Franz ad Angrogna: nuova vocazione ridisegna il turismo e la vita locale

Di : Teodoro Montani

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Il pianoforte centenario chiamato Franz ha trasformato il paesaggio sonoro delle Alpi in un palcoscenico itinerante: dopo anni trascorsi tra laghi, ghiacciai e foreste, lo strumento è approdato ad Angrogna, portando con sé un progetto artistico che unisce musica, territorio e comunità. La sua permanenza nella valle promette di consolidare un’offerta culturale locale e di mantenere vivo un patrimonio meccanico e sonoro raro.

Franz tra vette e specchi d’acqua

Per anni il pianista Filippo Binaghi ha spinto i confini dell’esecuzione musicale portando il suo strumento in contesti naturali non convenzionali: dalle rive di laghi alpini alle cornici glaciali. Il risultato non è stato solo uno spettacolo per chi ascoltava, ma anche una sfida logistica e conservativa per tutelare lo strumento.

Tra le performance più ricordate c’è quella sul lago del Mucrone, a quasi 1.900 metri: un anfiteatro naturale dove il pubblico si era disposto tutt’intorno, sulle coperte, per ascoltare il pianoforte al centro dello specchio d’acqua.

Pubblico seduto su coperte intorno a uno specchio d'acqua in alta quota
Il lago del Mucrone a quasi 1.900 metri: un anfiteatro naturale per i concerti di Franz

Il mestiere del trasporto

Muovere un pianoforte di oltre 400 kg in ambienti montani richiede mezzi improvvisati e collaborazione. Le operazioni descritte da Binaghi includono funivia, carriola cingolata e l’ultimo tratto su chiatta: dettagli che raccontano la complessità dietro ogni concerto.

Trasporto di pianoforte con mezzi alpini su sentieri di montagna
Spostare un pianoforte di 450 kg in montagna richiede funivia, carriola cingolata e coordinamento logistico

  • Peso dello strumento: circa 450 kg.
  • Tratti affrontati: funivia, sentieri di alta quota, carriola cingolata, chiatta per il trasporto sul lago.
  • Supporto richiesto: squadre di accompagnamento per stabilizzare i mezzi e i carichi.
  • Impatto logistico: ogni evento implicava giorni di preparazione, prove e attenzione alla conservazione dello strumento.

Nuova sede: il Tempio di Serre ad Angrogna

Dopo il trasferimento della famiglia a Angrogna nel giugno 2025, Franz ha assunto una collocazione più stabile: il Tempio delle Serre ospita ora il pianoforte come risorsa per la comunità. Qui il musicista lo utilizza quotidianamente per studio e per la rassegna musicale promossa nella chiesa valdese locale.

La scelta di stabilirsi in valle, spiegano Binaghi e il suo compagno Jacopo, nasce da un interesse per la cultura valdese e da un desiderio di cambiare ritmi di vita. Tra i progetti futuri c’è l’idea di trasformare la struttura in un punto di accoglienza a vocazione musicale, che possa combinare ospitalità e attività artistiche.

Un pianoforte del 1920 con una storia internazionale

Franz non è un oggetto qualunque: costruito nei primi anni di produzione della casa che poi sarebbe diventata Yamaha, lo strumento porta con sé quasi un secolo di storia meccanica. È stato prodotto intorno al 1920 ed è il numero 4.000 di quella serie pionieristica.

Restaurato e accordato, conserva un timbro robusto e profondo che continua ad emozionare il pubblico locale. Prima di approdare in provincia di Varese aveva vissuto in Germania; Binaghi lo ha acquistato da un rivenditore lombardo e da allora ne ha curato la vita musicale e tecnica.

Perché questa storia conta oggi

Il progetto mette insieme più temi attuali: la valorizzazione del patrimonio strumentale, la rigenerazione culturale delle aree montane e l’idea di fruire della musica al di fuori dei circuiti tradizionali. Per una valle come Angrogna, la presenza di uno strumento unico può significare nuovi appuntamenti culturali e un leggero impulso al turismo sostenibile.

Per i musicisti e per i conservatori, poi, l’esperienza di Binaghi offre spunti pratici su come proteggere strumenti storici in contesti non convenzionali, bilanciando esigenze artistiche e tutela fisica.

La storia di Franz e del suo proprietario continua: dalla mobilità estrema alle cure quotidiane nel Tempio delle Serre, l’obiettivo è mantenere vivo il dialogo fra musica e paesaggio, rendendo la Valle una piccola piazza per concerti e residenze creative.

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