Giorno 1 โ€” Jardin Majorelle e Villa Oasis; visita al Musรฉe Yves Saint Laurent e al Musรฉe Pierre Bergรฉ des arts berbรจres per contestualizzare lโ€™ereditร  artistica e artigianale.
  • Giorno 1 (pomeriggio) โ€” Passeggiata nella Medina, tra il suq dei tintori e il mercato delle spezie; sosta al palazzo della Bahia, capolavoro dellโ€™artigianato ottocentesco.
  • Giorno 2 โ€” Esplorazione dei vicoli di Djemaa el-Fna al mattino; visita alla Mellah (lโ€™antico quartiere ebraico) e al suq dei gioiellieri.
  • Escursione โ€” Vallรฉe de lโ€™Ourika, a circa unโ€™ora dalla cittร , per vedere il giardino botanico che Saint Laurent aveva voluto come laboratorio di piante e profumi.

Luoghi e sapori

La cucina รจ parte integrante dellโ€™esperienza: nei ristoranti storici si trovano piatti della tradizione imperiale come la pastilla e la tanja, mentre le bancarelle serali in piazza offrono tajine, couscous e la semplice bissara, tipica crema di fave.

Tra le opzioni gastronomiche, un locale antico nella Medina propone menรน tradizionali in ambienti decorati con piastrelle e fontane; per chi preferisce spendere meno, i banchi della piazza la sera rimangono lโ€™alternativa piรน autentica e popolare.

Perchรฉ conta oggi

Il caso di Marrakech dimostra come un singolo protagonista culturale possa innescare processi di trasformazione duraturi: dalla salvaguardia di un patrimonio materiale allโ€™aumento delle pressioni immobiliari. Per i viaggiatori contemporanei significa scegliere tra diverse versioni della cittร  โ€” quella preservata, quella riqualificata e quella scalata dal turismo internazionale โ€” e confrontarsi con scelte etiche di visita.

Per gli operatori culturali e urbani, la sfida resta trovare un equilibrio tra valorizzazione, inclusione locale e tutela dellโ€™identitร  storica.

Informazioni pratiche

  • Musei: Musรฉe Yves Saint Laurent ai Jardin Majorelle (biglietti e orari consultabili online).
  • Come muoversi: la Medina รจ percorribile a piedi; per Jardin Majorelle e la Ville Nouvelle conviene un breve taxi.
  • Escursioni: Vallรฉe de lโ€™Ourika รจ raggiungibile in circa unโ€™ora dโ€™auto; molte agenzie locali offrono tour giornalieri.
  • Periodo consigliato: primavera e autunno per clima temperato, evitare lโ€™estate piรน calda.

Marrakech resta oggi una cittร  a piรน velocitร : custodisce un passato artigiano e rituale mentre convive con i segni della sua recente fama internazionale. La visita ai luoghi di Yves Saint Laurent รจ un osservatorio privilegiato per capire come arte, moda e turismo possano plasmare โ€” in meglio e in peggio โ€” lโ€™anima di una cittร .

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