InVisible Cities trasforma gli spettatori in co-autori dello spettacolo

Di : Marcelina Vescovi

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InVisible Cities torna a Gorizia e Gradisca d’Isonzo dal 26 agosto al 6 settembre con una proposta che mette al centro il rapporto tra spettatore, corpo e spazio scenico, e pone l’accessibilità come criterio progettuale. La rassegna, a cura di Quarantasettazeroquattro, unisce theater, danza e arti digitali per interrogare le modalità di percezione e il ruolo attivo del pubblico.

Botteghe digitali ha inaugurato la manifestazione con installazioni immersive pensate per coinvolgere in modo diretto i visitatori: non semplici spettatori, ma partecipanti dentro l’opera. Dopo l’apertura sono saliti in scena progetti che sfidano i confini classici del palcoscenico, come la ricerca coreografica di Chiara Bersani in “Seeking Unicorns” e le energie fisiche del collettivo Parini Secondo.

Il senso delle esperienze

Il festival privilegia spettacoli che trasformano la presenza del pubblico in elemento drammaturgico. Il debutto di “T’appartengo?!” del collettivo LeNotti e la programmazione successiva puntano su linguaggi ibridi: teatro documentario, performance partecipative e progetti site-specific che dialogano con i luoghi urbani.

Pubblico coinvolto in una performance partecipativa in uno spazio urbano
Spettatori diventano parte attiva della drammaturgia in spettacoli partecipativi.

Tra gli appuntamenti in programma oggi a Gradisca spiccano “Cuna” del danzatore e coreografo non vedente Giuseppe Comuniello, lo spettacolo documentario “Partschótt” e la performance interattiva “Handle with Care”, nella quale sarà il pubblico a determinare lo svolgimento dell’azione scenica.

Perché conta ora

L’attenzione all’accessibilità non è un vezzo formale ma una scelta culturale: ridefinisce chi può partecipare, come le storie vengono raccontate e quali corpi trovano spazio sulle scene. In una stagione in cui le platee cercano esperienze coinvolgenti e significative, iniziative come InVisible Cities offrono modelli praticabili anche per altre istituzioni e festival.

Accessibilità scenica con rampe e segnali tattili in un teatro all'aperto
L’accessibilità progettuale apre la scena a corpi e percezioni diverse.

  • Durata: 26 agosto – 6 settembre
  • Luoghi: Gorizia e Gradisca d’Isonzo
  • Punti forti: installazioni immersive, performance partecipative, danza inclusiva
  • Artisti segnalati: Chiara Bersani, Parini Secondo, LeNotti, Giuseppe Comuniello

L’impostazione curatoriale privilegia il dialogo con le comunità locali: le rappresentazioni non sono isolate in un teatro, ma si misurano con piazze, spazi sui quali incidere e trasformare la percezione collettiva della disabilità. Questo approccio ha ricadute concrete su accessibilità degli spazi, pratiche di regia e lavoro con interpreti con diverse abilità.

Non tutte le proposte seguono lo stesso schema: alcune concentrano l’attenzione sulla dimensione estetica, altre sulla partecipazione attiva, e alcune ancora adottano una forma ibrida che richiede tempo e impegno da parte del pubblico. È una rassegna che chiede attenzione e restituisce un’esperienza trasformativa a chi accetta l’invito.

Prospettive

InVisible Cities segnala una tendenza più ampia nel panorama delle arti performative: la ricerca di format che siano inclusivi e capaci di ricostruire il rapporto tra città e scena. Per gli operatori culturali la sfida è ora consolidare pratiche accessibili e sostenibili; per il pubblico, partecipare a spettacoli che spostano la soglia della rappresentazione.

Fino al 6 settembre, teatro, danza, musica e arti digitali restano in dialogo con luoghi e percezioni diverse, proponendo al pubblico non solo intrattenimento ma anche un’occasione per ripensare il concetto di spettacolo e la presenza dei corpi in scena.

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