Portare il DM 77 dalla teoria alla pratica è diventata una priorità concreta: il convegno “Infermieri e territorio: dalla teoria alla pratica” ha messo sotto la lente le difficoltà organizzative e le opportunità per rendere i servizi sanitari più vicini ai cittadini. L’incontro a Torino ha riunito istituzioni, professionisti e ricercatori per capire che cosa serve davvero perché la riforma si traduca in cure più accessibili e continuative.
L’evento, promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino e ospitato nella Sala Congressi ATC, ha voluto mettere in evidenza quanto il percorso di attuazione del DM 77 sia ancora pieno di nodi pratici. A prendere la parola sono stati rappresentanti regionali, dirigenti aziendali, esponenti di enti nazionali e figure della cittadinanza attiva, in un confronto centrato su risultati tangibili per i pazienti.

Ivan Bufalo, presidente dell’OPI Torino, ha ribadito che la riforma non può restare solo su carta: il vero banco di prova è la vita quotidiana delle persone, dove gli infermieri possono giocare un ruolo decisivo grazie alla prossimità e alla conoscenza dei bisogni locali.
Tra i relatori istituzionali figuravano l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi, la presidente del Consiglio comunale di Torino Maria Grazia Grippo e il professor Valerio Dimonte dell’Università di Torino. Al tavolo anche esponenti di organizzazioni nazionali come GIMBE e AGENAS, oltre a direttori di aziende sanitarie locali.
Il dibattito ha toccato aspetti pratici e nodi strategici: dalla capacità delle strutture territoriali di rispondere ai bisogni, all’integrazione tra servizi, fino all’uso della telemedicina come leva per aumentare l’accesso. È emersa con chiarezza la distanza tra le attese dei cittadini e le risorse oggi disponibili.
- Funzionamento delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità;
- Ruolo delle Centrali operative territoriali e dei Punti unici di accesso;
- Formazione e impiego degli infermieri specialisti sul territorio;
- Uso dei dati e delle tecnologie per misurare efficacia ed equità degli interventi;
- Valorizzazione della ricerca infermieristica e diffusione di buone pratiche.
Le tavole rotonde hanno alternato analisi organizzative e casi concreti, con focus su continuità assistenziale e presa in carico precoce. Relatori come Antonio Cartabellotta (Fondazione GIMBE), Franco Ripa (direttore generale AO Santa Croce e Carle di Cuneo) e Giusy Casazza (AGENAS) hanno evidenziato la necessità di governance locale più efficace e maggiori investimenti in personale e infrastrutture digitali.
Interventi di rappresentanti della società civile e professionisti — tra cui Alessio Terzi di Cittadinanzattiva, Aurelio Filippini del Comitato Etico Nazionale e Federica Riccio di Azienda Zero Piemonte — hanno messo l’accento su accessibilità, trasparenza e partecipazione delle comunità nella rimodulazione dei servizi.
Un capitolo a parte è stato dedicato alla ricerca infermieristica: sono stati esposti 26 poster scientifici e cinque lavori sono stati premiati come migliori contributi. I riconoscimenti sono andati a progetti realizzati da professioniste e professionisti impegnati nelle aziende sanitarie piemontesi, a testimonianza di un patrimonio di esperienze operative e studio sul territorio.

- Vincitrici e vincitori del Premio Miglior Poster: Giada Di Turi (ASL TO5), Federica Manservisi (ASL Biella), Rebecca Giachino (ASL TO4), Tiziana Polizzi (ASL Città di Torino), Piera Lucia Bruno (ASL TO3).
Dal confronto è emerso che le scelte organizzative hanno impatto diretto sulla vita delle persone: maggiore presenza infermieristica significa più continuità, diagnostica precoce e risposte più personalizzate. Ma per arrivarci servono percorsi formativi mirati, modelli organizzativi flessibili e investimenti in tecnologie interoperabili.
Gli interlocutori hanno sottolineato alcuni passaggi pratici necessari per accelerare l’attuazione del DM 77:
- Definire standard minimi di servizio e indicatori di performance a livello regionale;
- Potenziare la formazione specialistica territoriale per gli infermieri;
- Sviluppare reti digitali che consentano continuità clinica e monitoraggio a distanza;
- Favorire la partecipazione dei cittadini nei processi di programmazione locale.
La giornata si è chiusa con un richiamo alla collaborazione: per l’OPI Torino, la riforma avrà successo se istituzioni, professionisti e comunità lavoreranno insieme per tradurre norme e piani in servizi percepibili e stabili. Secondo Bufalo, rafforzare la presenza degli infermieri sul territorio è la leva principale per garantire cure più vicine, tempestive ed eque.
Per i cittadini del Piemonte — e più in generale per chi segue l’evoluzione della sanità territoriale in Italia — il nodo resta operativo: trasformare le indicazioni del DM 77 in percorsi assistenziali concreti è la sfida dei prossimi mesi, con implicazioni immediate sulla qualità di vita, sull’uso delle risorse e sulla sostenibilità del sistema sanitario.
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