Evasione sul gasolio: azienda di camion sotto indagine, sequestrate Ferrari

Di : Teodoro Montani

Condividi con i tuoi amici!

Un sequestro cautelare ha colpito conti correnti e una supercar nell’ambito di un’indagine della Procura di Torino su presunte frodi fiscali legate al consumo di carburante: per gli inquirenti, l’azienda avrebbe simulato consumi dei tir per ottenere crediti d’imposta inesistenti e sottrarre oltre un milione di euro alle casse pubbliche. L’operazione, partita da un controllo amministrativo, apre ora scenari giudiziari e contabili che interessano il settore dei trasporti e la concorrenza sul mercato.

Gli accertamenti hanno riguardato una ditta torinese del trasporto su gomma e due persone a vario titolo coinvolte nella gestione. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, il raggiro si sarebbe protratto tra il 2021 e il 2025, con dichiarazioni di consumo di gasolio sistematicamente gonfiate per ottenere vantaggi fiscali non dovuti.

Come funzionava il presunto sistema

I finanzieri descrivono una pratica basata sulla creazione di un credito d’imposta fittizio: la società comunicava alle autorità doganali volumi di carburante superiori a quelli effettivamente consumati, generando così rimborsi o sconti fiscali che non spettavano. Accumulati i crediti, i responsabili li avrebbero usati per compensare altri debiti tributari, azzerando imposte per centinaia di migliaia di euro.

Documenti contabili e dichiarazioni fiscali esaminate durante un controllo tributario
Le verifiche sui flussi bancari hanno fatto emergere la destinazione dei fondi illeciti

Le verifiche sui flussi bancari hanno poi fatto emergere la destinazione di quei fondi: parte dei proventi sarebbe stata reinvestita nel circuito legale tramite acquisti e pagamenti, mentre un’altra quota sarebbe servita a finanziare beni di lusso e spese personali.

  • Periodo indagato: 2021–2025
  • Somma contestata: oltre 1 milione di euro
  • Imposte evase (stima): circa 900.000 euro
  • Beni sequestrati: conti correnti aziendali e personali, una Ferrari Purosangue
  • Figure coinvolte: la società di trasporti, il legale rappresentante e un presunto “gestore ombra”

Il sequestro e le indagini in corso

Per evitare la dispersione del patrimonio ritenuto provento del reato, la Procura ha disposto il sequestro preventivo di beni per un valore corrispondente alle somme contestate. Tra gli oggetti posti sotto vincolo c’è la Ferrari Purosangue intestata, secondo gli accertamenti, alla figura ritenuta di fatto responsabile della gestione occulta dell’impresa.

Le perquisizioni svolte nelle abitazioni e nelle sedi aziendali hanno l’obiettivo di raccogliere documenti contabili e prove sui meccanismi fiscali utilizzati. Gli inquirenti proseguiranno ora con ulteriori verifiche incrociate e con le audizioni delle persone interessate, prima di eventuali richieste di rinvio a giudizio.

Per i clienti e i concorrenti del settore, la vicenda solleva interrogativi concreti: pratiche illecite come questa alterano la competizione e penalizzano chi rispetta le regole fiscali. Sul piano istituzionale, il caso sottolinea l’importanza dei controlli incrociati su consumi e denunce d’imposta per tutelare le entrate pubbliche.

La Procura di Torino mantiene riservate le fasi più delicate dell’inchiesta; restano attesi sviluppi nelle prossime settimane con possibili provvedimenti aggiuntivi se emergeranno ulteriori elementi probatori.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!
Leggi anche  Colpo del Secolo su Netflix: La Vera Storia di Leonardo Notarbartolo e la Scuola di Torino

Lascia un commento

Share to...