Notte movimentata nelle valli del Cuneese: un violento temporale ha sorpreso escursionisti e villeggianti, costringendo l’elisoccorso regionale a due missioni in condizioni difficili. A Bobbio Pellice una madre e il figlio minorenne sono stati recuperati al buio nei pressi del Rifugio Barant e poi trasportati in ospedale per accertamenti.
Due interventi in contemporanea
La serata ha visto due emergenze quasi sovrapposte. Poco prima dell’allarme dalla Val Pellice, un’altra operazione era già in corso in Valle Varaita vicino alla Cima delle Lobbie, dove una escursionista francese è stata colta da grandine durante la discesa.

Nel caso di Bobbio Pellice, la scarsa visibilità provocata dalla tempesta ha fatto perdere il sentiero alla donna e al figlio. Si sono messi al riparo grazie all’intervento immediato del gestore del rifugio e di tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, che li hanno raggiunti a piedi, fornendo indumenti asciutti e assistenza di prima emergenza.
Il ruolo dell’elisoccorso e la manovra con verricello
Conclusa la missione in Valle Varaita, l’elisoccorso ha effettuato uno scalo tecnico per imbarcare due operatori del Soccorso Alpino e si è poi diretto verso la Val Pellice. Sul posto i soccorritori hanno recuperato i due tramite verricello e li hanno trasferiti in ospedale.
I trasportati sono stati ricoverati in codice verde per un principio di ipotermia, ma le condizioni generali sono risultate buone. L’uso del verricello ha permesso di evitare lunghi spostamenti a terra che, in quelle condizioni e con l’oscurità calata, sarebbero stati molto più rischiosi e lenti.
- Dove: zona del Rifugio Barant (Bobbio Pellice) e Cima delle Lobbie (Sampeyre).
- Cosa è successo: temporale con grandine; due persone disorientate e un’escursionista colta dalla grandine.
- Interventi: Soccorso Alpino a piedi, integrazione con elisoccorso notturno, recupero con verricello.
- Esito: trasferimento in ospedale in codice verde per ipotermia lieve; nessuna condizione critica segnalata.
Il responsabile del Servizio Regionale di Elisoccorso, Andrea Mina, ha sottolineato che la possibilità di operare con l’elicottero anche di notte e la stretta collaborazione con il Soccorso Alpino sono state decisive. Senza il supporto aereo, ha spiegato, i tempi di intervento e di evacuazione sarebbero stati molto più lunghi, aumentando il rischio di complicazioni dovute all’esposizione al freddo e agli agenti atmosferici.
Per chi frequenta la montagna, l’episodio conferma quanto sia importante prepararsi anche a variazioni improvvise del tempo: abbigliamento adeguato, fonti di illuminazione e la possibilità di comunicare la propria posizione possono fare la differenza in caso di emergenza.
- Portare sempre una torcia e una power bank.
- Segnalare la posizione ai soccorsi se ci si perde o si resta bloccati.
- Indossare strati caldi e impermeabili anche in escursioni brevi.
La sequenza di interventi di questa notte mette in evidenza due elementi chiave per la sicurezza in ambiente montano: la necessità di servizi di soccorso attivi 24 ore su 24 e la sinergia tra mezzi aerei e squadre di terra, soprattutto quando il maltempo complica visibilità e accessi.
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