La pala d’altare a sportelli di Pontebba, opera lignea tardo‑gotica datata 1517, è pronta per un nuovo intervento conservativo che ne restituirà lucentezza e leggibilità: il restauro, finanziato dalla Regione con 80.000 euro, è programmato nella chiesa di Santa Maria Maggiore tra la primavera e l’estate del 2027 e durerà circa due‑tre mesi. L’intervento arriva a tre decenni dall’ultimo trattamento e punta a risolvere problemi che oggi ne compromettono l’aspetto e la stabilità.
Si tratta di un pezzo di rilievo per il patrimonio artistico delle Alpi orientali: il manufatto, attribuito a Heinrich von Villach, conserva sculture e policromie che richiedono attenzione specialistica per rimuovere depositi e consolidare le superfici dipinte.
La conservatrice incaricata, la restauratrice di Tolmezzo Sara Dalla Valle, affronterà in particolare la pulitura dalle incrostazioni di fuliggine — causate in gran parte dagli impianti di riscaldamento della chiesa — e il consolidamento delle parti pittoriche sollevate, alcune delle quali rischiano di staccarsi. Saranno inoltre trattati frammenti già separati e verificata la presenza di eventuali infestazioni da insetti xilofagi.
- Periodo lavori: primavera‑estate 2027, durata stimata 2–3 mesi.
- Finanziamento: Regione Friuli Venezia Giulia, 80.000 euro.
- Interventi principali: pulitura, consolidamento della pittura, ricollocazione delle parti staccate, controllo fitosanitario del legno, sistemazione delle ante.
- Autorizzazione: provvedimento della Soprintendenza competente.
Un particolare tecnico da risolvere riguarda le portelle dell’altare, che oggi non chiudono correttamente perché interferiscono con la predella; la correzione di questo problema è necessaria non solo per l’estetica ma anche per la conservazione delle superfici interne.
Perché conta ora: oltre al valore storico‑artistico, il restauro ha ricadute pratiche su turismo culturale e vita parrocchiale. L’altare è meta annuale di fedeli e visitatori e un intervento puntuale riduce il rischio di danni più gravi e spese future più ingenti.
Implicazioni per la comunità
La parrocchia ha invitato la cittadinanza a sostenere l’opera e a continuare a visitare l’altare durante l’anno. Sul piano pratico, le operazioni condotte in loco limiteranno i disagi: il lavoro sarà eseguito all’interno della chiesa con misure pensate per garantire la sicurezza dell’opera e dei fedeli.
Dal punto di vista tecnico, il restauro offre anche un’opportunità di indagine scientifica: analisi dei materiali, datazioni e rilievi consentiranno di aggiornare la conoscenza sull’autore e sulle tecniche impiegate nel primo Cinquecento, contribuendo a una migliore gestione del patrimonio locale.
Il progetto illustra come la tutela patrimoniale richieda programmazione, competenze specialistiche e risorse pubbliche: intervenire per tempo evita il degrado irreversibile e preserva opere che svolgono un ruolo vivo nella memoria e nell’identità della comunità.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




